Esercizio: le regole del Gioco

Mio caro folle vagabondo,

è importantissimo che tu conosca, prima di iniziare un consulto, qual è il sistema di credenze del consultante e quale aspettativa ha in merito alla lettura dei Tarocchi.

Inoltre è bene che tu definisca i limiti e i paletti della tua lettura, se vuoi evitare situazioni spiacevoli.

Crea il tuo personale discorso introduttivo in cui spieghi al consultante ciò che farai e soprattutto ciò che non farai durante la lettura.

Man mano che svolgerai letture ti renderai conto che ciò che dirai prima di iniziare il consulto si ritorcerà usato contro di te.

Ad esempio, visto cartomanti ricevere il consultante, salutarlo, sedersi al tavolo, mescolare le carte e iniziare la lettura, senza fare alcun cappello introduttivo.

Io li chiamo i lettori kamikaze, perché non si pongono alcune domande vitali…

  • Il consultante ha paura dei Tarocchi?
  • Si aspetta il futuro esatto?
  • Crede che ci siano carte brutte?
  • Conosce già i Tarocchi o se li fa leggere spesso?
  • È lui stesso un cartomante?
  • Ha problemi di salute gravi?
  • Vuole sapere non di sé ma di terze persone?

Sapere queste cose prima di cominciare è fon-da-men-ta-le.

I lettori kamikaze o sono molto coraggiosi oppure molto ingenui.

Lo sono stato anche io, un tempo.

Ti racconto un aneddoto personale.
Un giorno feci una lettura a una persona sconosciuta e tra le varie frasi introduttive ne dimenticai una.

Bene, iniziai la lettura.
La domanda della persona verteva su un obiettivo personale, ma la stesa mostrava un ostacolo.

Vedendo le carte le dissi:

«Questo obiettivo, se continui nella direzione che hai preso, non so se lo raggiungi…»

La risposta di quella donna mi paralizzò:

«Eh, lo so bene, sono gravemente malata di cancro.»

Da quel giorno non ho mai più dimenticato nel mio discorso introduttivo di chiarire alcune cose.

Questo è uno degli esempi più eclatanti, ma anche sapere se una persona ha paura di alcune carte è prezioso.

Pensa a cosa accadrebbe se tu dicessi, mentre volti una carta:

«Questa carta nella stesa rappresenta quello che potrebbe verificarsi data la situazione attuale…»

… e quando la volti è La Morte, ma non hai specificato prima che non si tratta di un significato letterale.

Esatto, il panico.

Ovviamente, ognuno ha i propri paletti, per cui sei liberissimo di scegliere i tuoi, però ti elenco ciò che specifico io prima di iniziare una lettura:

  • non rivelo il futuro salvo rarissimi casi (non è utile se si punta a lavorare su di sé)
  • non ci sono carte brutte o negative
  • non tratto la salute in alcun modo, punto (nemmeno riguardo a animali domestici o al banale intervento dentistico).
  • non rispondo a domande relative a persone non presenti (non sono il giornale di gossip esoterico)
  • mi informo se il consultante conosce i tarocchi, ha già ricevuto letture di tarocchi o è lui un lettore a sua volta (per evitare che la persona si auto-interpreti le carte quando le vede, inficiando sul mio modo di leggerle)
  • chiedo il vero motivo del consulto, il motivo profondo del perché si è scelto di interrogare i Tarocchi (non voglio che una persona scomodi i Tarocchi o il mio tempo soltanto «così, per curiosità…». Inoltre ricordati: la domanda che ti fanno non è la vera domanda, è solo la punta dell’iceberg… meglio andare a scoprire cosa c’è sott’acqua prima ancora di iniziare).

L’esercizio

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L’esercizio è molto semplice.

Prendi un foglio di carta ed elenca nero su bianco quelli che ritieni essere i punti saldi di una tua lettura, i tuoi confini morali (che non supererai nemmeno sotto supplica o lauto compenso).

Dopo che avrai elencato tutto, prendi un altro foglio e scrivi il tuo discorso introduttivo in cui rendi ben chiari i tuoi paletti.

Potrei scriverti quello che uso io, ma è cucito su di me, sul mio modo di parlare e muovermi, per cui non voglio influenzarti.

Trova il tuo personale modo di specificare, sempre con gentilezza e proattività, e ironia (aiuta a spezzare la tensione), come mai non uscirai da certi confini. Offri sempre delle giustificazioni, è importante.

Ad esempio c’è molta differenza tra dire «questo non lo faccio, punto» e invece «ho scelto di non fare questo, perché…»

Imparare a leggere i Tarocchi non riguarda soltanto lo studio delle carte.
Ci sono molte cose che non si imparano sui libri.

«Basta un istante per fare un eroe, ma è necessaria
una vita intera per fare un uomo onesto.»

Paul Brulat

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

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Grazie di Cuore.

Leggi anche l’esercizio: il ricordo di sé

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