Il mazzo di tarocchi non esiste

Caro mio folle vagabondo, il mazzo di tarocchi non esiste.

«Andrea, ma che diamine stai blaterando?»

Va bene, cerco di spiegarmi meglio. Tutte le persone al mondo – e anche i sassi probabilmente – sanno che il mazzo di tarocchi contiene una misteriosa dottrina, insegnamenti segreti, un occulto sapere.
Tutti sanno che attraverso il mazzo di tarocchi si può scrutare il futuro oppure ottenere oracolari risposte.
Tutti lo sanno, dico davvero. Non ci credi? Prova a fermare un passante a caso per strada e a chiederglielo, vedrai che ho ragione – se non ti arresteranno per molestie.

«Scusi, lei, sa per caso cosa sono i tarocchi?»

Un mazzo di carte per vedere futuro, una roba diabolica forse, una ciarlataneria magari, simboli strani di certo. Queste le papabili risposte.
C’è chi li definisce opera del maligno e chi piuttosto li considera opera di un genio, quel che è certo è che nessuno negherà il fatto che il mazzo di tarocchi sia colmo di simboli e segreti. Ma…

«Ecco, Andrea, lo sapevo che c’era un ma…»

Eh sì, il ma è d’obbligo qui, ed il mio è… Ma di quale mazzo di tarocchi stiamo parlando esattamente?

Vedi, non esiste «IL» mazzo di tarocchi, l’unico e il solo.

I Tarocchi non sono un’entità precisa, sono come volti dalle mille maschere, né esistono centinaia di facce, ognuno con allegorie, simboli e dottrine differenti, per cui quando si parla del fantomatico «innegabile simbolismo dei tarocchi» a quale simbolismo ci si sta riferendo per la precisione?

Cerchiamo di fare un breve riassunto della questione.

Breve riassunto dei mazzi di tarocchi

Ti riporto in forma mooooolto sintetica l’evoluzione dei mazzi di tarocchi più influenti o noti.

Anno 1781

C’era una volta in Francia un certo pastore protestante, Antoine Court de Gébelin, che nell’VIII volume del suo Le Monde primitif disse di aver riconosciuto nei tarocchi dei riferimenti egizi che identificò come i resti dei mitici Libri di Toth.

«Questi libri profetici sarebbero stati nascosti in biblioteche egiziane segrete ed ora risulterebbero dispersi» ci dice Wikipedia. Non vi è prova della loro reale esistenza.

Ma ciò che a noi interessa è che nel suo volume, de Gébelin – oltre a riportare etimologie prive di reale correlazione con la lingua egizia – include le immagini dei trionfi dei tarocchi cosiddetti marsigliesi, che chiamerà atouts, reinterpretati secondo le sue considerazioni e correzioni, eliminando o riducendone i riferimenti cristiani presenti.

Il mazzo marsigliese, già successivo di quasi tre secoli per simbologia e allegorie rispetto ai primi mazzi storici come i viscontei, viene stravolto.

Intorno al 1785

L’esoterista francese Jean-Baptiste Alliette, meglio noto come Etteilla, pubblica il primo mazzo di tarocchi realizzato a scopo esoterico. Riprendendo la presunta origine egizia da de Gébelin, aggiunge che sia stato creato da un gruppo di saggi presieduti dal leggendario Ermete Trismegisto il cui testo di riferimento è il Pimandro. Oggi gli studiosi collocano in realtà il testo tra il II e III secolo d.C.

Etteilla ritiene che anche de Gébelin si sia in realtà sbagliato come tutti gli altri, così crea una sua versione del mazzo modificandone ordine numerico e iconografia rispetto al modello marsigliese.

1810 – 1875

Ed eccoci arrivati all’Ottocento e con esso l’epoca dell’esoterista Eliphas Lévi, che collega i tarocchi alla cabala come fece il conte di Mellet riportato nel volume di de Gébelin, ma sposta l’origine dall’Egitto a Israele, facendo intendere che l’origine della sapienza dei tarocchi sia interamente cabalistica, intesa come cabala ermetica.

