Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 2 di 6

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L’amico pratico

«È un errore enorme teorizzare a vuoto. Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, anziché il viceversa.»
Arthur Conan Doyle

«Efficienza significa fare le cose nel modo giusto. Efficacia significa fare le cose giuste.»
F. Drucker

Sicuramente avrai anche tu un amico molto pragmatico, uno di quelli che va dritto al sodo e che non sta certo lì a perdersi in parole e congetture inutili, a filosofeggiare sul sesso degli angeli insomma. Ecco, è lui.

«Perché vuoi imparare a leggere i tarocchi?» è la prima domanda che il tuo amico ti farebbe. Semplice, banale, ma non scontata.

Vuoi leggerli a te stesso o agli altri?
Vuoi prevedere il futuro o usarli come strumento psicologico o filosofico?
Vuoi fare il cartomante o le carte rappresentano per te uno dei tanti strumenti per evolvere lungo la dottrina iniziatica che segui?

I tarocchi vengono usati per molti scopi, quindi è bene che tu abbia chiaro quale sia il tuo obiettivo, poiché ogni testo o corso solitamente tratta di una filosofia specifica. Per poter scegliere su cosa indirizzarti devi già aver chiaro quale vorresti fosse il risultato finale. Se ad esempio vuoi imparare a predire il futuro e acquisti un libro di stampo psicologico rimarrai deluso e viceversa.

In questo caso non è il libro a essere un pessimo acquisto, ma lo è la scelta dell’acquisto in sé.

Bene, l’aver chiaro cosa vuoi farci con i tarocchi già restringe il campo, ma il tuo amico senza fronzoli ha appena cominciato.

Uno degli errori più comuni che commettevo quando ero agli inizi del mio percorso era quello di scegliere i testi da studiare basandomi sul fatto che la filosofia proposta mi piacesse o alimentasse le mie fantasie.

Se avessi chiesto al mio pragmatico amico, ah… quanto tempo e denaro avrei risparmiato!

«Sì, bella sta idea, ma sta roba funziona?», mi avrebbe chiesto il mio amico terra terra.

Se ti trovi a rispondere con un bel «non lo so, penso di sì…», hai appena centrato il punto. Funziona oppure no?

Non sottovalutare la semplicità di questa domanda. Lo fanno in molti.

Quello che l’amico pratico ti consiglia, ad esempio, è di prenotare un consulto con il docente del corso o l’autore del libro che ti interessa, oppure, qualora questo non fosse possibile (sai, Madame Lenormand ha vagamente incominciato il processo di decomposizione cadaverica), di cercare un praticante esperto e chiedere un consulto con lui. Insomma, toccare con mano il metodo proposto.

«Sì, ma se io sono in una libreria non è che sfogliando il libro mi salta fuori l’autore, tipo genio della lampada, pronto a farmi un consulto, ti pare?»

E chi ha mai detto che per imparare i tarocchi il primo luogo dove andare è una libreria?

L’amico pratico, se deve aggiustare una presa elettrica ne smonta una che funziona e cerca di capire come è fatta, non va in libreria a comprarsi un tomo di ingegneria.

Vuoi sapere se un approccio ti può insegnare quello che vuoi imparare?
Mettilo alla prova.

Vai alla presentazione di un libro? Bene. Non comprare immediatamente il manuale sull’onda dell’emotività, chiedi al relatore un consulto o, se cerchi un percorso di crescita personale, valuta che persona hai di fronte, che risultati ha personalmente conseguito. Solo dopo decidi. Questo ti eviterà di tuffarti con doppio avvitamento carpiato in mesi e mesi di studio che potrebbero rivelarsi inutili.

Mettiamo il caso che tu voglia imparare a prevedere il futuro. Se i migliori esponenti del metodo che ti viene propinato e che vuoi studiare non ne azzeccano manco mezza, potrà anche essere una filosofia meravigliosa ma non è di certo un gran bel biglietto da visita.

Sia ben chiaro, non è saggio basarsi solo su di un tentativo empirico, ma puoi sempre chiedere informazioni a chi ha provato quel sistema. Perché sai, che tu ci creda o no, molti metodi hanno tanti allievi ma non necessariamente tanti risultati.

Tieni comunque a mente che non tutto ciò che sembra funzionare è poi realmente valido. Una cosa può funzionare anche solo per il semplice fatto di essere del tutto generica.

Se un lettore di tarocchi, estraendo cinque o sei carte, il massimo che riesce a rivelarti è che “hai un problema con tua madre”, beh, «grazie al cavolo», esclamerebbe il tuo amico senza fronzoli.

