L’eterna storia dei Tarocchi ma in breve

C’è molta confusione dietro a questi misteriosi oggetti.

  • Cosa sono?
  • Quando nascono?
  • A quale scopo?

Nonostante la credenza diffusa, i tarocchi non nascono a Marsiglia, i marsigliesi non sono il mazzo più antico o l’originale né tantomeno i tarocchi vengono al mondo per scopi esoterici o magici.

«Ma come, Andrea, cosa mi stai dicendo?»

Ebbene sì, i nostri cari tarocchi sono nostrani e nascono per giocare.

Su chi li abbia creati e quando non si sa con esattezza – o meglio, vi è l’ipotesi papabile del professor Andrea Vitali che li attribuisce ad Francesco Anteminelli Castracani Fibbia e colloca la loro origine a Bologna – ma quel che sappiamo per certo è che compaiono per la prima volta in Italia nel XV secolo come evoluzione di altre carte da gioco.

Quindi, per riassumere, nascono nel nord Italia intorno alla metà del quattrocento a scopo ludico.

«E i tarocchi marsigliesi?»

I famosi tarocchi cosiddetti di Marsiglia arrivano molto dopo, intorno alla metà del milleseicento.

Dalle ricerche storiche si evincerebbe che diverse figure dei trionfi dei tarocchi di Marsiglia non siano state disegnate a Marsiglia, ma a Milano, e poi successivamente stampate in Francia.

«Ma allora la divinazione, l’esoterismo, la magia?»

Teofilo Folegno, nel suo Chaos del Triperuno del 1527, fa svolgere a uno dei suoi personaggi una lettura della sorte attraverso i trionfi, ma essendo il solo documento a descrivere questa pratica, per molti studiosi sarebbe un semplice espediente narrativo dell’autore più che la dimostrazione dell’esistenza di un uso cartomantico dei tarocchi noto all’epoca.

Il primo documento che fa riferimento alla cartomanzia pare essere quello del 1540 a opera di Francesco Marcolini da Forlì, “Le Sorti”, il documento fa però riferimento ad un mazzo di carte differente dai tarocchi.

«La loro diffusione moderna in cartomanzia e l’associazione con l’occultismo risalgono alla fine del XVIII secolo e sono dovuti principalmente ad Antoine Court de Gébelin e a Etteilla.»

Wikipedia

Soltanto in seguito verrà pensato un mazzo di tarocchi unicamente a sfondo esoterico.

Il primo mazzo di tarocchi sul generis, con riferimenti all’alchimia, sembrerebbe essere il mazzo Sola Busca, su cui al momento si stanno svolgendo indagini sulla corretta datazione.

Sicuramente uno dei mazzi più diffusi nell’immaginario collettivo sono i tarocchi Rider Waite Smith, anche detti Rider-Waite o RWS, nati dalle idee di Arthur Edward Waite e disegnati da Pamela Colman Smith nel 1908. Diverse carte di questo mazzo derivano proprio dalle rappresentazioni presenti nel mazzo Sola Busca.

Quindi, come abbiamo visto, i tarocchi nascono a scopo ludico/educativo e successivamente, data la potenza evocativa delle allegorie, gli esoteristi iniziarono a correlare delle conoscenze occulte ai tarocchi, ognuno inserendoci una propria prospettiva, come l’associazione tra i tarocchi al leggendario Libro di Toth, alla cabalà, all’alchimia e via dicendo.

Alcuni mazzi di tarocchi sono poi stati creati appositamente a scopo esoterico e iniziatico, slegandosi così dalle raffigurazioni prececenti, ma soltanto in un secondo momento.

La maggior parte delle tesi esoteriche sulle presunte origini storiche dei tarocchi non trovano riscontro indagando le fonti.

Chiunque vi dica di possedere la verità assoluta sull’origine di queste strane carte sta dicendo una inesattezza con ogni probabilità. Salvo alcune fonti storiche certe.

Possiamo quindi solo coglierne il fascino ed imparare ad ascoltare i tarocchi, mentre ogni sforzo di incasellarli, forse, risulterà vano.

Ma come mai i tarocchi risultano potenti, misteriosi e affascinanti?

Forse perché…

«Se ne trae un «non so che», una vaga inquietudine intellettuale, un’irritazione per queste immagini assurde, infantili, interconnesse, inframmischiate… E, nello stesso tempo, è come se il seme, di una semenza che non si può sradicare, sia stato infuso nello spirito, l’embrione del dubbio che queste immagini siano interpreti di verità profonde, di Conoscenze nascoste, e che siano delle piccole finestre aperte sull’Inconscio, sull’Infinito.»

Gerard Abraham Van Rijnberk

Ma di questo ne parlerò nell’articolo: i Tarocchi, gli specchi degli archetipi immortali

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