I Tarocchi come si leggono?

Quando qualcuno viene a sapere che leggi i tarocchi, una delle tipiche domande è:

ma com’è che funziona una lettura delle carte?

Una domanda semplice – frutto della naturale curiosità – ma che spesso non ottiene una risposta chiara.

E come si suol dire, se non lo sai spiegare in modo chiaro allora non lo hai capito nemmeno tu.

Ho dunque pensato di elencare e descrivere le principali fasi che compongono una lettura di tarocchi.

1# SI FORMULA LA DOMANDA

Una lettura svolta verso un consultante ha lo scopo di rispondere a una delle sue domande, che sia essa esplicitata, oppure implicita.

Si potrebbe pensare ad esempio che chiedendo “vorrei vedere la situazione in generale” non vi sia una vera e propria domanda, ma in realtà verrà comunque domandato alle carte di mostrarci che cosa stia avvenendo nella vita del consultante.

Ad ogni modo, io sconsiglio il classico “giro di carte per vedere la situazione in generale”, poiché i tarocchi, per mia esperienza, riflettono il pensiero espresso e se viene espresso un pensiero vago si otterranno risposte difficili da interpretare.

Quindi, la prima fase della lettura è formulare nel modo più corretto e preciso possibile la domanda sulla quale vogliamo ricevere risposta.

2# SI INFORMA IL MAZZO

Questo è uno dei punti che vedo dimenticare maggiormente.

Eppure, a mio giudizio, questa fase determina la differenza tra una sequenza di carte in grado di rispondere precisamente alla domanda posta ed invece una sequenza di carte assolutamente a caso e a cui noi forzatamente diamo un significato.

Quando si mescolano le carte e si taglia il mazzo, questo deve essere svolto in modo tale per cui l’ordine delle carte si configuri in relazione alla domanda posta dal consultante.

Domanda e miscuglio devono essere amalgamati in un tutt’uno

Se questa procedura viene svolta male, ci si potrebbe trovare a interpretare pezzi di carta colorati usciti in modo casuale, o, peggio ancora, connessi a una domanda diversa rispetto a quella posta.

Ci sono tecniche specifiche per scoprire questi possibili errori e capire se si stanno interpretando carte che poco c’entrano in realtà con la domanda posta.

3# SI ESTRAGGONO LE CARTE

Quando l’ordine delle carte del mazzo è stato configurato attraverso il miscuglio e il taglio, allora si estraggono le carte nel numero e nella forma utili alla nostra stesa.

Non è raro però iniziare la procedura di miscuglio e taglio pensando di utilizzare un tipo di stesa, ma poi, dopo aver mescolato e tagliato le carte, cambiamo idea riflettendo sulla domanda e scegliendo al volo di estrarre e disporre le carte in un modo differente rispetto a quanto preventivato all’inizio.

Ecco, questo invalida totalmente la stesa secondo me, poiché il mazzo è stato informato su un tipo di stesa ma dopo noi ne svolgiamo un’altra.

Quindi, nel caso ti accorgessi di voler cambiare stesa in corso d’opera, il mio consiglio e di rifare tutta la procedura di miscuglio e taglio da capo tenendo bene a mente quale stesa tu voglia utilizzare, altrimenti rischi nuovamente di trovarti a interpretare carte assolutamente non corrispondenti alla domanda posta.

4# SI INTERPRETANO LE CARTE

Una volta estratte le carte nel numero e nella disposizione decisa – se è una disposizione fissa, oppure continuando a stenderne in modo dinamico se si tratta di una stesa fluida – si iniziano a interpretare le carte, sempre ben tenendo a mente la domanda posta inizialmente e senza fare voli pindarici o congetture che portano lontano dalla domanda iniziale.

Consiglio sempre di svolgere questo passaggio sia attraverso l’uso della deduzione che attraverso l’uso dell’intuizione, ma mai uno soltando dei due.

La sola logica può farci non notare preziosi segni, la sola intuizione rischia di farci andare per la tangente.

5# SI DA CORPO ALLA LETTURA

Alcuni lettori paiono limitarsi a “tradurre” le carte e a dare una sorta di vaga risposta al consultante, ma senza che si siano presi la briga di assicurarsi che il consultante non solo abbia compreso appieno quanto detto, ma che abbia anche ricevuto degli strumenti pratici per far qualcosa con l’informazione che ha appena ricevuto.

Questa fase serve a fornire concretezza e praticità ai consigli emersi dalle carte.

6# SI RESETTA IL MAZZO

Qui vi sono diverse scuole di pensiero in merito.

A me personalmente piace, al termine di una lettura e prima della successiva, riprendere le carte dalla stesa appena svolta e reinserirle nel mazzo in punti diversi dello stesso.

Dopo aver ricomposto il mazzo, faccio un buon miscuglio in modo da slegare l’ordine delle carte dalla domanda precedentemente ricevuta.

Alcuni lettori invece amano mantenere questa sorta di ordine causale, come una sorta di fato per il consultante successivo.

Questa è questione di preferenze personali, io preferisco iniziare ogni lettura con il mazzo neutro.

I Tarocchi, dunque, come si leggono?

Ci sono molti modi differenti di farlo, ma spero che questa sequenza possa esserti stata utile, qualunque sia il tuo stile, per comprendere le ragioni dietro ad ogni passaggio.

Poi, come dico sempre, sperimenta, sperimenta e sperimenta ancora.
Vedi cosa funziona con te e cosa no.

L’importante è sempre verificare e mettere alla prova ciò che si fa.

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: perché vuoi imparare a leggere i Tarocchi?

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