Un errore storico sull’inquisizione che molti esoteristi non conoscono

In alcuni manuali sui tarocchi, nelle pagine dedicate all’origine delle carte divinatorie più note al mondo, alcuni autori collocano l’origine dei tarocchi nell’antico Egitto, altri ne definiscono origini ebraiche, altri ancora li collocano nella lontana India o presentano altre meno note varianti della leggenda.

Anche confrontandomi con alcuni esoteristi, spesso ci si scontra su questo punto, poiché non esiste alcuna prova storica che riveli attualmente una orgine dei trionfi predecente al XV secolo o lontano dall’Italia – se non si fa riferimento alle sole carte numerali già presenti a scopo ludico – al che una domanda solitamente sorge spontanea:

Ma se sono così antichi, come mai compaiono solo nel XV secolo in Italia, come mai proprio in quel luogo e in quel secolo?

Quello che solitamente mi viene risposto – e viene riportato anche in diversi libri sul tema – è che quando la chiesa e la relativa inquisizione mollarono un poco la presa sul finire del medioevo, quei segreti tramandati solo agli iniziati poterono fare la loro comparsa, in forma occultata, senza il rischio di incappare nei rischi e nei pericoli dei secoli precendenti.

Quindi, secondo questa teoria, i tarocchi comparvero proprio in Italia – il luogo con il Vaticano in casa – e proprio tra quattrocento e cinquecento grazie al fatto che tale periodo si rivelò meno persecutorio rispetto ai bui secoli che lo precedettero.

Questa idea di Rinascimento si discosta però dalla verità storica

Il XV secolo fu un vero e proprio boom se si parla di caccia alle streghe e soppressione di ogni forma di “diverso”.

L’immagine del Rinascimento che oggi abbiamo è più che altro una fantasia distorta e romantica nata nell’ottocento rispetto alla cruda realtà dell’epoca fatta di guerre, pestilenze, torture, scontri religiosi, soprusi e roghi.

Inoltre, in alcuni casi non furono nemmeno gli inquisitori ma bensì i tribunali civili, per motivi più politici e di ordine pubblico che altro, ad eseguire condanne per eresia e stregoneria.

Per chi volesse approfondire il tema, il capitolo IV del libro “Storia della stregoneria” di Giordano Berti può far comprendere meglio la questione.

Credere che i Tarocchi compaiano nel quattrocento per merito di una minore pressione persecutoria è ahimé una inesattezza.

Se ci fu un periodo altamente pericoloso per chiunque rientrasse per la chiesa nella descrizione di strega, indovino o eretico, fu proprio questo.

I trionfi nacquero in un periodo buio e in un luogo in cui il potere della chiesa era grande ma nonostante questo riuscirono a sopravvivere e a diffondersi ampiamente in tutta Europa e questo fa porre certamente dei quesiti interessanti.

Forse non sapremo mai la verità su questi strani pezzi di carta, ma una cosa è assodata: non comparvero nel quattrocento per una minore pressione persecutoria, questo è sicuro.

 

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Grazie di Cuore.

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