Cartomanzia rum e cola

All’interno del locale, tra calici di vino, cocktail e baccano, ad un minuscolo tavolino una ragazza ride sguaiata estraendo carte di tarocchi a caso.

Non è una cartomante, ci sta solo giocando per prendere in giro, creando storie un po’ sconce per l’amico a cui tocca la parte del consultante.

Tra una battuta e l’altra escono argomenti di stregoneria prêt-à-porter.

Scopro, ascoltando la scenetta, che il mazzo non è della burlona, ma dell’amica che siede di fronte a lei.

Mentre mi chiedo come sia possibile che la proprietaria delle carte faccia trattare il proprio mazzo in questo modo, una frase attira ancor di più la mia attenzione.

La ragazza che sta giocando con i tarocchi guarda l’amica cartomante, torna seria e le dice:

“oh, io però ce l’ho poi una domanda vera, su mia madre… sono molto preoccupata… me le leggi le carte?”

La proprietaria del mazzo annuisce, e qui, citando Giobbe Covatta, “avviene il capolavoro della fiaba”.

La tizia riprende le sue carte bistrattate, pronta per fare la lettura a colei tre secondi prima stava prendendo a pesci in faccia il mazzo.

E così, tre un bicchiere di vino e lo schiamazzo generale, le carte vengono mescolate e…

… a questo punto, come nelle migliori storie horror, avviene il colpo di scena!

… entrano delle persone nel locale, amici di queste ragazze.

E mentre l’ironica burlona, da poco tramutata in seria consultante, bellamente si distrae e saluta tutti i nuovi arrivati, l’altra taglia le carte e inizia ad interpretarle, così come se niente fosse.

Qualche minuto dopo ritorna un barlume di concentrazione e si svolge il consulto, tra consigli e interpretazioni degli arcani, rispondendo a una domanda molto molto delicata a giudicare dalla tensione sui volti.

La cartomante non vede cose positive, anche se poi aggiunge che alla fine la questione si risolverà.

Io osservo il tutto con la mandibola a terra in stile Jim Carrey nel ruolo di The Mask.

Le dovute riflessioni

Mi limiterò a porti alcune domande sulle quali vorrei che tu riflettessi:

  • È rispettoso trattare il tuo mazzo di tarocchi in questo modo?
  • Un ambiente affollato, rumoroso e pieno di distrazioni è indicato per un consulto?
  • Dare risposte negative in un consulto fatto in modo approssimativo è saggio?
  • Se mescoli e tagli le carte mentre il consultante è distratto, le carte a cosa risponderanno?

 

Ah, una piccola considerazione personale… se tratti così il mio mazzo ti mozzo le braccia.

Con amore, eh!

L’incompetente che non ha niente da fare può tuttavia combinare pasticci con quel niente.

Arthur Bloch

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: i Tarocchi sono uno strumento ma non certo una chitarra

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