Come scegliere il mazzo di Tarocchi

Lungo il mio percorso ho cambiato diversi mazzi di carte.

All’inizio la scelta dei miei mazzi era dettata –  da buon ignaro della materia – da una questione prettamente estetica o istintiva.

Un mazzo mi attraeva, seduceva o risuonava con me?
Perfetto! Lo prendevo e iniziavo a usarlo.

Il primo mazzo che scelsi fu il Wooden Tarot, di A. L. Swartz.

Lo stile di disegno mi piaceva moltissimo, inoltre lo sfondo neutro simile al legno l’ho trovato perfetto per far risaltare le immagini così intense e colorate, oltre al fatto che mi piaceva la mancanza di figure umane.

Poco mi importava se non capivo come mai la Forza fosse uno scarabeo, la Ruota un ragno in una ragnatela o se la Giustizia e La Forza avessero i numeri invertiti rispetto a quelli che conoscevo. Chissà cosa voleva dire quel simbolo tra le corna del diavolo, nel libretto non era descritto.

Questo mazzo lo consumai.

Oggi scelgo il mazzo in un modo completamente differente.

Scegliere il mazzo di Tarocchi a intuito sentimento

Moltissime persone scelgono il proprio mazzo, come feci io tanti anni fa, semplicemente a gusto o a “sentimento”.

Ponendo la domanda “come hai scelto il mazzo che usi?” ai lettori che incontro quasi sempre ottengo queste risposte:

  1. il mazzo mi ha scelto / chiamato
  2. mi piacevano i colori e le figure
  3. gli arcani minori erano illustrati
  4. non saprei, a istinto

È saggio scegliere i Tarocchi in questo modo?
Dipende.

L’intuito, per scegliere un mazzo, va benissimo.
Ma poi, per leggerlo, serve la conoscenza di quel mazzo e della tradizione che incarna.

In poche parole:

Scegli il mazzo di una tradizione che conosci oppure impara a conoscere la tradizione del mazzo che scegli.

Se non fai questo, rischi di interpretare cose assolutamente a caso.

Ti faccio un esempio.

Ultimamente va molto di moda il mazzo di “Tarocchi della Santa Muerte”.

Sono visivamente molto colorati e la Santa Muerte è tornata in auge, soprattutto per merito dei tatuaggi, così molte persone si lasciano affascinare da questo mazzo particolare.

Ma se vuoi usarlo devi conoscere la tradizione della Signora della Santa Muerte, una divinità messicana pre-colombiana.

Non puoi semplicemente leggerli come se usassi un marsigliese, perché si tratta di una tradizione molto lontana dalla nostra con delle sue specifiche usanze

Un altro esempio.

Ti attrae il mazzo “I Tarocchi del Libro delle Ombre – Vol 1”?
Bene, devi conoscere la tradizione Wicca per interpretarlo.

In questo mazzo il Matto è rappresentato dalle Terre d’Estate. Se non conosci il concetto con cui la Wicca identifica le Terre d’Estate, come puoi comprendere appieno questa carta?
O come puoi coglierne l’arcano V che raffigura il Libro delle Ombre, se non sai cosa sia un Libro delle Ombre?

Calcola che molti mazzi di Tarocchi oggi in commercio non hanno quasi nulla a che vedere con il concetto originario e con le allegorie storiche dei Tarocchi

Esistono mazzi di qualsiasi cosa ormai, dalle fate, agli gnomi, ai draghi, all’egitto, ai celti, ai vampiri, agli indiani d’America fino ad arrivare ai mazzi di Dylan Dog, David Bowie e Manara.

Molti di questi è difficile perfino considerarli dei veri e propri mazzi di Tarocchi, sembrano più un esercizio di stile a fine estetico o una mera operazione commerciale.

Ma aldilà delle considerazioni personali, è molto importante conoscere le allegorie del mazzo utilizzato e gli usi e costumi della cultura da cui esse derivano.

Per quale ragione?

Perché le allegorie parlano una lingua simbolica e appartengono a una cultura specifica

In Cina un gruppo di persone vestite di bianco potrebbero rappresentare un funerale.
Una donna con un vestito rosso acceso invece potrebbe essere una sposa.

Non puoi interpretare correttamente se non conosci le usanze e i simboli della cultura a cui riferisci.

I simboli rispondono ad una energia.
Se non conosci su quale energia si sintonizzano come puoi leggere correttamente ciò che i simboli stanno dicendo?

Un esempio pratico

Mettiamo che in questo momento della tua vita, a causa di una scelta importante che devi compiere, tu abbia molta paura.

Mentre senti questa emozione, mescoli ed estrai due carte.

Bene.
Molto probabilmente uscirà una carta sintonizzata sulla frequenza della scelta e una sulla frequenza della paura, ovvero su quello che tu stai provando.

Se io da lettore, vedendo le due carte, ti dicessi:

“le carte mi dicono che c’è una scelta che devi compiere e che qualcosa ti spaventa molto in questa scelta.”

molto probabilmente tu mi diresti che sto leggendo correttamente la situazione.

Ecco, ma per leggerle correttamente devo sapere che la prima carta risponde all’energia simbolica della scelta e la seconda a quella della paura.

Se invece – ignaro delle allegorie della tradizione del mio mazzo – quelle due stesse carte io le interpretassi come stabilità e gioia, e ti dicessi:

“le carte mi dicono che in questo momento stai vivendo una situazione molto stabile e che ti riempie di gioia”

molto probabilmente penseresti che io stia vaneggiando, e avresti anche ragione.

In entrambi i casi, il mazzo ha fatto il suo dovere.

I simboli sono usciti in modo corretto e in accordo alle tue emozioni, ma il mio modo di associare il significato al simbolo è completamente errato e questo causa una lettura del tutto falsata.

Comprendi cosa intendo?
Se non conosci il mazzo e i suoi simboli, come puoi tradurlo correttamente?

In conclusione

Non c’è nulla di male nel scegliere un mazzo a sentimento o a gusto estetico, l’importante è che, una volta scelto, tu approfondisca le sue origini e i suoi significati allegorici e che tu comprenda la tradizione che ne sta alla base, altrimenti rischi di possedere un mazzo stupendo ma che ti parla in una lingua che non sai ascoltare.

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: i Tarocchi in cento pagine

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