I Tarocchi e il gioco delle tre carte

Sicuramente avrai assistito e, perché no, anche giocato alla moda spirituale del momento, il gioco delle tre carte.

Non parlo della nota truffa da stazione metropolitana dove ti svuotano le tasche, ma della nuova e dilagante moda di postare su facebook la fotografia di tre carte dei Tarocchi, o tre Rune, o tre carte angeliche o simili, numerandole da 1 a 3, per poi invitare i propri fan a commentare la foto indicando la propria scelta.

“La uno, la due o la tre!”, direbbe dall’aldilà il mitico Mike Buongiorno.

Diverse ore dopo, a discrezione di chi posta la foto, il messaggio spirituale tanto atteso che hanno in serbo per noi Arcani, Rune, Angeli o affini verrà rivelato a tutti.

Bene.

Forse ti starai chiedendo come mai sulla mia pagina facebook non è ancora apparso nulla di tutto questo.

Premetto che non c’è nulla di male nel fare ciò che ognuno sente dentro di sé, quindi non ho assolutamente nulla contro le persone che postano questo genere di giochi, ma semplicemente è una cosa che, per come vivo i Tarocchi io, non risuona con me.

Provo a farti comprendere la mia soggettiva opinione in merito

I Tarocchi, da sempre, sono considerati uno strumento di consiglio e di aiuto che possiamo usare per meditare, riflettere, ricevere risposte ma soprattutto giuste domande.

Generalmente chiediamo una lettura – o ce la facciamo da soli – nei momenti di indecisione, dubbio o quando non capiamo come mai alcune cose ci accadano.
Non necessariamente quando le cose vanno male, intendiamoci, sono validi strumenti anche quando le cose vanno bene, ma solitamente li usiamo per questioni che hanno una certa rilevanza per noi.
Come quando non vediamo chiaramente la nostra strada, o la vediamo ma non sappiamo bene come agire per intraprenderla.

Sicuramente per questioni importanti e personali.

Io vivo i Tarocchi come un intimo specchio ed un potente momento di connessione con se stessi, profondo e intenso.

Quindi proprio non mi riesce di trattarli come un giocattolo dove il messaggio che se ne ottiene risulta pubblico ed impersonale.

Per me il Tarocco è uno strumento sacro, non tanto nei suoi pezzi di carta e nella sua essenza fisica, ma come energia archetipica e antica fonte di saggezza, e come tale non mi va di mercificarlo per like e commenti, solo per dare un piccolo conforto o momento di astrologia da rivista a chi si annoia su di un social.

Perché, diciamocelo, una persona che davvero ha a cuore il proprio cammino di crescita, personale o spirituale che sia, dubito lo voglia affrontare attraverso un commento su facebook.

Allora come mai questi giochi riscuotono tanto successo?

Beh, innanzi tutto fanno leva su quella strana scimmietta che si arrampica sulle nostre gambe fino al nostro stomaco e che ci esplode fuori dalla pancia, anche nota col nome di “curiosità”, ed è insita nell’essere umano da sempre.

In secondo luogo, non richiedono il minimo sforzo.
Basta scrivere un numero da 1 a 3 ed è fatta, scritto in numero, nemmeno le lettere servono.

Niente costi, niente fatica, niente tempo da impiegare.

Il messaggio della nostra vita ci arriva comodamente tra le notifiche del nostro smartphone, gratuitamente, mentre siamo in bagno o annoiati in ascensore.

Cosa si vuole di più?

Ecco.
Non ci riesco proprio a sminuire i Tarocchi in questo modo, trasformandoli in una una trovata sberluccicante da luna park.

Preferisco concepirli come arcani specchi, e gli specchi mostrano sempre il riflesso di ciò che si pone loro dinnanzi.

Se giochi con loro, risponderanno giocando.

La uno, la due, o la tre?

 

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Grazie di Cuore.

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