Intervista: i Tarocchi di Bimbasperduta, con Irene Angelini

Per crescere ed evolvere, in qualsiasi arte, reputo sia fondamentale la capacità di osservare, rispettare e confrontarsi. Nella società individualista di oggi che tende sempre più a dividere e a creare competizione, io credo sia prezioso tornare alla semplicità dell’Essere, all’unione, alla fratellanza e alla condivisione.
Quindi, perché non permettere a te, caro lettore, di scoprire delle cose in più sui Tarocchi riportandoti le idee e le esperienze anche di altri lettori di Tarocchi?
Ed eccomi, quindi, ad intervistare Irene Angelini – aka Bimbasperduta.

Ciao Irene, benvenuta su Il Viaggio del Matto e grazie per avermi concesso questa chiacchierata.

Grazie a te Andrea, credimi essere qui è un piacere più grande di quanto io sappia esprimere. Sono un po’ timida, perciò sono allo stesso tempo imbarazzata ed emozionata.

Partiamo dalle domande facili… chi sei, Irene? Facile vero? (risata)

In effetti dire chi sono è piuttosto difficile. Ho provato a dire cosa faccio ma lo è altrettanto. Vabbè proviamo stile cartomanti anonimi. Mi chiamo Irene, ho trentanove anni, vengo dalla Puglia ma vivo in Lombardia e leggo i Tarocchi da quando avevo tredici anni. L’ultima volta che ho letto i Tarocchi è stato ieri. L’altro grande amore della mia vita è il Teatro, sono un’attrice e il teatro influenza moltissimo la mia esperienza con i Tarocchi e viceversa.

Ho un blog di cartomanzia e da diversi anni oltre a leggere i Tarocchi io stessa insegno anche a leggerli sia attraverso seminari sia tramite la scuola di cartomanzia esoterica che è un percorso di tre anni. Infine tengo anche conferenze sul tema.

Allora? Sono promossa?

Promossa, promossa (risata)… Dunque, quale idea avevi dei Tarocchi prima di conoscerli?

Conoscere i Tarocchi e desiderarli è stato per me un tutt’uno.
Ricordo vagamente che quando avevo dodici anni circa, un’amica di mia madre portò a casa nostra un mazzo di Tarocchi che aveva preso con Astra oppure con una raccolta settimanale, non ricordo con esattezza ed io li usai subito con curiosità.
Con la stessa rapidità dimenticai l’episodio ma mi rimase il desiderio di possedere e usare le carte che leggevano il futuro, allora per me i Tarocchi erano più o meno solo questo.

Come racconto in un articolo sul mio blog, a tredici anni e mezzo decisi di soddisfare questo desiderio e cercai i Tarocchi in tutte le cartolibrerie (purtroppo Francavilla Fontana ancora oggi non ha una vera libreria) e in tutte le edicole del mio paese.
Li trovai in un edicola che vendeva, oltre ai giornali, anche carte da gioco.

Cosa ti ha spinta ad imparare a leggerli?

Non è stata una decisione vera e propria, era più un bisogno, una necessità impellente che però a tredici anni si presentò come capriccio.

All’inizio leggere i Tarocchi per me era una specie di gioco e questo è stato molto positivo perché non mi prendevo troppo sul serio, ero semplicemente incuriosita, aperta alla sperimentazione.

Facevo i Tarocchi a chiunque, persino ai personaggi dei romanzi che leggevo così poi da poter verificare in modo oggettivo, quasi scientifico, l’esattezza delle mie letture. Come molti, infatti, sono cresciuta a pane, nutella e Piero Angela, perciò ero restia a considerare i Tarocchi come uno strumento magico.

Cercavo una spiegazione razionale o quantomeno mentale o psicologica al loro funzionamento.

Era molto importante per me che non avessero nulla a che fare con la magia e la superstizione.

Cosa rappresentano i Tarocchi oggi per te?

Difficile rispondere a questa domanda.

I Tarocchi per me sono il telefono che mi permette di parlare con Dio o qualsiasi nome si voglia dare al Divino o l’infinito.
In questo senso penso che siano uno strumento magico e che leggerli sia un vero e proprio rituale il cui scopo è mettersi in contatto con i mondi oltre il velo o con gli Dei, come direbbero a Delfi.

Prima hai detto che era molto importante per te che i Tarocchi non avessero nulla a che fare con la magia, mentre ora invece li descrivi come uno strumento magico.
Quali sono le ragioni che ti hanno portata a cambiare di prospettiva?

