Se solo esistesse un posto così

A tutti, in fondo, capita di fare sogni bizzarri.

Apro la porta.
Dietro il bancone una donna dai lunghi capelli corvini in un’abito ottocentesco nero. La pelle color di luna.
Il cuore perde un battito.

Sta pulendo una tazza con un semplice straccio eppure mi scopro perdermi in quel suo gesto. Si volta verso di me ed i suoi occhi mi scrutano l’anima.

Ciao – dice.
Ciao – le rispondo.

Poi mi rendo conto che le sue labbra non si sono mosse.

La donna in nero smette di fissarmi ed entra nell’altra stanza. Nell’aria un turbinio di fragranze e profumi si mescolano. Il sapore dolce di tisane speziate e torte appena fatte cominciano a danzare insieme all’incenso.

Mi sento come tra le pagine del romanzo di Joanne HarrisChocolat.

Entro nella piccola saletta. Tavoli e divani del seicento costeggiano candelabri argento che si stagliano verso il soffitto a botte con i mattoni a vista. Sul muro è sospesa una scopa di saggina.

Poco più in là, la donna dai capelli corvini osserva una stesa di tarocchi.
Sul braccio una libellula tatuata.

Layil – dice.
Come?
Mi chiamo Layil.
Andrea.
Piacere di conoscerti, Andrea.

Chiude i tarocchi e scompare dietro il bancone.

Resto solo nella stanza, tra sacchetti di tisane, torte, mazzi di tarocchi, candele, libri e bottiglie di vino.

Mi volto verso i divani, regna il silenzio denso di note di pianoforte. Poi la vedo.

Nell’angolo della stanza c’è una scala che porta verso il piano inferiore. Lei è lì, tra la stanza e la scala.
Un sorriso dolce come il miele, occhi verdi colmi della curiosità di un gatto, i capelli rosso intenso, un abito lungo dal gonnellone verde scuro. La presenza di lei infonde un calore quasi percepibile al tatto.

Vieni, ti mostro la casa. Sono Cecile.
Andrea – 
le dico seguendola.

Lei mi fa strada scendendo la scalinata, sollevando un poco la lunga gonna per non inciampare, un gesto che mi riporta un sapore di antico. La scala è stretta e ai lati vedo abiti di sartoria su dei manichini.

Li crea Layil, anche questo è suo – dice sorridendo indicando il vestito che indossa. Poi, sempre sorridendo, torna a scendere la scala.

Hai una linea del cuore curiosa sai? Non curva tra il mignolo e l’anulare, prosegue dritta dritta – mi dice senza voltarsi. Capisco che Cecile si sta riferendo alla lettura della mano, mi chiedo cosa abbia potuto scorgere nella mia.
Una linea del cuore dritta dritta.

La scalinata termina. Una piccola saletta con un tavolo di marmo e legno nero, delle sedie massicce. Al tavolo alcune persone stanno facendo qualche tipo di divinazione.

Su un piccolo mobiletto, sotto ad un candelabro, noto un altare. Un grande cristallo brilla a fianco di una sfera d’onice, accanto ad un incensiere da cui volteggia il fumo chiaro di salvia che brucia e danza con le ombre. Infonde un sacrale rispetto.

Nella mia distrazione Cecile è svanita.

Entro in un’altra stanza e la ritrovo dietro ad un bancone di legno. Tutt’intorno è circondata da mensole colme di barattoli di vetro – più di un centinaio – pieni di erbe rare, spezie, palo santo, incensi.

Alle spalle di Cecile, un calderone appeso ad una catena.

Tieni – la donna dai rossi capelli mi sporge un sacchettino contenente un insieme di erbe.
Elemento Terra, te ne manca un po’ in questo periodo, che sia Ostara? può darsi.
Non chiedermi gli ingredienti, è Layil l’erborista. 

La domanda mi rimane incastonata in gola.
Le guardo il braccio. La libellula volteggia anche sulla sua pelle chiara.

Grazie…
Oh, di nulla.

Avverto una strana alchimia con Cecile, come se le volessi già bene. Come se io le volessi bene da diverse vite. Distolgo lo sguardo per guardarmi attorno.

Una tenda nera ci separa da un altra stanza.

Quello è il salottino – dice leggendomi nel pensiero – quello, lo vedrai la prossima volta, forse. Non ancora, non adesso. 

La curiosità per quella stanza si arrampica come edera lungo le mie gambe fino ad arrivare alla nuca, ma non faccio domande. Ogni cosa a suo tempo. Ed è strano, da quando sono entrato sembra che il tempo non abbia più lancette.
Il sorriso candido di Cecile pare averlo stregato.

