Lettera a un novizio

Mio caro novizio, dedicami un secondo.

Ho letto le carte a qualche migliaio di persone. Ho ascoltato migliaia di storie. Letto badilate di libri. Usato un sacco di mazzi. Seminari in giro per il mondo. Festival esoterici.

Ho insegnato per anni. Tenuto conferenze. Scritto centinaia di articoli.
Mi sono confrontato con cartomanti molto bravi, così come con altri davvero deprimenti.
Ho speso un sacco di soldi, ho speso un sacco di tempo, ho sbagliato un mucchio di volte.

Letture pessime ne ho fatte a secchiate, anche se in quel momento ero convinto di aver fatto ottimi consulti, ho peccato di presunzione, ho detto molti ‘sì’ quando avrei voluto dire molti ‘no’.

Ho letto le carte nei pub, nei parchi, di giorno, a notte fonda, con macchine del ghiaccio che facevano un rumore assordante sopra la testa, ho letto dentro ad un castello dopo un acquazzone tra salame e formaggio – da sobrio, da molto meno sobrio.

Ho riso, tanto. Ho pianto, anche.
Ho pensato di smettere di fare le carte – ben più di una volta.

E ancora oggi, credimi, dei tarocchi non c’ho capito un cazzo – sono infiniti, questi bastardi.

Ma alcune cose le ho imparate – forse – per cui permettimi di offrirti qualche consiglio.

Non farti ammaliare dalla facilità. Non ci sono scorciatoie, punto e basta.

Evita i mazzi prettamente estetici e i manuali troppo commerciali.  Prendi con le pinze ogni cosa ti venga propinato. È un mare di squali, di merda e di ignoranza, qui intorno.

Studia la storia dei tarocchi, in primis. Quella vera, quella documentata e riportata dagli storici seri. Ti aiuterà a capire da subito chi cerca di spacciarti favole improbabili per verità affascinanti.

Impara l’origine delle allegorie anche da chi non fa il cartomante o da chi non ha interessi nel far calzare i significati delle carte alla propria teoria esoterica preferita.

Ad esempio, nessuno storico dell’arte si sognerebbe di dirti che la papessa racconta di rapporti con la madre. Avrà dei validi motivi.

Se io avessi letto autori come Gerard Van Rijnberk, Cecilia Gatto Trocchi, Andrea Vitali, Michael Dummett e Giordano Berti fin da subito, mi sarei risparmiato un sacco di baggianate negli anni successivi.

Non devi per forza vincolarti ad alcuni significati delle carte, non esiste un’unica prospettiva, ma se qualcuno ti impone delle interpretazioni senza ragionevoli prove, allora interrogati.

Se qualcuno ti propone qualche teoria chiedine le fonti e accertati che siano fonti serie e attendibili. Chiunque può affermare che i tarocchi debbano la loro origine all’antico Egitto, alla càbala ebraica, agli zingari, a Marsiglia, ai puffi o a barbablu. Peccato che tutti i documenti storici esistenti dicano altro.

Se devi iniziare, inizia da mazzi storici e meno edulcorati da alterazioni moderne. I Visconti-Sforza, ad esempio, possono essere un buon punto di partenza.

Sì, lo so, alcuni li trovano brutti, ma devi puntare all’efficacia non all’estetica.

Dopo che avrai compreso profondamente le allegorie, scegli pure il mazzo che meglio ti parla o che più ti piace, ma solo dopo. Prima assicurati di aver capito bene il senso alla base dei trionfi.

No, non esistono solo i Tarocchi di Marsiglia.

No, non esiste soltanto Jodorowsky.

Nessun manuale sui tarocchi ti insegnerà mai a leggere i tarocchi. Questo è un dato di fatto. I libri parlano delle carte e di come disporle, ma lascia che te lo dica chiaramente fin dal principio, il novanta percento di un consulto non ha nulla a che fare con le carte. 

Formulare bene la domanda, questo è fondamentale.
Connettere la domanda al mazzo, questo è fondamentale.
Anticipare obiezioni, paure, credenze del consultante ancor prima di scomodare i tarocchi, questo è fondamentale.
Piantare dei semini anziché fornire sentenze, questo è fondamentale.
Evitare voli pindarici che non c’entrano una mazza con domanda posta, questo è fondamentale.

