È vero che i tarocchi sono antichissimi? E le sibille?

Oggigiorno nell’ambiente esoterico e newage una delle parole più in voga è indubbiamente l’aggettivo “antico”.

Nessuno sembra immune all’irresistibile fascino del lontano e indefinito passato.

Forgiandosi così di una parvenza di antico compaiono inesattezze in ogni ambito, comprendendo tarocchi, sibille, incantesimi, rituali, racconti e leggende varie.

Dall’astrologia alle rune, dai miti nordici alla stregoneria, quasi nessun tema esoterico esce indenne dallo stupro da parte delle inesattezze moderne ma diffuse come antichissime.

Se ci si pensa, la Wicca – della quale alcuni rituali sono stati praticamente inventati di sana pianta nella prima metà del secolo scorso – viene anche detta “l’antica religione”.

Così, immersi tra invenzioni creative e pratiche distorte ma dal sapore retrò, perdiamo le fonti e le vere tradizioni, facendone un minestrone dove ognuno, pur di dare origine a qualche nuova disciplina esoterica con un tocco di novità commerciale, mescola argomenti che poco hanno a che fare tra di loro, colmando i vuoti con interpretazioni personali.

Ovviamente nemmeno i tarocchi sono riusciti a scampare alle fauci voraci della moda, tritati dalla micidiale morsa del “invecchia anche tu cose a caso che fa più figo e vende di più”.

Per evitare il tranello, è bene innanzi tutto chiedersi:

Che cosa si intende con antico? Antico di quanto?
Un secolo? Un millennio? diecimila anni?
Perché mai definire qualcosa come antico senza specificarne il periodo?

I casi generalmente sono tre: o non si può datare per mancanza di fonti, o non ci si è documentati per mancanza di studio oppure non è antico proprio per nulla ma farebbe meno scena rivelarlo.

Quando qualcuno ti spaccia qualcosa come antico, ponigli delle domande in merito.

Mi è capitato diverse volte, ad esempio, di sentir parlare di mazzi da divinazione nati l’altro ieri ma spacciati come strumenti frutto dell’alba dei tempi.

Così capita di parlare di cartomanzia con qualche persona che, per dimostrare il fatto di saper leggere i tarocchi, estrae dalla borsa il suo fido mazzo passato di generazione in generazione. Solo che scopri non trattarsi nemmeno di un mazzo tarocchi, ma di sibille. E sentirti anche dire che le sibille sono antichissime, più dei tarocchi.

Se solo non fosse che le carte sibille non hanno nulla a che fare con i tarocchi e né tantomeno siano antiche, ma nascano nel milleottocento.

Okay, dirai tu, le sibille sono relativamente moderne, però i tarocchi invece sono antichissimi, lo sanno tutti!

Eppure le fonti documentali ci dicono che i trionfi – comunemente noti oggi come arcani maggiori – non risultano comparire da nessuna parte se non prima del millequattrocento. Non certo ieri, d’accordo, ma nemmeno nell’antico Egitto.

Oggi è pieno di fandonie belle e buone spacciate per vecchissime tradizioni, più per vendere o per ignoranza che altro, ma che non hanno alcun fondo di veridicità storica. E stiamo parlato solo dell’asse temporale, senza entrare nel merito di quello geografico.

Si vedono commistioni di cose che prendono un po’ di qua e un po’ di là da aree geografiche e culture talmente distanti tra loro da non essere probabilmente nemmeno entrate storicamente in contatto in quelle epoche, o dove le fonti dimostrano incoerenze abissali tra il pensiero di quelle specifiche culture e i temi presi in esame.

Vogliamo parlare dei tarocchi associati a Maria Maddalena che passava dalla Francia?
Chi glielo dice alla povera santa donna che diversi arcani dei tarocchi marsigliesi non furono affatto disegnati in Francia…

O della famosa Legge del Tre, tanto cara a molti praticanti della Wicca, che molti diffondono come una delle leggi della magia o della stregoneria in termini assoluti, e quindi come tale vecchia di chissà quanto tempo e con valore universale?
Chi lo dice ora a molti wiccan che questa legge non compare in nessuna altra tradizione esosterica e in nessuna fonte precedente gli inizi del millenovecento, e che persino all’interno della Wicca sia fonte di discussione…

È facile cadere preda delle credenze popolari, soprattutto se fomentano un nostro desiderio o convinzione.