Non è raro poi assistere a discussioni tra lettori di tarocchi che si scannano tra di loro e dove ognuno cerca con tutte le sue forze di dimostrare che il suo metodo è il migliore. Solo che poi, dopo un paio di domande, scopri che quelle persone non hanno mai svolto dei consulti in vita loro.

«Andrea, ma allora su quale base difendono con le unghie e con i denti il loro approccio? Sulla base di cosa lo ritengono il migliore?»

Questa sì che è un’ottima domanda, iniziamo a capirci, vedo che l’amico pratico inizia a fare il suo effetto.

Beh, semplicemente ripetono come pappagalli ciò che viene proposto loro dal loro maestro preferito. È una forma di amore, se vogliamo. Amano il fascino che quella teoria ha su di loro.

«Scusate, me invece di litigare, perché non mi fate entrambi un consulto così mi faccio una idea sui due diversi approcci?», chiederebbe l’amico pratico.

Quando guardi da questa prospettiva, della fede cieca non te ne deve fregare una beata cippa, vuoi delle prove tangibili.

Se sei solito leggere le recensioni su Amazon dei vari manuali ti sarai forse accorto di una cosa. I commenti positivi solitamente dicono cose tipo “è spiegato in modo chiaro”, “descrive le carte in modo dettagliato”, “è molto completo”, eccetera, eccetera.

Quasi mai i commenti dicono “ho provato questo metodo e devo dire che funziona alla grande”. Come mai?

Te lo spiego subito, molti lettori non mettono mai in pratica, si limitano a leggere l’ennesimo libro per poi comprare quello successivo. Collezionismo, insomma.

Quindi, in che modo queste recensioni possono esserti utili per capire se un metodo funziona? Esatto, nessuno.

Eccoti una lezione importante data dall’amico pratico: occhio a non giudicare un testo semplicemente da quanto sia fascinoso il concetto che esprime.

Se stai cercando di imparare a leggere le carte, ciò che devi valutare e se quel metodo funziona oppure no, il resto sono solo belle parole.

Cosa te ne fai di un asciugacapelli che ha una bella storia scritta sulla scatola se poi, quando lo accendi, non ti asciuga i capelli?

Fai domande, chiedi, informati. Quando devi acquistare un manuale non tener conto del numero di recensioni positive, ma solo di quante di esse parlano di una reale efficacia nella pratica.

Non tenere nemmeno conto di quante nozioni sappia una persona sulle carte. Sapere tante cose non significa che quelle cose poi nel mondo reale funzionino.

Eccoti un altro esempio nel quale mi è stato utilissimo il mio pragmatico amico. Una volta, parlando con una cartomante in merito ad uno dei trionfi, mi sono sentito rispondere «no, questa carta non mi va di interpretarla così, mi piace molto di più quest’altro significato!».

Il mio amico direbbe «ma chissenefrega di cosa ti piace! Quale dei due significati funziona meglio?»

Convengo con te che l’amico pratico non è l’emblema della cortesia, ma non ha tutti i torti. Se una cosa funziona non conta un fico secco se ti piace o non ti piace o se riflette i tuoi soggettivissimi gusti personali. Credi ai risultati, non alle opinioni.

«Eh, Andrea, tutto questo è fantastico! Ma se non trovo recensioni in merito all’efficacia di un metodo, se l’autore è morto da due secoli e se non c’è nessun cartomante nel raggio di duemila chilometri da casa mia che utilizzi questo approccio, come faccio?»

Beh, io nel dubbio scarterei questo materiale per insufficienza di prove. In fondo perché dovresti investire soldi e tempo senza alcuna garanzia?

Okay, va bene, forse sono stato un po’ troppo spietato, possono esserci alcune eccezioni. Se proprio non sei convinto di voler scartare un libro perché una vocina nella testa ti sussurra che hai trovato qualcosa su cui vale davvero la pena indagare, non devi buttarlo via per forza.

Cerca però allora di valutarne il valore in qualche altro modo, magari chiedendo consiglio a un altro dei tuoi nuovi amici a tua disposizione.

È dunque tempo di parlare con il prossimo amico.

I consigli dell’amico pratico in breve

  • Scegli l’obiettivo che vuoi perseguire con i tarocchi e scarta i filoni che puntano a un obiettivo diverso;
  • Scarta tutto ciò che non funziona nella pratica o è di dubbia efficacia.

 

Continua Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 3 di 6

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