Come fanno a uscire le carte giuste per la mia domanda?

“Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.”

Alessandro Baricco, Oceano mare, 1993

Come è possibile che da un mazzo mescolato, estraendo delle carte “a caso”, si possa ricevere esattamente la risposta – o meglio, la giusta domanda – che ci serve in quel preciso istante?

Non sembra esserci una logica razionale in grado di spiegarcelo.

Vale lo stesso per Rune, Caffeomanzia, I-Ching e qualsivoglia altro strumento che faccia uso di un’estrazione “casuale” di simboli al fine di interpretare una intenzione o una domanda, quindi mettendo la domanda in rapporto di causa-effetto con i simboli estratti.

Solo che per la logica, la domanda ed i simboli estratti a caso non hanno alcun legame apparente.

Un bel quesito sfidante, non trovi?

Per fortuna un’uomo considerato come uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi ci può venire in aiuto.

Uno psichiatra, psicoanalista, antropologo, filosofo e accademico ed una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico e psicoanalitico.

Il buon caro Carl Gustav Jung.

Jung ha introdotto il concetto di sincronicità, “definito come «un principio di nessi acausali» che consiste in un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea, connessi tra loro ma non in maniera causale”, ci dice Wikipedia.

Ed è curioso come uno psichiatra e antropologo abbia deciso di scrivere la prefazione di un libro dedicato all’I-Ching, testo utilizzato come antico strumento divinatorio cinese.

Jung, nella sua introduzione scrive:

“Gli assiomi della causalità sono scossi nelle loro fondamenta: ora sappiamo che quello che noi chiamiamo leggi di natura non sono altro che verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni.
[…]
La sincronicità considera particolarmente importante la coincidenza degli eventi nello spazio e nel tempo, scorgendovi qualche cosa di più che il mero caso, e cioè una peculiare interdipendenza degli eventi oggettivi tra loro, come pure tra essi e le condizioni soggettive – psichiche – dell’osservatore o degli osservatori.”

Ma non tutti sanno che prima ancora di Carl Gustav Jung, ci fu uno zoologo, Paul Kammerer, che annotando e osservando diverse coincidenze, formulò l’idea della Legge di Serialità.

«Finora ci siamo occupati delle manifestazioni concrete di serie ricorrenti, senza tentare di spiegarle. Abbiamo scoperto che il ricorrere di dati identici o similari in regioni contigue o di spazio di tempo è un puro dato di fatto che deve essere accettato e che non si può spiegare con la coincidenza – o, piuttosto, che questo dato di fatto fa regnare la coincidenza in misura tale che il concetto stesso di coincidenza viene negato.»

Paul Kammerer

In seguito, Albert Einstein definì l’idea di serialità “interessante, e in nessun modo assurda”.

Ci sono altri fenomeni che sembrano dimostrare la realtà di eventi acausali, come il dimezzamento radiattivo, il pendolo di Focault, il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen, la radiazione fossile del cosmo, il campo morfico – senza scomodare l’ormai abusata – e parola acchiappatutto – meccanica quantistica.

E la psicologia cosa ne pensa?

La nostra mente crea connessioni, è la cosa che sa fare meglio, e quindi cerca di creare significati di causa-effetto anche in eventi casuali, queste connessioni di significato vengono chiamate coincidenze significative.

Quindi si potrebbe spiegare il fenomeno come il semplice fatto che qualunque serie di carte esca, la nostra mente ci troverà un significato.

Inoltre, poiché i Tarocchi sono una sequenza di archetipi universali dell’uomo, qualunque carta possiede un significato per noi, per la nostra vita, così, qualunque carta esca noi la troveremo rilevante per la nostra percezione soggettiva.

Quindi, in soldoni, cosa significa?

Forse nulla, o forse semplicemente che definire l’uscita delle carte come semplice “caso” non dimostra definitivamente che non vi sia un senso, dato che non necessariamente due eventi senza nesso causale non possono possedere una connessione di altro tipo o una serialità nella coicidenza.

Inoltre, anche fosse così, non significa che non avrebbero una importanza per noi.

Io, dalla mia piccola esperienza dettata da qualche migliaio di letture, semplicemente ritengo che se davvero è mera coicidenza, beh, fino ad oggi si è rivelata una serie di coincidenze piuttosto ricorrenti, ma è solo una osservazione soggettiva, non certo un esperimento di laboratorio eseguito in doppio cieco.

E se fosse, appunto, che qualunque stesa abbia un senso per noi soltanto perché cerchiamo un significato soggettivo laddove ci sia solo il “caso”?

Onestamente ho smesso di pormi il problema.

Ciò che chiamiamo caso non è e non può essere altro che la causa ignorata d’un effetto noto.

Voltaire, Questioni sull’Enciclopedia, 1770/74

Che sia sincronicità, un evento frutto della legge della serie, un processo psicologico di associazione di significati in un evento acausale o semplicemente una legge ancora sconosciuta, non cambia di molto il fulcro della questione: una buona lettura dei Tarocchi è efficace al suo scopo.

Ognuno di noi ha uno smartphone in tasca e può chiamare una persona in Australia, trasmettendo nell’etere la propria voce.
E sono certo che nessuno di noi sappia come questo accada davvero.

Vale lo stesso per la lettura dei Tarocchi.

Non ho idea di come e se accada qualcosa con un senso che la scienza o la psicologia odierna possano o meno spiegare.

Ho letto i Tarocchi molte volte, e ho visto diverse persone migliorare la loro vita e raggiungere nuove consapevolezze e felicità insperate.

Così come ho visto diverse persone non riuscire a guarire da un medico o non migliorare mentalente dopo anni da uno psicologo.

E se davvero cerchiamo a tutti i costi una logica, dovremmo anche accettare che quasi tutta la nostra vita sia governata dal caso.

  • Come mai sono nato qui e non in Africa?
  • Come mai nel 1984 e non nel 1712?
  • Come mai ho incontrato mia moglie quel giorno in quel locale?

La nostra vita è governata dal caso più di quanto vogliamo ammettere, e a pensarci bene potremmo impazzire sentendo quanto non abbiamo alcun controllo su di essa.

C’è chi cerca ad ogni costo di trovarne un senso, o chi, semplicemente si arrende a una delle più immense forze dell’universo, e si gode la partita.

Il caso?
Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto “per caso”, siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi.

Tiziano Terzani

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Grazie di Cuore.

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