Meditazione con i Tarocchi

La freccia si conficca pienamente nel pagliericcio.

Sorseggio ancora un po’ di tisana, tutto mi è più chiaro adesso.

Meditare. Propriamente misurar con la mente, volgere nell’animo.

Osservo i Tarocchi sul tavolino e la loro collocazione nel mondo simbolico delle mia interpretazione. Lascio che ogni arcano mi racconti l’archetipo che incarna e incarno. Noi possediamo ognuno dei settantotto arcani, o forse sono loro a possedere i segreti dell’uomo.

Una ad una le carte mi raccontano le mie luci e le mie ombre, i miei pensieri creano connessioni, la regina, le coppe, il fante, fare o non fare.

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La mia vista sfoca, la mia mente sfuma tra le righe, si susseguono una ad una le intuizioni.

Il timore in posizione di blocco, aprirsi al mondo ma con calma. Ringrazio Stefano Cavanna per l’aiuto sugli arcani minori e le loro perfette minuziosità espressive.

Poi una ad una emergono le coppe, nel nove della messa in crisi delle emozioni, l’aiuto verso il fare o non fare qualcosa nel fante, aprire o richiudere la coppa.

Il tavolo non esiste. Né la tisana, la vetrata, i passanti, camerieri, chiacchiere, mondo.

Sfocano i simboli e si rincorrono i numeri. Il nove, la regina, il fante, tutto in potenza, accumulo, esplosione rinnegando l’ego del sesto, poi la mente lucida e razionale dei numeri si dissolve goccia a goccia come la cera di una candela accesa.

La vista si annebbia, l’occhio della mente si affina.

L’oro e il giallo emergono dal tavolino, coppe in dettagli turchesi, l’intelletto si fonde al mondo emotivo del porpora.

L’orologio sul muro scorre. Non in me. Non qui.

Nell’altrove della mente non ho tempo, non ho luogo, lento si muove il tutto.

I tasselli di me si riallineano come ingranaggi perfetti sullo schema dei Tarocchi, sovrapposizione della mia anima al loro disegno.

Eccomi.

Sentendomi come Holmes dopo l’intuizione finale.

Tutto ora è nitido.

Sbatto le palpebre dopo un’eternità e il mondo ritorna prepotente. Passanti, macchine, chiacchiere, camerieri, clacson, scontrini, indifferenze.

Prendo la tazzina e bevo un sorso.

Mi ritorna alla mente una frase sull’arte Zen del tiro con l’arco che ben descrive la meditazione attraverso i Tarocchi.

Sostanzialmente, l’arciere mira a se stesso.

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Grazie di Cuore.

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