Un’anima alla (chiave di) volta

Era ottobre, ero seduto ad un tavolino del Bicyclette, in via Sant’Agostino.

Un bicchiere di vino rosso, un mazzo di Tarocchi, una persona seduta davanti a me.

La vita ad un bivio, la sua, come spesso accade. Una splendida chiacchierata con una persona vera.

Cerco di riportarle la mia esperienza, nuove angolazioni sulle cose.

Gli arcani, le lame dei Tarocchi, in questo sono assoluti maestri, ma è sempre e solo la vita delle persone a permearsi e far dell’energia un motore di cambiamento.

Non puoi né devi mai essere il motore di nessuno, ognuno è il propulsore di sé stesso. A volte serve solo indicarne il dimenticato tasto di accensione.

Una spolverata ed un goccio di benzina e di coraggio.

Ricordo il suo “grazie” dopo la chiacchierata, ricordo il suo abbraccio sincero, ricordo quel macigno, dopo, per un attimo caduto dalle sue spalle.

Esce dal locale con un sorriso, resto nel locale sorridendole.

Ritiro i Tarocchi e riprendo il mio calice di rosso.

Era solo il principio di qualcosa.

La chiave di volta che regge l’arco di pietre.

“La chiave di volta è una pietra lavorata (o “acconciata” o “concio”) per adempiere a funzioni strutturali, posta al vertice di un arco o di una volta; chiude, con la sua forma a cuneo, la serie degli altri elementi costruttivi disposti uno a fianco dell’altro ed è quindi elemento indispensabile per scaricare il peso retto dall’arco sui pilastri laterali.

[…]

In senso figurato la “chiave di volta” (o “pietra d’angolo”) rappresenta l’elemento centrale o portante di qualcosa, attorno al quale ruota una serie di eventi.”

– Wikipedia

Luglio. Nove mesi dopo.

Sto camminando per la strada dopo aver appena lasciato la bicicletta che mi ha regalato brezza e strade. E mentre i muscoli ed il respiro si regolarizzano, un messaggio del tutto inatteso questo cuore lo fa accelerare di nuovo, di gioia e di sorpresa.

“Ciao Andrea, volevo condividere questa cosa con te…”

La foto di un tavolo con sopra un mazzo di chiavi. Un mazzo di chiavi di casa, la chiave (di volta) di una nuova vita che comincia.

Ero forse riuscito, con quelle piccole parole, tanti mesi prima, in una sera di ottobre davanti a un bicchiere, ad indicare a una persona la potenza del proprio motore. Un piccolo istante.

E scoprire, dopo nove mesi, di essere stato parte di una rinascita per una persona sconosciuta è una emozione che non si può descrivere a parole.

Non la ringrazierò mai abbastanza per avermi voluto condividere questo momento.

 

La mia non è una grande battaglia, non ci saranno pagine sui libri di storia, né piazze gremite ad ascoltare discorsi potenti, né tanto meno date da ricordare.

Soltanto piccole cose umili e concrete, nulla di che, in verità.

Non valgono molto, me ne rendo conto.

Ma questa è la mia piccola e personale rivoluzione.

Perché anche io ho un sogno ed è quello di cambiare il mondo, giorno dopo giorno.

A costo di farlo un’anima alla volta.

“La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.”

– Albert Camus

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: un mazzo di Tarocchi colmo di “clic”

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