Il misterioso caso dei Tarocchi di François Chosson

Il mazzo di Pierre Madenié del 1709 viene considerato il più antico mazzo di Marsiglia di tipo II. Fino ad ora.
Perché gli storici si stanno dibattendo su una bizzarra faccenda che potrebbe cambiare le “carte” in tavola.

Il mazzo di François Chosson, per molti studiosi datato 1736, potrebbe in realtà risalire al 1672, circa quarant’anni prima rispetto al mazzo di Madenié, diventando così il più vecchio esemplare di Marsigliese tipo II della storia.

Tipo I e Tipo II

I mazzi di Tarocchi di Marsiglia vengono generalmente classificati, in base ad alcuni dettagli che differiscono tra loro, in Tipo I e Tipo II.
Spesso si trova la dicitura TdM I e TdM II come abbreviazione di Tarot de Marseille type I e Tarot de Marseille type II.

Tra i mazzi considerati TdM I attualmente troviamo:

  • Jean Noblet, c.1650
  • Jean Dodal, c.1701
  • Jean-Pierre Payen, c.1713

Tra i mazzi considerati TdM II attualmente troviamo:

  • Pierre Madenié, c.1709
  • François Chosson, c.1736
  • Nicolas Conver, c.1760

Ma quali sono le differenze per riconoscere di quale tipo sia un mazzo “marsigliese”?

Differenze tra TdM I e TdM II

Ecco alcune differenze – non tutte – tra le due differenti tipologie di Tarocchi di Marsiglia:

  • Il Matto è chiamato Le Fol nei TdM I, Le Mat invece nei TdM II
  • L’imperatore ha davanti al viso il numero 4 nei TdM I, non presente nei TdM II
  • Sullo scettro del papa nei TdM I c’è un globo, la triplice croce invece nei TdM II
  • L’angelo alato negli amanti nei TdM I è bendato, sbendato invece nei TdM II
  • Nei TdM I l’appeso ha delle dita che spuntano dalle spalle, assenti nei TdM II
  • Nei TdM I il diavolo la una faccia sulla pancia, assente nei TdM II
  • La Luna, nei TdM I ha un viso frontale, di profilo invece nei TdM II
  • Nei TdM I i cavalieri sono chiamati Chevalier, mentre nei TdM II sono chiamati Cavalier

Il caso Chosson

Il mazzo Chosson è stato considerato, dato il periodo di attività dello stampatore, risalente al 1736 circa.

Eppure diversi dettagli sembrano aprire una pista diversa tra gli storici, e tutto inizia dal Due di Denari.

Da tradizione sul il Due di Denari veniva scritto il nome dello stampatore e l’anno, come vediamo nell’immagine:

2-d
Due di Denari del mazzo Chosson

Come si vede, la data è in parte cancellata, e la seconda cifra, quella che identifica il secolo, è in parte cancellata.

1672?
1872?

Entrambe le date pongono un interrogativo:

  • Se fosse 1672 riscriverebbe la storia, eleggendo il mazzo come il più antico TdM II esistente
  • Se fosse 1872 non combacerebbe con il periodo di attività dello stampatore

Inoltre, la scritta “CHOSSON” sulla carta è curva e leggermente diversa come grafia rispetto alla scritta “FRANCOIS”, come se fosse stata fatta in tempi diversi, forse cancellando il cognome precedente e sovrascrivendolo con  quello nuovo.

Forse Chosson partì da tavole incise da altri, cambiandone il nome ed esiste un dettaglio che sembra supportare questa tesi.

Solitamente, nella carta numero VII, Le Charior, compaiono le iniziali dello stampatore o dell’incisore.

Ad esempio nel Arcano VII del mazzo di Madenié troviamo le lettere P. M., appunto Pierre Madenié.

Nel mazzo di Chosson, invece, compaiono le iniziali G. S.

A Marsiglia non risultano molti stampatori o incisori di carte con quelle iniziali, ma compare un Guilhen Sallonetz, con periodo di attività intorno al 1662, rendendo plausibile la data di incisione delle carte intorno al 1672.

In conclusione

Quale sia la verità solo il buon François lo sa, ma ahimé è vagamente deceduto ormai.

La diatriba resta quindi aperta tra i più grandi studiosi di Tarocchi in circolazione, ogni fazione con la propria tesi e i propri dati a supporto.

Quello che è certo è che il Tarocco, anche questa volta, si lascia avvolgere dal mistero, rendendo questi strani pezzi di carta un infinito e affascinante enigma.

 

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