L’esperienza. Quando ero più giovane avevo un approccio molto più mentale alla vita. Ma questo non era in accordo con la mia natura, era più frutto di un condizionamento sociale. Le mie esperienze quotidiane, però, minacciavano continuamente questo condizionamento.

Per quel che riguardava i tarocchi mi aggrappavo a termini rassicuranti come “energie”, “influenze psichiche”, “inconscio collettivo” e così via perché queste parole hanno una patina di scientificità e quindi mi permettevano di illudermi che la mia spiegazione dei Tarocchi fosse razionale.

Io sperimentavo quotidianamente l’esistenza di Dio, in un modo sottile, inspiegabile e indimostrabile ma non meno tangibile, almeno per me. Mi ascoltavo quando leggevo le carte e sentivo che a volte non ero io a parlare.

Poi, un giorno, una signora mi chiese un consulto per sapere se sua sorella sarebbe guarita dal tumore. Ho vissuto i cinque minuti più intensi della mia vita. Rifiutare il consulto era fuori discussione perché la signora era in una situazione psicologica tale che avrebbe interpretato il mio rifiuto come il segno che avevo visto attraverso un potere occulto l’imminente morte della sorella.

Improvvisamente capì la verità.

Io non potevo aiutare quella donna, solo Dio poteva farlo. Mentre preparavo il mazzo e mentre la signora mischiava le carte pregai Dio di aiutarmi, di dirmi cosa dovevo e fui per la prima volta consapevole che non ero io a fare i responsi, io li ripetevo solamente. Ci volle un po’ per liberarmi da quei condizionamenti sociali che mi impedivano di accettarmi qual ero ma oggi non ho problemi a dire che sono una cartomante, una che crede al malocchio e ai miracoli, perché ne ho esperienza diretta.

Ogni cartomante, anche se in contatto col Divino, è pur sempre umano, quindi fallibile.

Cosa accadrebbe se venisse risposto “sì, morirà” e poi non accade? O viceversa?

Quella persona comunque si preparerà a quel lutto o quella guarigione, ammesso che sia in grado di gestirlo, oppure ne subirà il trauma.

Certo se poi non accade, beh… grande sollievo, ma comunque ormai il trauma è arrivato all’inconscio e ha fatto diversi danni.

Ho visto una intera famiglia annientata da una previsione simile fatta al figlio.

Inoltre, a mio vedere, conoscere il proprio futuro in modo esatto è un modo per togliersi dal presente e non agire, ma molte persone aspettano la risposta divina per dire “eh, tanto era scritto, non posso farci nulla”.

Prendiamo ad esempio la domanda classica “lui mi tradisce?”, il valore di guarigione o evoluzione nel dire “Sì” oppure “No”, è molto basso.

Se rispondi “sì” molte persone iniziano a diventare sospettose, controllando il cellulare del compagno, e alla fine, lui la tradisce o lascia per davvero (profezia autoavverante), o se gli dici “no”, spesso non verrai creduto, e andranno da un altro cartomante.

Il discorso di evoluzione e guarigione, a mio avviso, non è sapere se lui ti tradisce, ma come mai sei in un livello di coscienza in cui attrai persone che ti tradiscono oppure in cui non sai “percepire” da solo se chi hai accanto ti tradisce o meno. Su quello puoi lavorare, sul semplice fatto che ti tradisce, no. Lo mollerai, ti metterai con un altro senza aver appreso la lezione e la tua vita ripeterà il messaggio.

Cosa pensi a riguardo?

Condivido pienamente quanto dici.
In effetti quando la signora in questione mi fece la domanda avevo esattamente le tue stesse remore, anzi, ero terrorizzata all’idea di dover rispondere sì o no, ma le carte non dissero nè sì, nè no.

La divinazione non è l’arte di predire il futuro ma di riportare i messaggi divini per migliorare la propria vita. Nel caso in questione le carte dissero alla mia consultante in quale modo avrebbe potuto lei stessa vivere la malattia della sorella e aiutarla nel migliore dei modi. Ovviamente, mi aspettavo che la consultante si arrabbiasse e mi dicesse che lei voleva sapere se la sorella sarebbe o no guarita, invece lei si distese, era contentissima perché le carte le avevano dato i consigli giusti. Lei aveva bisogno di sapere come vivere questa cosa e se sua sorella sarebbe stata serena.

Ovviamente è molto importante la domanda che si formula ed io sono molto scrupolosa in questo. E’ molto importante anche il metodo che si sceglie di usare per leggere le carte. Io prediligo metodi che non diano risposte secche ma che analizzino nel dettaglio la situazione facendo emergere quali condizioni l’hanno causata e quali soluzioni si possono adottare, in cosa il consultante deve cambiare e cosa, invece deve accettare.

