La Parola, antico potere magico

Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico.

Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Ti sei mai chiesto come mai in quasi ogni fiaba, leggenda o racconto, quando un mago, uno sciamano o una strega compiono una magia, lo fanno attraverso una formula magica, ovvero parlando o cantando?

Una delle formule magiche più conosciute e famose di sempre è indiscutibilimente “abracadabra”, che pare avere origine dall’aramaico “Avrah KaDabra”, ovvero:

io creerò come parlo

Anche l’espressione lanciare un incantesimo ci riporta alla magia attraverso le parole:

incantare, in-cantare, nell’atto di cantare

In inglese è spellcasting, letteralmente:

 getto di sillabe

nuovamente il fatto di “lanciare” parole.

E pensiamo anche alla parola benedire, dal latino bene-dicĕre:

dire bene, fare oggetto della propria gratitudine, glorificare

Lo stesso vale per maledire, maledizione, che riporta subito al concetto di incantesimo maligno. Nuovamente mediante le parole unite ad una intenzione.

Proprio come diceva Freud, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico.

Le parole creano convinzioni, le convinzioni possono far ammalare o guarire.

E proprio come in una magia, quando si svolge una lettura di Tarocchi profonda, non è raro vedere il consultante incantarsi, entrare è in una forma di trance.

Magia e scienza sono così distanti tra di loro?

Lo stato di trance, dal francese “estasi, rapimento”, o dal latino “transire, passare”, è un particolare stato psicofisico diverso dal comune stato di veglia.

Se ci pensi, cosa fa un ipnoterapeuta a grandi linee?

Attraverso l’uso di parole o i gesti porta il paziente in uno stato in cui è possibile accedere a risorse non accessibili nel consueto stato di veglia.

MA COSA C’ENTRANO I TAROCCHI?

Se ci riflettiamo, una lettura dei Tarocchi solitamente si svolge cosi:

  1. Il consultante esprime a parole la questione su cui vuole far luce
  2. Vengono estratte e stese delle carte dei Tarocchi
  3. Il cartomante esprime a parole la sua interpretazione
  4. nasce un dialogo tra cartomante e consultante

Come vedi, le parole sono una condizione sine qua non.

Un buon lettore di Tarocchi – secondo me – è colui che attraverso le carte aiuta le persone ad evolvere, a trovare la propria strada, a superare blocchi o a guarire ferite rimaste aperte.

Per fare ciò, a mio avviso, la comprensione del potere delle parole è fondamentale.
Alcune parole possono guarire, altre invece far ammalare.

Nessun libro di Tarocchi ti insegnerà questa preziosa distinzione, ma ogni lettore di Tarocchi ha la responsabilità di comprenderla.

UN ESEMPIO PRATICO

La consultante sospetta il tradimento da parte del compagno e così mi chiede:

“Il mio compagno mi tradisce?”

Ora, conoscendo solo i Tarocchi, io potrei stendere delle carte e rispondere, in base a ciò emerge dalle stesse, con la frase:

  • Sì, ti ha tradita

Questa frase è una sentenza.

Sto creando nella mente del consultante una convinzione, ed è la cosa più dannosa che io possa fare.

Non ha alcun potere curativo, indipendentemente dal fatto che l’interpretazione delle carte sia corretta o meno.

Ammettiamo invece che io traduca la mia intenzione nello stendere le carte in modo da chiedere ai Tarocchi di rispondere riguardo all’insicurezza della consultante di essere tradita.

Nelle carte potrei vedere ad esempio il fatto che questi eventi si sono ripetuti in passato con altri uomini a causa di una ferita non chiusa di lei che la porta a comportarsi in un modo da attrarre uomini infedeli o spinga gli uomini a desiderare sessualmente o mentalmente altre donne. E che potrebbe essere successo anche in questo caso.

Cambiando la mia prospettiva, la mia risposta al consultante potrebbe diventare:

“Questo è curioso…

Il tuo intuito è molto in allarme in effetti sul fatto che lui possa averti tradita.

Mi chiedo, quali credi siano le ragioni che potrebbero portare il tuo compagno a desiderare sessualmente o mentalmente un’altra donna…

[ pausa ]

Chi ti ha creato per primo questa paura… Perché qui vedo una cosa, ma te la dico dopo…”

Non starò a spiegare tutti i dettagli di questa frase, come il fatto di aver esordito sul fatto che sia “curioso”, oppure l’aver specificato “sessualmente o mentalmente”, o l’aver concluso con “perché qui vedo…”, sarebbe mettere troppa carne al fuoco, ma la cosa importante da notare è:

dove prima c’era una sentenza, ora invece esiste una analisi verso le proprie ombre.

