Esercizio: l’intuito arcano

Mio caro folle vagabondo,
ci sono molti significati per ogni carta, spesso in contraddizione l’uno con l’altro (è la natura stessa del simbolo), e quasi ogni libro sui Tarocchi ne riporta uno diverso (a volte anche del tutto storicamente inesatti). Quale devi considerare?

Prendiamo ad esempio l’Arcano V: Il Papa.

Cosa significa esattamente?

  • Un mentore, un insegnante?
  • La tradizione ed il ritorno ad essa?
  • La ricerca della spiritualità?
  • L’unione del mondo terreno con quello divino?
  • L’esporre e divulgare la propria fede?
  • La saggezza?
  • Il bene?

Non esiste un solo significato “giusto” (e piatto) della carta.

Metti via il concetto di giusto o sbagliato per un attimo e cogli intuitivamente l’essenza della carta che hai di fronte. Non importa se percepisci un significato diverso rispetto a ciò che dicono i libri, in questo esercizio. Serve ad aggiungerti sfumature.

Quello che è importante è che tu riesca a connetterti con la tua personale interpretazione intuitiva di quella carta a partire dalla sua essenza di base, che spesso è molto più potente del rigurgitare significati freddi e mandati a memoria.

Non significa che tu non debba prima studiare la teoria, intendiamoci (lo studio è cruciale), ma è importante che non sia solo teoria. Le carte le devi sentire, le devi vivere, le devi interiorizzare.

Prendi la carta, osservala, fissala, lascia andare i pensieri per un po’.
Poi, chiudi gli occhi e dimenticati della carta e di come essa è stata graficamente rappresentata.
Concentrati solo sul cosa essa rappresenta.

Lascia che ti arrivino sensazioni, colori, suoni, gusti, immagini, segni.
Ascolta il tuo corpo, il modo in cui risuona.
Poi lascialo andare e dimenticatene.

Ascolta, ascolta e basta.
Fino a quando ciò che ti arriva sembra non avere alcuna fonte, alcuna locazione: non è nella carta, non è nel tuo corpo, non è nelle tue soggettive emozioni.

È qualcosa che da oltre viene oltre.

Riapri gli occhi e torna a osservare la carta. Imprimine l’impronta in questo ricordo senza origine. Ché lo spazio vuoto tra te la carta non sia più vuoto.

«Quando il nostro pensiero intuisce qualche verità nuovissima, ci sembra sempre che siamo ritornati in noi stessi sulle rive del nostro antico essere − che si sollevi il velario dell’oblio.»

Andrea Emo, Quaderni, 1927/81

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

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Grazie di Cuore.

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