Nel caso della salute ciò in genere si traduce nelle cause psicosomatiche, nei cambiamenti necessari nello stile di vita e chiudo sempre con il consiglio di un bel checkup perché io non sono un medico!

Nei quattro o cinque consulti che ho fatto sulla salute durante gli oltre vent’anni di pratica mi è sempre andata bene. Che si tratti di salute o del classico “lui/lei mi tradisce”, i rischi di rovinare un’esistenza sono i medesimi.

Un mio cliente si è ritrovato a vivere in una roulotte e senza un soldo perché prima di me alcune cartomanti gli avevano assicurato che la donna per la quale aveva lasciato la famiglia lo amava e sarebbe tornata con lui.

Per me esiste solo un tipo di consulto, quello lungo, che analizza e sviscera. Come spiego sempre ai miei consultanti e ai miei allievi non serve dire a qualcuno che il giorno tale a tale ora gli cadrà un vaso sulla testa se questi non può poi evitare di passare sotto il balcone nefasto o quantomeno mettersi un elmetto per evitare l’infortunio.

Allo stesso modo, alla persona cui sia caduto il vaso in testa non serve sapere che ci vorrà molto perché guarisca, serve capire perché sia passato sotto un balcone tanto pericoloso così da poter imparare dalla sua esperienza.

Ovviamente, come tu dici, quando alcuni consultanti non ricevono la risposta che vogliono si rivolgono altrove, ma questo capita in qualsiasi campo, credimi, e né tu né io possiamo farci nulla, non ne siamo responsabili perché non dipende né dalla domanda che ti pone il consultante né dalla risposta che dai. Dipende dal fatto che quella persona non vuole un consulto, vuole un illusione e qualsiasi cosa tu possa fare lui cercherà e troverà ciò vuole.

Ti ringrazio per la precisazione. Penso sia un punto importante da comprendere per chi è agli inizi.

In che modo il vivere i tarocchi ha cambiato la tua vita?

Anche questa è una domanda difficile perché ho trascorso la maggior parte della mia vita leggendoli (risata). Sento di dovere ai Tarocchi ben più di ciò che sono perché devo proprio ai loro messaggi la mia stessa vita. In passato ho attraversato momenti molto difficili, selve oscure nelle quali mi sarei smarrita per sempre ma i Tarocchi riuscivano a darmi sempre consigli e anche rimproveri in grado di mantenermi sulla via maestra, così, anche se ho riportato diverse ferite nessuna mi ha mai del tutto uccisa (risata aperta).

Qual è il tuo ricordo più bello da lettrice di Tarocchi?

Credo sia la prima volta che ho aperto e usato un mazzo di Tarocchi, acquistato a tredici anni. Solo la felicità che ho provato recitando per la prima volta è paragonabile.

Che consiglio daresti a chi vuole imparare?

Di iscriversi alla mia scuola, ovvio! Scherzo, ovviamente, un buon manuale è più che sufficiente ad imparare la tecnica.

In un certo senso il vero problema della cartomanzia, anzi della divinazione in genere è proprio la semplicità della tecnica. Chiunque può trarre un vaticinio accettabile usando solo il libricino di istruzioni presente nelle scatole di Tarocchi ma essere un cartomante è tutt’altra storia.

Non basta saper cucinare per essere dei cuochi, né saper cucire per essere sarti, lo stesso discorso vale per i Tarocchi. Sono una persona per certi versi all’antica, forse è colpa del mio ascendente in Capricorno e dell’influenza perciò di Saturno nel mio tema natale.
Comunque intendo la divinazione come la intendevano gli antichi e concordo
perciò con il motto delfico “Nosce te ispum”, “conosci te stesso”.

Qual è il tuo consiglio per imparare a conoscere se stessi?

Conoscere se stessi significa avere autoconsapevolezza di sé, ma per far ciò bisogna accettarsi e per accettarsi è necessario accogliersi, amarsi. Questo processo porta inevitabilmente a liberarsi di tanti condizionamenti ma anche ad essere più empatici e compassionevoli verso il prossimo poiché si può dare solo ciò che si possiede e solo se si hanno amore, empatia e compassione per se stessi si possono donare incondizionatamente al prossimo.

Raggiungere tutto ciò è molto semplice, è sufficiente leggere i tarocchi a sé stessi.
All’inizio, specie per chi ha già superato l’adolescenza, sarà difficile ma man mano diventerà più facile.