Torniamo di sopra e mi fa accomodare ad un tavolino, mi chiede se voglio del vino.

Rosso – le dico.

Me lo porta un uomo di un’eleganza vittoriana, alto, possente. I suoi anelli attirano la mia attenzione. La sua voce è intensa come il rubino del vino.

Piacere, Lucien. 

Restiamo a parlare di vino e rimango sorpreso dalla sua conoscenza. Mentre ne parla entusiasta sembra quasi di vederle, le vigne.

Non so da quanto io sia qui dentro.
So però riconoscere la sinestesia dei miei ricordi, la sensazione di essere tornato a casa.

Mentre il vino inebria i miei sensi, disperso tra streghe, incensi, tarocchi, erbe e cristalli, mi sopraggiunge la lucidità dell’onirico.

A tutti, in fondo, capita di fare sogni bizzarri.

Se solo esistesse un posto così.

Ed un luogo così, esiste.

Benvenuti nel Salotto della Strega. Benvenuti al Madame Mabel.

Madame Mabel, il Salotto della Strega

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Madame Mabel, via San Domenico 6/b, Torino

Il Madame Mabel è una sala da tè e torteria a Torino, anche se incasellarla in una definizione è davvero un sacrilegio. Non si può definire questo luogo, per il semplice fatto che non esiste nulla di simile.

Certo, puoi gustare tisane, torte, calici di vino, tutto tra l’altro di qualità eccezionale, ma c’è molto di più.

Puoi trovare libri esoterici, da consultare o da acquistare, così come cristalli, incensi, erbe officinali e magiche, vestiti sartoriali ottocenteschi.

Ti potrà capitare di ricevere una lettura di tarocchi da Layil, o di parlare di esoterismo e occultismo con Cecile. O di ascoltare jazz chiacchierando con il sorprendente ed imprevedibile Lucien.

Ti potrà capitare di entrare nel “salottino” e trovarci un seminario sulle rune o di alchimia, o di immergerti nella sala erboristica e parlare con Layil di erbe e rituali.

Ti potrà capitare di imbatterti in personaggi curiosi e divinare con loro su di un tavolino tra candele e luce soffusa.

Ma anche questo, ancora, non è che lo scalfire la superficie.

La vera essenza del Madame Mabel non la si può descrivere a parole. Non è nei suoi piatti o nei suoi prodotti, nemmeno nei suoi eventi.

L’essenza del Madame Mabel alberga nella dimensione magica, in un luogo non luogo che ti porterà altrove.

Appena entrerai nel Salotto della Strega, capirai di cosa sto parlando.

Ti do un consiglio. Non fare il cliente.
Non sederti soltanto per un caffè.
Dimenticati del cellulare e della timidezza.

Chiacchiera, fai domande, curiosa in giro.

Lucien, Layil, Cecile e Madame Mabel – sì, anche il posto ha un’anima sua – non attendono altro che farti sentire magicamente a casa, una casa dove tutto è possibile.

Lucien

Nasce e cresce in una famiglia cattolica ma aperta. Sin da giovane si approccia a diverse culture energetiche approfondendole in età più matura. Amante della Natura, si appassiona alla caffeomanzia e alle basi di alchimia spirituale da cui trae spunto per elaborare i magici cocktail del Madame Mabel.

Layil Mantis

Discendente da una famiglia di streghe del nord est, cammina solitaria nel mondo esoterico attirata prepotentemente da un sentiero ermetico della Mano Sinistra.
Appassionata di mantiche come cartomanzia, chiromanzia, ceromanzia, captmomanzia e oniromanzia, ama le erbe ad utilizzo terapeutico e magico, nutre una vera passione per le piante psicotrope.

Cecile

Spirito libero e anticonformista fin dalla tenera età, si appassiona di filosofia, psicologia e letteratura. Cresce ponendosi domande esistenziali che la condurranno verso un percorso esoterico.
Percettiva, medianica e appassionata di divinazione, approfondisce la cabala esoterica come percorso iniziatico personale e lo studio dei Tarocchi.
L’alchimia spirituale e le filosofie ermetiche occidentali sono la sua passione.

Dove si trova il Madame Mabel

Via San Domenico 6/b, a Torino
Telefono: 011 1889 0030
Pagina facebook: Madame Mabel Torino

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Come direbbero loro, segui la libellula.


Questo articolo non è un testo pubblicitario e non è stato sponsorizzato in alcun modo da Madame Mabel.
Semplicemente amo Torino e la mia città, e l’esperienza nel loro locale si è dimostrata realmente magica, per cui meritava un articolo. Per chiunque ami i tarocchi e la magia penso sia importante venire a conoscenza di posti come questo.

Andrea Favarin

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Grazie di Cuore.

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