Una lettura dei Tarocchi è come un colpo di pistola

Proprio così.
Una lettura dei Tarocchi è come un colpo di pistola.

Immagina di voler imparare a sparare.
Ti iscrivi a un corso di tiro.

Ti viene spiegato come funziona una semiautomatica calibro .40 S&W e come sono fatte le pallottole.
Come inserire il caricatore e come togliere la sicura.

Poi ti dicono di puntare verso il tuo bersaglio, premere il grilletto e sbaaam! Fuoco.

Dopo ti dicono come togliere il caricatore, pulire l’arma, rimetterla nel fodero.

Ecco fatto, ti serve solo un poco di pratica.

Esci dal corso, pistola Glock nel fodero, scatole di proiettili nello zaino.

Dopo qualche mesuccio di prove nel cortile di casa contro a dei barattoli arrugginiti ti senti pronto, esci in pieno centro e scarichi il caricatore contro chiunque ti si avvicini per chiederti l’ora o una indicazione.

Una carneficina.

Lo faresti mai? Probabilmente no.

Eppure…

La carneficina dei Tarocchi

Eppure capita di vedere persone armate di Tarocchi che, mosse dal loro “intuito” si tuffano a fare letture a chiunque voglia ricevere qualche consiglio o previsione, senza preoccuparsi delle ferite mortali che possono causare, e ricordo che le carte dei Tarocchi vengono anche dette “lame”, non batuffoli di cotone.

Diverse volte mi sono trovato a fare consulti a persone che mi hanno rivelato di essere in paranoia da anni per delle previsioni nefaste che gli furono dette da qualche cartomante senza cervello.

Così come ho sentito con le mie orecchie dire ad altri lettori di Tarocchi di aver rivelato a consultanti cose come «vedo che tua figlia dice in giro che la molesti» o «purtroppo qui vedo una seria malattia».

Sbaam! Sangue.

Ti sembrerà folle, ma credimi che di gente che legge i Tarocchi così ce n’è parecchia.

Persone che non si preoccupano se poi il consultante esce da lì e va a suicidarsi, o a uccidere la moglie perché gli viene rivelato un tradimento inesistente.

Se leggi i Tarocchi, sei armato fino ai denti.
Sei pericoloso.
Puoi uccidere.

Non puoi metterti a sparare a casaccio.

Chi fornisce il porto d’armi è migliore di chi insegna i Tarocchi

Ma di chi è la colpa di questi quotidiani massacri?

Vedi, per prendere il porto d’armi, nel nostro Paese, bisogna rispettare dei precisi requisiti di ordine psichico, fisico e morale.
Esatto.
Non viene dato al primo squilibrato che passa.

Per leggere i Tarocchi, invece, basta entrare in un negozio e comprarli.

Chi può allora fare la differenza?

Noi che insegniamo a leggere i Tarocchi, chi tiene corsi o scrive libri e manuali su questo tema affascinante. È una nostra responsabilità.

Sono abbastanza allibito dal fatto che in molti testi o corsi pratici non venga spesa nemmeno una sola frase in merito, nessuna indicazione di carattere morale.

Certo, si potrebbe obiettare con «eh ma io insegno solo come funziona l’arma, se poi quello se ne va a sparare in pieno centro non è mica colpa mia!»

Sì, lo è.

Se hai dato un’arma carica in mano a una persona e non hai nemmeno provato a educarla sui rischi delle proprie azioni, sei responsabile anche tu.

Chi insegna certe cose non può esimersi dall’essere anche un educatore.

Non puoi semplicemente voltarsi dall’altra parte e tapparti le orecchie per non sentire il suono dello sparo.

Se stai imparando i Tarocchi da qualcuno ma quel qualcunonon ti ha mai parlato delle tue responsabilità, poniti le dovute domande.

Se leggi i Tarocchi a chiunque, senza valutare se chi hai davanti in quel momento può reggere il colpo, poniti le dovute domande.

Perché ti è stata consegnata tra le dita un’arma carica.

 

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Grazie di Cuore.

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