Perché nessun libro ti insegnerà mai a leggere i tarocchi

Tiro a indovinare.
Hai letto qualche libro perché volevi imparare a leggere i tarocchi, ma alla fine non sei riuscito ancora a capire come si faccia davvero.

Ci ho preso?
Tranquillo, è normale.

Il motivo, in realtà, è molto ma molto semplice: i manuali di tarocchi non insegnano affatto a leggere i tarocchi.
Dico sul serio.

E sai come mai?
Beh, intanto le persone che li scrivono solitamente non hanno la minima idea di come si insegni una qualsivoglia materia.

Saper fare non significa saper insegnare.

Inoltre, molti autori mi fanno venire seri dubbi sul fatto che siano capaci davvero di leggerli i tarocchi, vedendo cosa scrivono. Ma questa è soltanto una mia opinione personale.

Vedi, in tutta onestà, la cartomanzia ha ben poco a che fare con il semplice ricordare significati di simboli o sapere quante carte vadano appoggiate sopra ad un tavolo.

Eppure scoprirai che la stragrande maggioranza dei libri in circolazione non faranno altro che riempire pagine e pagine di nozioni sulle carte e sul come disporle.

Prova a sfogliare un qualunque libro sui tarocchi che trovi in libreria. Com’è strutturato?

– Breve spiegazione sull’origine dei tarocchi (il più delle volte completamente errata)
– Significato delle varie carte, una dopo l’altra (spesso inesatte a loro volta)
– Stese o tiraggi

Fine.

E dopo aver speso i tuoi bei soldini, aver comprato il mazzo suggerito dal libro (proposto come il solo e unico vero mazzo di tarocchi corretto) ed esserti messo lì a cercare di ricordare con enorme fatica un sacco di simboli, significati e posizioni di carte, non riesci comunque a fare delle letture decenti.

Così, quando il consultante ti fa una domanda, tu volti le carte e… niente. Al massimo qualche frase generica e fredda o qualche sterile significato di base.

Allora cerchi altre strade, meno nozionistiche.

Ed ecco comparire il filone del “la risposta è dentro di te” (“ma è sbagliata”, come diceva Corrado Guzzanti nella sua celebre imitazione di Coelho).

In quest’altro genere di approccio ti invitano a seguire il tuo formidabile istinto e a fare letture “intuitive”.

“Vai a sentimento! Ciò che ti arriverà sarà senz’altro ciò che è più giusto, anima speciale!” – paiono suggerirti.

Peggio che andar di notte.

E così, dopo tanto arrovellarti, studiare e spendere quattrini, ti ritrovi bello bello al punto di partenza: non sei ancora in grado di leggere i tarocchi come si deve e con totale confidenza.

Ho visto giusto?

Beh, non preoccuparti, non è colpa tua.
Ci siamo passati tutti, me compreso.

Ma allora i libri servono?
Sì, assolutamente.

I significati delle carte vanno studiati, su questo non ci piove.

Se sei della filosofia “vecchina di paese con a malapena la terza media che legge le carte senza aver mai aperto un libro”, mi spiace deluderti ma le cose non stanno proprio così.

Con questo approccio potrai forse ricevere delle intuizioni, ma non saprai mai come mai arrivino e, soprattutto, saranno sempre fumose rispetto a quanto potrebbero.

Oltre a richiedere uno sforzo energetico enorme, tra l’altro, facendoti stancare molto più del necessario.

Non si può prescindere dallo studio dei significati, questo è certo, ma il fattore da comprendere è che i signicati delle carte non sono altro che il venti percento di una lettura di tarocchi.

Le carte sono solo lo strumento, un consulto è un concerto.

Ci sono diverse cose all’interno di un consulto cartomantico che hanno poco o nulla a che fare con le carte, anzi, durante un consulto le carte le utilizzi quasi alla fine.

I libri – se buoni – servono soltanto a darti quel venti percento necessario, ma l’altro ottanta percento raramente lo troverai tra le pagine dei manuali di cartomanzia.

Quindi, se dopo aver letto e studiato libri su libri ancora senti di non riuscire a leggere i tarocchi, non abbatterti.

Semplicemente i manuali sono fondamentali, ma non sono in grado di insegnartelo in toto.

Prendi da essi ciò che ti serve, tenendo però conto fin da subito che sarà solo una piccola porzione del tutto e che non sarà mai nemmeno lontanamente sufficiente per far di te un lettore di tarocchi.

Il mio consiglio è di partire sempre dal fine, non dai mezzi.

A cosa serve un consulto cartomantico? A fare chiarezza.

Preoccupati prima di tutto di imparare a domandare, prima di preoccuparti di come fare a rispondere.

Se non sai chiedere, la risposta sarà sempre vaga. Indipendentemente da quanti significati delle carte tu conosca o di quanto intuito tu possieda.

“Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza.”

Lewis Carroll

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: puoi leggere i tarocchi solo se hai il dono?

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