Se non capisci questi punti, non sarai mai un buon cartomante. Sarai solo una persona che conosce dei significati di pezzi di carta. Prima lo impari, meglio è.

Se un manuale o un insegnante non ti spiega come facciano a uscire proprio quelle carte in relazione alla domanda posta, diffida. O non lo sa, o non l’ha capito.

Finiresti per interpretare carte estratte a caso. Io stesso l’ho fatto per un sacco di tempo, purtroppo.

Intuito, doni di famiglia e compagnia bella sono spesso ottimi compagni dell’ignoranza e dell’egocentrismo. Non sempre, intendiamoci, ma molte volte.

Sai quante persone mi hanno rivelato di avere un dono?

La maggior parte, puoi starne certo, si convince di ciò soltanto per sentirsi meno vuota nella vita. Spesso queste persone aborrono ogni sorta di studio o di responsabilità verso la propria infelice condizione. Facci caso.

Non importa quanto tu sia dotato o pensi di esserlo. Non basterà in ogni caso, mai.

Lasciami essere brutale su questo punto, perché ti eviterà anni di cazzate che sentirai dirti o che ti dirai da solo. Primo, l’intuito non è l’istinto. Sono due cose diverse.

l’intuito – non – è – istinto. Chiaro?

E secondo, l’intuito si appoggia sulla tecnica, emerge dalla tecnica e si incanala con la tecnica.

Te lo ripeto.

L’intuito si appoggia sulla tecnica, emerge dalla tecnica e si incanala con la tecnica.

Ed il talento senza tecnica è come un farmaco senza siringa, dicono.

Se sei uno di quelli che non ha voglia di studiare con la scusa del dono, metti via i tarocchi, almeno non andrai in giro a fare danni.

Studia Jung, capirai tanto dei simboli, della loro energia, e soprattutto capirai molte cose di te stesso. Se vuoi diventare un lettore di tarocchi migliore devi lavorare sodo per diventare una persona migliore.

Un’altra cosa, non avere fretta di consultare le carte.

Molte volte chi mi scrive ed è agli inizi vuole cimentarsi subito con le letture.
Questo perché in verità vuole ottenere delle risposte riguardo alla propria vita o vuole da subito aiutare gli altri.

È un ottimo modo per farsi del male. E te lo dico perché ci sono passato.

Se non ricordi ancora bene i significati, se non capisci come connettere il mazzo alla domanda, se non sai ancora come si formula correttamente una domanda, qualunque lettura tu faccia sarà inattendibile.

E sappi che qui sei nel pugilato dell’anima.

Se non sai infilarti i guantoni e non hai fiato, salire subito sul ring è uno straordinario modo per far visita al reparto traumatologia di un pronto soccorso.

E le botte sull’anima, fidati, fanno molto peggio di un naso fratturato o qualche costola incrinata.

Lo so, l’allenamento è noioso, ma è cruciale. Un passo per volta, con calma e pazienza. 

Dopo che le carte le hai studiate, vivile, porca miseria.
Che un solo giorno da eremita vale più di interi manuali di eremitaggio.

Curiosa tutto, ma tieni solo ciò che è efficace. Punta a semplificare.

Oggi non leggo più gli arcani minori, non considero più i numeri, non mi importa la direzione degli sguardi delle figure, i colori o se le carte siano uscite dritte o rovesciate.
Non dipendo da nessun mazzo specifico, non utilizzo necessariamente stese fisse o con un numero di carte prestabilito.

Si possono ottenere risposte molto dettagliate anche senza tanti fronzoli.

Per cui potrei dirti che molte delle cose che studierai lungo il tuo percorso potrebbero non essere necessarie. Ma è un bene che tu scopra da te ciò che ti serve nella tua cassetta degli attrezzi.

Cavoli se è tardi, quante cose avrei ancora da dirti.
Ma ora devo andare mio caro novizio, e anche tu devi andare.

Che il tuo cammino è ancora lungo, ed il mio non è che appena cominciato.

Il tuo compagno di viaggio,
Andrea.

29 agosto 2019

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: i tarocchi come si leggono?

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