L’inquisizione verso le streghe, per citare un altro caso, fu piuttosto blanda in Italia rispetto ad altri paesi d’Europa, soprattutto se consideriamo il sud Italia.
Quindi le donne che affermano di essere state, nella vita precedente, delle streghe italiane messe al rogo dovrebbero controllare le statistiche perché i conti non tornano, sono troppe.

In tutta Europa i documenti dei processi fanno arrivare il conto a circa dodicimila esecuzioni capitali, alcuni stimano tra le quarantamila e le sessantamila vittime, ma molti documenti sono andati perduti e quindi queste stime non sono verificabili. Si parla ovviamente di tutta l’Europa, in Italia il conto risulta di molto inferiore e il fenomeno è stato circoscritto prevalentemente nel nord del paese.

Premetto che non ho nulla contro nessuna di queste discipline o correnti di pensiero, anzi. Inoltre non necessariamente “antico” equivale a migliore e “moderno” a peggiore.
Bisogna fare attenzione più che altro al modo in cui la rete, per fretta o superficialità, semplicemente riporta, copia-incollando testi presi da fonti dubbie, informazioni inesatte. Un po’ l’equivalente digitale del ben noto “me lo ha detto mio cugino”.

  • I tarocchi possiedono meno di sei secoli, datati intorno ai primi decenni del millequattrocento. Il mazzo più antico ritrovato risulta essere il mazzo Visconti di Modrone, datato da Giordano Berti attorno al periodo 1442-1447.
  • I mazzi di sibille italiane possiedono circa due secoli, epoca ottocentesca.
  • La famosa Legge del Tre e diversi altri rituali della Wicca nascono nella metà del novecento.
  • Il concetto di magnetismo animale o mesmerismo settecentesco era già ritenuto superato all’inizio del milleottocento.
  • La yoga runico, lo Stádhagaldr, compare nei primi anni del novecento.
  • Il metodo delle costellazioni famigliari inizia a svilupparsi alla fine del millenovecento, a opera di Bert Hellinger.

Giusto per citare alcuni temi riguardo ai quali risulta una certa elasticità e fantasia sulle loro presunte origini. Ce ne sono parecchi altri.

Per dare quel retrogusto di saggio e millenario, senza ovviamente riportare datazioni o fonti di sorta, vedrai abusare dei ben noti termini: egizio, celtico, sciamanico, runico, pagano, druidico, tradizionale, maestri oppure l’ancor più generico “delle streghe” o simili, o peggio ancora il termine “scienza”citato a sproposito.

Cosa hanno in comune questi termini? Sono tutti vaghi e fumosi.

  • Tradizionale ma di quale tradizione specifica?
  • Maestri ma quali esattamente e come sono stati incontrati precisamente?
  • Se è una scienza quali sono gli articoli con revisione dei pari in merito?
  • Quali sono le fonti documentali che dimostrano che tale tema risulti egizio, celtico, norreno o appartenente a qualsivoglia altra cultura lo si voglia collegare?

Prima di farti convincere che qualche pratica sia davvero millenaria soltanto perché viene definita antica, documentati o chiedi delucidazioni.

Posso assicurarti che di fonti solide te ne verranno mostrate ben poche, con la scusa di tradizioni tramandate oralmente, o segrete, o ottenute in qualche modo astruso.

Non escludo che queste cose possano anche essere possibili, ma ultimamente vengono affermate un po’ troppo spesso e da un po’ troppe persone, e la statistica insegna che la probabilità è nettamente a sfavore.

I tarocchi sono antichi? Dipende cosa intendi per antico.

Se intendi millenari, no, non lo sono, benché meno i mazzi di sibille.

Se vuoi approfondire alcune di queste tematiche, come ad esempio la storia della divinazione, della stregoneria o dei tarocchi, posso consigliarti alcune letture:

  • Storia della divinazione, Giordano Berti
  • Storia della stregoneria, Giordano Berti
  • Il Mondo e l’Angelo, Michael Dummett
  • I Tarocchi, Cecilia Gatto Trocchi
  • letarot.it – il sito dell’Associazione Le Tarot fondata dallo storico Andrea Vitali

 

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Grazie di Cuore.

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