Il secondo consiglio è quello di leggere i Tarocchi a quante più persone possibile, nessuno può diventare bravo in qualcosa se non si esercita.
Infine, consiglio di studiare, informarsi e formarsi. Tra i molti testi a disposizione penso che uno dei più adatti sia Il Libro dei Cinque Anelli, di Miyamoto Musashi.

Molte persone credono che leggersi i Tarocchi da soli non si possa fare. Ho parlato proprio di questo nell’articolo “posso leggermi i Tarocchi da solo?”
Vedo che anche tu sfati questo tabù. Ci spieghi meglio come la pensi?

Ma sai che anche io ho scritto un articolo sullo stesso tema?

Sono molto contenta che anche tu abbia affrontato l’argomento, mi fa sentire meno sola e mi dà speranza che, prima o poi, i Tarocchi riacquisteranno quella dignità che nel tempo gli è stata tolta.

Il numero di persone convinta di non poter leggere i Tarocchi a se stessi è davvero notevole, ma io e te siamo la prova vivente che leggersi i tarocchi non porta nessuna sfortuna, dato che siamo ancora vivi e vegeti. Anzi, io penso che leggere i Tarocchi a se stessi sia non solo salutare ma persino necessario quando si voglia praticare con serietà la cartomanzia, almeno questa è la mia diretta esperienza.

Le auto letture ci educano ad essere sinceri con noi stessi e questo è molto importante nella vita. La maggior parte delle nostre infelicità derivano proprio dalle illusioni che ci creiamo e dalla bugie che ci raccontiamo.

C’è poi un altro aspetto importante. Poiché per come la vedo io il Cartomante è l’altoparlante attraverso il quale gli Dei parlano con gli umani, le auto letture ci permettono prima di tutto di ricercare e stabilire un primo contatto con il nostro Spirito Guida.

Non penso ci sia poi molto altro da aggiungere perché una volta che si inizia ad essere sinceri con se stessi e si fa esperienza del divino tutto il resto viene da sé.

Nel tuo blog, spesso concludi con il motto latino “nec spe, nec metu”. Che significato ha per te?

È il motto araldico di Isabella D’Este, duchessa di Mantova e letteralmente vuol dire “né speranza né timore” e lo uso prima di tutto come monito, per ricordarmi di vivere senza speranze e senza timori proprio come un Samurai, amo il Giappone.

Mi ricorda di vivere qui ed ora, di essere, appunto “presente”. In secondo luogo esprime la mia ammirazione e il mio desiderio di emulare la grande donna che lo adottò come motto.

Isabella fu una delle donne più importanti del Rinascimento, pensa che fu una delle poche donne in Europa e forse l’unica in Italia a possedere uno “Studiolo”.

Si trattava di un ambiente nel quale i nobili si dedicavano appunto allo studio e alla pratica delle arti e delle scienze, se si pensa che la maggior parte delle donne all’epoca era analfabeta si può comprendere l’importanza di questo dato.

Infine, la famiglia Este è molto importante per i cartomanti perché furono dei grandi appassionati di Tarocchi, i Tarocchi d’Este, conosciuti erroneamente come Tarocchi di Carlo VI sono appunto tra i più antichi al mondo, commissionati proprio a Ferrara.

Non solo, secondo diverse fonti, pare che si siano ispirati ai dipinti del Mantegna presenti a Palazzo Tè di Mantova dove indovina chi risiedeva? Lei, Isabella.

Le persone che vogliono approfondire il tuo pensiero sul tema, dove possono trovarti?

Oddio, mi sento molto lusingata perché questa frase mi fa sembrare filosofica e invece io sono una specie di operaia dell’esoterismo (risata di cuore), nel senso che sono più votata al fare vero e proprio che alla teorizzazione, ho pochissime idee, in compenso ho un sacco di domande. Sul mio blog potete leggere alcune delle risposte che mi sembra di trovare, oltre alle mie esperienze e le mie riflessioni sparse. Sul sito Cronache Esoteriche, che gestisco insieme al mio consorte (Angelo Pirrone) ho certamente un tono più serioso, lì potrete trovare alcune mie ricerche fatte non solo nel campo della divinazione ma anche dell’esoterismo e del paganesimo.

Potete trovare i link agli articoli del blog oltre a quello di Cronache Esoteriche ed i miei contatti tramite la pagina facebook “I Tarocchi di Bimbasperduta”.

Grazie Irene per la splendida e arricchente condivisione!

Grazie a te Andrea!

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: l’etica del lettore di Tarocchi in 6 princìpi

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