Se io dicessi “perché ti ha tradito?”, la consultante potrebbe rispondere semplicemente:

“perché è uno stronzo, perché sì, perché mi va sempre male, ecc…”

Ovvero una risposta chiusa, secca, dettata dalla rabbia.

Questa riposta punta il dito fuori da sé, dove lei non ha alcun potere.

Prima di tutto dico “il tuo intuito è molto in allarme…”, ponendo l’accento sulla sua prospettiva, dove lei ha potere.

Poi, dicendo “quali credi siano le ragioni che…” lei deve fare un ripiegamento interiore e porsi delle domande, ristrutturando la prospettiva, allontanandosi dal mero tradimento del compagno, e riflettendo su quale sia la responsabilità di se stessa in tutta questa faccenda.

Mentre lei fa questo ripiegamento interiore le chiedo chi possa aver instaurato questa paura in lei, portando nuovamente l’attenzione non sul tradimento in sé, ma sul come mai ci sia un comportamento che le fa attrarre il tradimento, come ad esempio la mancanza di fiducia che sfocia in gelosia, e successivamente al farsi tradire o lasciare.

E questa seconda domanda, più profonda, la sto ponendo in un momento preciso, dopo la pausa, mentre la sua mente è all’interno di se stessa dove lei ha accesso a risorse interiori profonde per trovare la risposta.

In questo caso lei diventa il centro, un luogo dove lei ha totale potere di azione.

Se io le dicessi solo “sì, ti ha tradita”, cosa farebbe lei?

Molto probabilmente tornerebbe a casa, lascerebbe il compagno – sempre che non lo ammazzi – e dopo qualche anno si ritroverebbe nella stessa esatta situazione, con un altro uomo, con una paura e una sfiducia ancora maggiori.

Qualche potere curativo avrebbe avuto la mia lettura?

Andando invece a lavorare sul vero motivo del tradimento, lei può evolvere, affontare quella paura diventando una donna più sicura e attrarre uomini più maturi e consapevoli, che non la tradiranno, o riprendere il rapporto in mano e sanarlo.

Un processo indubbiamente più curativo.

Come vedi, le carte in questo hanno poco o nulla a che vedere.

Sono uscite le stesse carte in entrambi gli esempi, ma è il modo in cui sono state usate le parole ad aver fatto la differenza.

IN CONCLUSIONE

Il mio consiglio è di impare non solo i Tarocchi, ma anche l’uso del linguaggio e delle sue implicazioni.

Il mio bizzarro percorso di vita mi ha condotto attraverso il teatro, la psicologia, l’ipnosi, il coaching, l’antropologia, la psicomagia e diverse altre discipline e filosofie di pensiero, ed ognuna di esse mi ha fatto percepire da una diversa angolazione la potenza dei simboli e del veicolarli attraverso la parola, il silenzio, il simbolo.

Ogni passo mi ha dato un tassello diverso, riportandomi sempre all’origine, ovvero il comprendere che:

“dalla bocca esce la parola, il segno e simbolo. Se è segno, la parola non significa nulla. Se invece è simbolo, significa tutto”

Carl Gustav Jung

Ed io non sono che all’inizio di un lungo ed infinito percorso.

Lo studio dei Tarocchi è necessario, ma non perderti l’occasione di apprende l’immenso potere dei simboli e delle parole. E lì che si cela la Magia.

Alcune letture che posso consigliarti per riflettere sul tema sono:

  • La mia voce ti accompagnerà, di Milton H. Erickson
  • Le parole sono finestre (oppure muri), di Bertram Rosenberg Marshall
  • Pensieri lenti e veloci, di Daniel Kahneman
  • Coaching, di John Whitmore
  • Psicomagia, di Alejandro Jodorosky
  • All’Origine delle Parole, di Mario Negri
  • L’uomo e i suoi simboli, di Carl Gustav Jung

Tutta la tua magia si fonda sulla tua parola e ogni volta che esprimi un’opinione getti un incantesimo sugli altri. Ma puoi scegliere se incatenare con gli incantesimi o liberare dagli incantesimi.

Miguel Ruiz

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Grazie di Cuore.

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