La cartomanzia non è la creatura di Frankenstein

Quando si parla di lettura di tarocchi non vi è un’unica corrente di pensiero.

I significati delle carte possono rivelarsi totalmente divergenti tra due differenti approcci e non esiste un’unica metodologia di lettura e interpretazione.

Questo ha portato a due spiacevoli conseguenze.

La prima è la guerra tra differenti filosofie, dove ognuna cerca di imporsi come unica posseditrice della Verità in merito ai tarocchi.

La seconda è che ha dato origine a una serie di contaminazioni tra mondi tra loro molto distanti e che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, generando modi di leggere le carte degni della creatura del dottor Victor Frankenstein.

Quando si è ai primi passi è normale cercare nozioni da diverse fonti, da diversi libri, dal più di un blog e così via.

Il problema è che se non si conosce da quale scuola di pensiero abbiano avuto origine le affermazioni esposte, si rischia di fare un gran bel minestrone.

Ad esempio, potresti trovarti a svolgere una lettura con un approccio di divinazione popolare zigana basandoti però sui significati degli arcani derivanti dalla tarologia in stile Jodorowsky, ma con un mazzo pensato a scopo iniziatico relativo all’esoterismo occidentale. Magari condendo il tutto con la purificazione delle carte secondo qualche rituale di stregoneria neopagana.

Se tutto questo non bastasse, ci si mettono anche gli illustratori a creare ogni giorno mazzi sempre più accattivanti per attirare gli occhi dei curiosi, ma che mescolano tra di loro simbologie di tradizioni che nulla hanno in comune o si rivelano notevolmente carenti degli elementi che contano.

A mescolare approcci divergenti rischi soltanto di infilarti in un gran bel paciocco degno del calpestare neve sporca.

Le tradizioni e le metodologie, quelle serie, sono state create con dei crismi, e ogni cosa al loro interno ha una ragione d’essere.

Per cui qualunque strada tu scelga, seguila per bene, non mescolare, soprattutto all’inizio quando non hai ancora ben chiaro il perché si faccia questo o quello.

Poi, personalmente, trovo alcune metodologie più efficaci di altre, e alcune totalmente senza fondamento, ma questa è un’altra storia.

Come sempre lascio che sia tu a sperimentare, ma il mio consiglio è, soprattutto all’inizio, di essere puristi.

Le contaminazioni vanno bene solo laddove si conosce esattamente il senso di ogni elemento.

Andare a braccio o a sentimento rischia solo di metterti in confusione e di non farti capire dove siano gli errori che commetti.

 

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Grazie di Cuore.

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