Lo scopo ultimo dei Tarocchi

Per anni, quasi un decennio, mi sono interrogato sullo scopo ultimo dei Tarocchi.

Dopo anni e molte riflessioni sono giunto ad una risposta:

Lo scopo ultimo dei Tarocchi è far rinascere un Folle.

Una frase semplice, ma come disse Oscar Wilde, “Adoro i piaceri semplici. Sono l’ultimo rifugio per uno spirito complesso”.

Uno dei pù grandi traumi della vita è l’atto di nascere.
Sei nella pancia, senza vista, senza bisogno di mangiare, di respirare, hai come sotto fondo il battito del cuore di tuo madre, protetto e nulla sai del mondo.
Nessun preconcetto, paura, idea, schema.

Nudo, nel mentale, nell’emozionale, nella volontà e nell’essere.

Poi, ad un certo punto vieni scaraventato in un mondo di cui nemmeno sapevi l’esistenza e ti trovi a respirare, piangere, a non essere più una cosa sola con il corpo che ti ospitava. Rimani abbagliato dalla luce e dal dolore e dall’ignoto.

Nascere è un gran bello spavento!

Non si discosta molto dall’atto di morire, se ci pensi.

Entrare in un mondo ignoto, di cui non conosci l’esistenza, senza alcuna preparazione per farlo.

Eppure, nudi e senza alcuna conoscenza, impariamo a gattonare, camminare, a parlare! Ti rendi conto di quale miracolo noi, piccoli folli, siamo capaci?

Abbiamo imparato arti, musica, linguaggi, ad ammirare la luna e persino ad andarci sulla luna, a interrogarci sull’Universo e a sentire la divinità dentro noi.

Piccoli folli in grado di compiere immensi percorsi.

Ma poi, dimentichiamo.

Quel bambino interiore, il nostro matto personale, costretto da regole e da comodità perde il suo entusiasmo, la sua creatività, il suo scopo.

Smette di sentire di essere divino.

Ce ne dimentichiamo a tal punto da non credere nemmeno che quel folle in noi sia mai esistito.

Ah, se solo ci ricordassimo di quando abbiamo imparato a camminare!

Ecco, cosa rappresentano i Tarocchi per me, specchiarsi dentro quell’universo divino che portiamo dentro ma che abbiamo disperso nella nebbia, sfiorare sinestesie di memorie ancestrali, far risuonare dentro di noi il magico “…questo mi ricorda una storia, qualcosa tanto tempo fa dimenticato”.

Come lo schiaffo che ci fa piangere appena nati, così una buona lettura di Tarocchi colpisce, come abile arciere il lucchetto del nostro scrigno segreto.

Il potere del nostro vaso che si scoperchia è un maremoto, un fulmine a ciel sereno, l’illuminazione di chi si scopre ricordare cose che non pensava nemmeno di sapere.

E, ti assicuro, credimi, che quando sei occhi negli occhi con una persona, e vedi quel “clic”, quel momento di catarsi in cui tutto l’universo è dentro e tutto l’universo è fuori, quello sguardo dalla potenza di mille stelle che illuminano il cielo del deserto… beh, quello sguardo vale vite intere.

Quello sguardo è la cosa più vicina al divino che io abbia mai provato.

Per questo, leggo i Tarocchi.

“Lo scopo ultimo dei Tarocchi è far rinascere un Folle.”

Andrea Favarin

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: meditazione con i Tarocchi

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