Il Matto e il Cielo

Nel Wadi-Rum, il deserto della Giordania, ci sono diverse cose stupide che puoi fare di notte.

La prima è spegnere la lanterna.

Gli scorpioni – ce ne sono otto diverse tipologie lì – non amano la luce, li tiene lontani.
Spegnere la tua lanterna di notte e iniziare a vagare a caso, può non essere una grande idea.

La seconda cosa stupida è allontanarti dall’accampamento.

Non è difficile perdere il senso dell’orientamento in un deserto, e non trovare più il modo di tornare indietro. Soprattutto in un luogo in cui gironzolano anche lupi grigi e sciacalli dorati.

Io feci entrambe le cose.

Avevo passato la giornata a camminare e a salire su pietre roventi.
Le temperature avevano raggiunto picchi di quarantadue gradi, e prima di rientrare alle tende un forte vento caldo aveva sollevato la sabbia, tanto da costringermi a restare sdraiato nel retro aperto di una jeep per poter respirare mentre i beduini ci riportavano all’accampamento.
Dire che ero stremato era un eufemismo.

Nonostante la grande stanchezza, passammo la serata davanti alla brace per scaldarci – l’escursione termica è notevole – bevendo del té.

Non capita spesso di dormire nel deserto, e ascoltare i racconti di vita di chi è lì ogni giorno non fa certo venir voglia di andarsene a dormire, anche se si è distrutti e sporchi.

Dopo molte risate e aneddoti, compresi a metà per via della lingua, mi ritirai in tenda.

In attesa del momento in cui tutti fossero a dormire.

Quando ormai regnava il silenzio se non per il suono del vento, uscii dalla tenda, spensi la mia mia lanterna e mi allontanai dall’accampamento.

Totale, due idiozie in rapida successione.

Il Matto dei Tarocchi ben sarebbe calzato alla descrizione.
Ma se era una follia, era una follia lucida, determinata.

Quando fui abbastanza lontano dalle tende, presi un bel respiro, alzai lo sguardo verso l’alto e…

… vidi il Cielo per la prima volta.

Sì, per la prima volta nella mia Vita.
Tu puoi credere che ti basti uscire sul tuo balcone, guardare fuori ed eccolo lì, il cielo, ma quello non lo è, il Cielo.

Il Cielo è un’altra cosa.

Ero lì.
In piedi al centro del deserto. Gli occhi di un bambino.
Un tappeto damascato di stelle, migliaia e miliardi di stelle, una ragnatela tempestata di rugiada nella notte toglieva spazio al buio.

Quello, il Cielo.

Vedi, caro amico, la vita è un grandioso e splendido viaggio, ed i Tarocchi ti aiutano a interpretare i cartelli, le indicazioni, loro che sono Bussola e Mappa.

Ma il Viaggio, quello è tuo e soltanto tuo.

Certo, io sono un lettore di Tarocchi e, se il tuo viaggio fosse il Wadi-Rum, potrei certo indicarti molte cose.

Dove atterrare in Giordania, quanto pagare il biglietto, quali documenti ti servono.
Quali sono le usanze del luogo e la lingua da parlare.
Potrei dirti le temperature e l’abbigliamento adatto.
Cosa portare in valigia e cosa è meglio lasciare a casa come inutile zavorra.

Ma vedi, caro amico, quando sarai lì, di notte, tra scorpioni, lupi e oscurità, e alzerai gli occhi al cielo…

… l’emozione che proverai, quella non te la può predire nessuno.

Nel Viaggio attraverso i Tarocchi, io non posso dirti cosa ti aspetta.
Ma una cosa, sì, te la posso rivelare.

Se avanzi con coraggio e follia, un poco più avanti potrai sollevare lo sguardo.
E, te lo assicuro, laggiù il Cielo è bellissimo.

 

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Grazie di Cuore.

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