I Tarocchi, un bel guazzabuglio medievale

I Tarocchi sono nati per rivelare il futuro e divinare… ?
I Tarocchi richiedono di avere un dono… ?
I Tarocchi sono di origine egizia… ?
I Tarocchi rappresentano la Cabala… ?
I Tarocchi giungono da una tradizione zigana… ?
I Tarocchi originali sono quelli di Marsiglia… ?
I Tarocchi sono il vangelo della Maddalena… ?
I Tarocchi sono… ?

Potrei andare avanti ancora a lungo ad elencare ciò che potresti leggere tra le pagine del web o nei vari libri in circolazione.

Troverai tutto il contrario di tutto e non sarà facile districarsi in questo marasma di informazioni contrastanti, specialmente all’inizio.

A cosa credere, dunque?

Dipende.
Ci sono diverse correnti di pensiero.
Da un lato le opinioni e le filosofie, dall’altro i fatti storici.

E gli storici cosa pensano a riguardo?
Gli storici considerano le affermazioni di inizio articolo prive di fondamento.

I documenti fino ad ora rinvenuti dicono che il mazzo di carte oggi noto come “tarocchi” comparve in Italia intorno al secolo XV a scopo ludico, il Ludus Triumphorum (Gioco dei Trionfi), prendendo il nome di Tarocco soltanto verso l’inizio del secolo XVI.

La divinazione svolta con i tarocchi, così come la troviamo intesa nei libri che parlano di cartomanzia, è una moda che si diffuse successivamente, tra settecento e ottocento, salvo qualche raro esempio precedente, ma differente nelle modalità rispetto a quanto inteso comunemente oggi.

Il mazzo più antico attualmente conservato è il mazzo Visconti di Modrone (noti anche come Tarocchi Cary-Yale), del quale sono state rinvenute soltanto sessantasei carte.

Quindi, per riassumere, i trionfi compaiono nel nord Italia tra il millequattrocento e il millecinquecento a scopo ludico ed educativo, solo successivamente si consolida il numero di ventidue trionfi e il loro ordine come oggi lo troviamo nei più moderni marsigliesi e solo verso l’inizio del XVI secolo il gioco prende il nome di gioco dei Tarocchi.

Non esistono prove storiche a supporto di una presunta origine egizia dei Tarocchi né di una loro correlazione originaria alla Cabala.

Il mazzo marsigliese da cui molti lettori moderni oggi ripartono, il mazzo di Marsiglia, compare più di due secoli dopo l’apparizione dei trionfi alla corte degli Sforza e diverse raffigurazioni allegoriche oggi presenti nei tarocchi marsigliesi già comparivano nel famoso foglio Cary, datato tra il 1500 e il 1550 e inciso nei dintorni di Milano.

Questa risulta essere storicamente l’origine del Tarocco confrontando gli studi svolti da grandi studiosi quali Gerard Van Rijnberk, Michael Dummet, Cecilia Gatto Trocchi e Andrea Vitali.

Certo, un giorno potrebbe essere rinvenuto un documento antico in grado di sovvertire l’attuale conoscenza storica, ma fino a quando ciò non accadrà, i fatti comprovati restano questi.

Ovviamente questo non esclude tutta una serie di altre ipotesi, alcune plausibili, altre piuttosto assurde e strampalate.

Alcune scuole di pensiero sono frutto di grandi filosofie, altre meramente a sfondo commerciale.

L’importante è che tu sappia riconoscere, quando viene affermato “i Tarocchi sono…”, dove finiscono i fatti verificabili e dove invece cominciano le suggestioni, le soggettive interpretazioni o le fantasie.

Altrimenti rischi di avere in testa – per citare Merlino nel cartone animato “la spada nella roccia” – un bel guazzabuglio medievale!

 

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Grazie di Cuore.

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