La cartomanzia e la radice di tutte le domande

Le domande che facciamo sono punte di iceberg. Non sono altro che piccole superfici appoggiate sull’esterno delle cose. Crediamo di chiedere del Cuore, del Profondo, e invece chiediamo della nostra epidermide, l’esterno confine del nostro mondo.

Domande diverse che ne nascondono una soltanto. Ad essa tutte le altre domande riportano.

«Riuscirò a cambiare lavoro?»
«Ci siamo lasciati, lui tornerà?»
«Ho incontrato una persona, è quella giusta?»
«Si sbloccherà la compravendita della casa?»
«Mia moglie mi ha tradito?»
«Devo fare un intervento chirurgico, andrà bene?»

Ne ho ascoltate a migliaia, di domande. Ma tutte le domande ritornano all’unica.
Un solo punto, una sola radice.

La Felicità.

Vogliamo sapere quando o se saremo felici.
E se già lo siamo, vogliamo sentirci dire che non perderemo quella felicità duramente conquistata.

Vuoi sapere se cambierai lavoro perché quello che fai non ti rende felice.
Vuoi sapere se di lavoro ne troverai uno perché otterresti una indipendenza che pensi ti renderà felice.
Vuoi sapere se sei stato tradito perché sei innamorato e hai paura di perdere questa felicità.

Che siano domande su noi stessi o su altre persone, che siano sul presente o sul futuro, che siano sulla salute, sull’amore o sul lavoro, tutto ruota attorno a lei, la Felicità.

C’è chi sarebbe felice con un nuovo amore, chi con una nuova macchina, chi nel sapere che l’ex soffre ancora per lui, chi nello scoprire che finirà una guerra.

Ciò che ci rende felici dice molto sulle persone che siamo, ma è la Felicità la fonte primordiale del nostro voler scrutare o modificare i misteriosi piani del Fato.

Appoggio le carte al mio tavolo.
Cosa ti rende felice?

 

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Grazie di Cuore.

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