Il mozzicone, l’ego, l’Amore

La intravedo attraverso la vetrata.

Io dentro al locale.
Il tavolo, i Tarocchi, il calice di rosso.
Lei sulla soglia.
Il vestito bordeaux, l’agitazione, la sigaretta.

La aspetto.
Lei aspetta.

Lunghi secondi.
Un breve istante.

Si fa coraggio.
Getta il mozzicone sul marciapiede, espira l’ultimo sbuffo di fumo, apre la porta.

Passo deciso.
Volto deciso.
Voce decisa.

Ciao, mi dice.
Ciao, le dico.

Lei mi fissa.
Io incomincio.

“Cosa ci fai seduta al mio tavolo?”
“Ho una domanda.”
“Su cosa.”
“Sull’Amore.”
“Ti ascolto.”

I Tarocchi per ora restano chiusi.
Non servono, non ancora.

“Mi merito l’Amore”, mi dice, “io me lo merito.”

Perché lei da tutto. Il 110%, ogni volta.
Perché lei accudisce, è presente, ascolta, scende ad ogni compromesso, è buona.

Eppure, lei non se lo spiega, ogni volta finisce male.
Tutti stronzi, gli altri.

Ma lei no, lei si merita l’Amore, quello con la A.

I Tarocchi ancora sul tavolo, chiusi.

Lei mi fissa, in attesa.
Io fisso il tavolo, in sospensione.

Poi la guardo.
Dritta in faccia, dritta dentro, dritta oltre.
Tolgo le dita dalla corda tesa dell’arco.

Il sibilo della freccia contro il suo ego.

“Tu non sai un cazzo dell’Amore.”
Volutamente volgare, volutamente provocatorio, volutamente diretto.

I suoi occhi sgranano.
Occhi che si fanno colore del suo vestito bordeaux.

Rabbia.
Scudi.
Paura.

Colta alla sprovvista, si apre una breccia tra il suo ego e le sue ombre.
Una fessura piccina, ma grande abbastanza.

“Ti sei osservata in modo consapevole?
Eri fuori. Fumavi la tua sigaretta, nervosa.
L’hai gettata sul marciapiede per entrare qui e pretendere il risarcimento dall’amore, gli arretrati che pensi di aver già pagato.
Hai lanciato la sigaretta senza guardarla, con quella confidenza di chi lo fa ogni giorno.
Non hai rispetto. Per il marciapiede, per Madre Terra, per gli altri passanti, per le persone che si alzano all’alba a pulire la strada per te.
Non hai rispetto nemmeno per te stessa.
Stavi pensando solo ad entrare qui, a prendere qualcosa da me, qualcosa di dovuto.
Non conosci il Rispetto. Ma pensi di sapere tutto sull’Amore.”

“Ma… io… ”

“Risparmia le buone scuse. Le ho già sentite tutte.
Sei spaventata, e lo comprendo. Sei delusa, e lo comprendo.

Ma io sarò sincero.
I miei Tarocchi saranno sinceri.
E non li aprirò fino a quando non sarai sincera anche tu.
Se vuoi mentire a me, non me ne importa nulla, ma a te stessa, no, questo no.
L’Amore richiede Rispetto.”

Sì alza di scatto, sbatte la sedia, si allontana di due passi e sbuffa.
Poi si ferma. Respira. Si volta e torna a sedersi.

La guardo.
Mi guarda.

“Cosa ci fai seduta al mio tavolo?”
“Vorrei capire alcune cose sull’Amore, capire come migliorare.”

Le sporgo le carte.
“Avanti, taglia il mazzo.”

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Grazie di Cuore.

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