1909

Arthur Edward Waite, esoterista statunitense ed ex membro dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, crea insieme all’illustratrice Pamela Colman Smith il mazzo oggi noto come Rider-Waite o RWS (Rider Waite Smith), prendendo ispirazione anche da alcune carte dal mazzo Sola Busca come scoperto dallo storico Giordano Berti. Il mazzo è noto per avere tutte le carte illustrate, arcani minori compresi, proprio come nel mazzo Sola Busca, e si discosta ampiamente dalle rappresentazioni dei precedenti di carte.

1924

Non molto tempo dopo la creazione del mazzo RWS, nel 1924 l’esoterista e astrologo svizzero Oswald Wirth scrive uno dei trattati sui tarocchi più famosi e influenti oggi conosciuti, chiamato “I Tarocchi”, che contiene la rielaborazione dei ventidue arcani maggiori a partire dal modello marsigliese. Wirth stava «cercando di recuperarne l’antico aspetto simbolico, nonché i giusti colori e significati esoterici» (Wikipedia). E via, altro mazzo.

1969

Un altro ex membro della Golder Dawn come Arthur Waite, il famoso Edward Alexander Crowley, meglio noto come Aleister Crowley, nel 1912 pubblica il Liber T, la descrizione dei tarocchi fino ad allora riservata agli adepti della Golden Dawn. Attorno al 1940 fa realizzare la propria versione del mazzo alla pittrice surrealista Frieda Harris, nominando il mazzo, tanto per cambiare, Il Libro di Thot. Il mazzo venne però pubblicato soltanto nel 1969.

2004

Altro giro, altra corsa.

Ecco spuntare nel panorama dei tarocchi Alejandro Jodorowsky che, insieme al cartiere Camoin, restaura/reinventa una versione del mazzo di Marsiglia, quella di Nicolas Conver del 1760.

Jodorowsky riporta una sua versione della storia (non supportata da fatti storici in diverse parti, bisogna dirlo).

Oggi non è raro sentir dire «il vero tarocco è il mazzo di Marsiglia restaurato» oppure «questo è il mazzo classico» facendo riferimento proprio al mazzo di Jodorowsky.

Il Camoin-Jodorowsky non è né storicamente il tarocco originale né tantomeno un mazzo antico, ma tant’è.

2012

Mentre i mazzi di tarocchi in circolazione si moltiplicano a vista d’occhio e le povere librerie esoteriche si trovano costrette a dotarsi di nuovi interi scaffali per farceli stare, tra varianti contenenti draghi, streghe, gattini e quant’altro, in nome dell’originalità appare un nuovo mazzo.

La versione restaurata a partire dal tarocco marsigliese di Nicolas Conver del 1760.

«Ma, Andrea, l’hai già detto, sono i tarocchi di Jodorowsky!»

E invece no, ecco che il nostrano Carlo Bozzelli propone una nuova revisione del mazzo, prodotto da Dal Negro, e ne spiega dei supposti codici segreti e anche la presunta origine fondata su di un antico vangelo. Non risultano prove storiche a supporto di queste tesi.

In conclusione

«Buongiorno, scusi, vorrei acquistare IL mazzo di tarocchi…»

Prova a fare questa domanda in una qualsiasi libreria esoterica e vedrai la risposta.

Oggi in commercio ci sono letteralmente migliaia di mazzi, da quelli più storici a quelli più moderni, passando per i tarocchi di Osho, delle fate, dei folletti del bosco, in stile liberty e via discorrendo. Ne continuano a spuntare ogni giorno, così come spuntano nuovi libri che ne svelano l’ultimo e incredibile segreto.

Un mercato che non trova crisi.

Quindi, quando si parla dei tarocchi, a quale iconografia ci si sta riferendo?
Di quale simbolismo si sta esattamente parlando?

Solo in questo articolo abbiamo visto associare i tarocchi a geroglifici egizi, cabala, alchimia, ordini esoterici, antichi vangeli… e la lista potrebbe proseguire praticamente all’infinito.

Il tarocco possiede delle meravigliose maschere, in un gioco in cui i documenti storici scoprono parti del volto che si cela dietro ad uno strato di fascinoso trucco, rivelando in alcuni casi dei meravigliosi misteri, in altri delle sbalorditive cantonate.

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: Il significato delle carte dei Tarocchi, da dove cominciare?

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