Quando incontrai Marianne Costa e La Via dei Tarocchi

Sono passati tanti anni dal giorno in cui incappai nel libro “La Via dei Tarocchi” di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa.

Oggi la mia visione riguardo alla lettura dei Tarocchi e ai significati delle carte è molto diversa da quella che appresi attraverso i loro libri, ma l’approccio ai Tarocchi che Alejandro e Marianne portarono fu nuovo e fresco rispetto alle classiche divinazioni in voga fino a quel momento.

Un approccio profondo e allo stesso tempo libero, preciso e dettagliato, ma allo stesso tempo artistico e creativo. Ma soprattutto poneva l’accento sul lavoro su di sé, non sul semplice voler sapere cosa accadrà.

Così, quando, nell’ottobre duemilaquattordici seppi che Marianne Costa sarebbe passata da Bologna per un intenso seminario, salii sul treno Torino-Bologna pronto per questa nuova avventura.

Non sapevo bene cosa aspettarmi, in fondo Marianne era soltanto una sequenza di parole su libri fino a quel momento.

Chi mi sarei trovato di fronte?

Una persona alla mano o che si atteggiava da guru con frasi fatte?
Una persona che sapeva semplicemente tanto di Tarocchi o una persona che li viveva davvero?

Quando lei entrò nella stanza capii immediatamente.

La frequenza di ogni persona presente si abbassò.
Le voci sfumarono, il ritmo rallentò quasi stregato, persino la luce oltre le finestre sembrò danzare alla sua presenza.

Vestita in modo semplice.
Un sorriso misterioso.
Un universo dentro.

Seguirono tante nozioni, tanti esercizi, tanta pratica – come un buon seminario richiede – e molti consigli personali che mi fecero crescere e che lo fanno tuttora.

Ma ciò che più custodisco nel cuore di questo incontro è l’aver avuto modo di comprendere la sensazione che si prova quando ci si trova in presenza di una persona con un profondo lavoro interiore, che ha superato molti schemi e barriere e che cerca l’essenza dell’Essere.

Siamo nell’epoca di chi si definisce guru, strega, mago, sciamano, guaritore e mille altre forme di apparenza, maschere fatte di ciondoli, simboli e abiti strani. Tutti pronti ad elargire verità incontrovertibili.

E poi c’è chi entra in una stanza, senza dire nulla, e circonda tutto d’incanto.

Non dimenticherò mai, quando durante una lettura, mi guardasti negli occhi e mi chiedesti, con tutta la semplicità del mondo, “ti risuona?”

Semplice, diretta, potente.

Domandatelo sempre.
Aldilà delle parole, delle apparenze, del passato o delle tue aspettative, ti risuona?

Grazie davvero Marianne,
grazie dal più profondo del Cuore.

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Grazie di Cuore.

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