Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 3 di 6

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L’amico storico

«Di una storia è vero solo quello che l’ascoltatore crede.»
Hermann Hesse

«Se un milione di persone crede ad una cosa idiota, la cosa non cessa di essere idiota.»
Anatole France

Sai quell’amico sapiente, erudito, che su un determinato argomento conosce vita, morte e miracoli? Bene, il tuo secondo amico è proprio lui.

Amico storico non perché è di vecchia data, ma perché studia la Storia.

Questo farà storcere probabilmente il naso ad alcuni esoteristi a cui non interessa se una cosa sia dimostrabile attraverso le fonti, l’importante è che sia efficace da punto di vista iniziatico. Se sei tra questi, ti chiedo lo sforzo di continuare a leggere, troverai comunque la questione interessante.

«Quali sono le fonti a sostegno di questa tesi?», ti domanderebbe l’accademico amico.

«Alla base della conoscenza della storia ci sono le fonti, cioè le impronte lasciate dai fatti sotto forma di manufatti, tracce, testimonianze, documenti e resti.»
Wikipedia

Quasi tutti i manuali iniziano con il raccontarti le presunte origini delle famose carte dei Tarocchi, più o meno dettagliatamente, più o meno correttamente.

Quando prendo in mano un libro, immagino di dialogare con il mio amico storico e cerco immediatamente la sezione del testo relativa alla storia delle carte. Gli do una breve lettura e valuto se la storia proposta sia basata su fonti storiche attendibili o se vengano affermate cose inesatte o del tutto infondate.

Per fare questo, io confronto la storia che mi viene offerta dal suddetto libro con quella divulgata da studiosi seri ed autorevoli come Gerard Van Riinberk, Michael Dummett, Andrea Vitali, Giordano Berti, Cecilia Gatto Trocchi, giusto per citarne alcuni.

«Andrea, come mai dovrebbe essere importante sta roba? In fondo posso leggere bene le carte anche senza sapere una beata mazza di noiosissima storia! Anzi, sta solfa io la salto proprio a piè pari solitamente…»

Bravo te. Se qualcuno si prende la briga di scrivere un libro sui Tarocchi non credi debba almeno sapere di cosa sta parlando?

Se già dalle prime pagine ti dimostra uno scarso impegno o interesse nella ricerca delle fonti, evidenziando lacune storiche importanti o peggio ancora basandosi su leggende metropolitane o invenzioni di sana pianta, ma cercando di offrirtele come storia certa, come puoi essere certo che altrettante inesattezze non siano sparse anche nel resto del testo?

Purtroppo, per fare presa sui lettori, alcuni testi raccontano una storia dei Tarocchi misteriosa, affascinante e romanzata. Molte volte può suonare addirittura convincente se non si hanno delle solide nozioni storiche, per cui il mio consiglio spassionato è quello di non innamorarti delle storie ma bensì di innamorarti della Storia.

«Andrea, mi potresti fare un esempio di una tua esperienza nella quale questo amico immaginario ti è stato utile?»

Certamente! Un giorno andai alla presentazione di un libro. L’autrice, all’inizio del suo discorso, racconta di come i Tarocchi derivino dall’antico Egitto e che essi rappresentino il famigerato Libro di Thot.

Ebbene, sappi che ogni qualvolta venga affermato che i Tarocchi debbano la loro origine all’antico Egitto, da qualche parte nel mondo uno storico si lancia da un ponte che attraversa un fiume in secca.

«E le fonti?», ti chiederebbe il tuo nuovo amico.

Va benissimo credere o attribuire ai Tarocchi un’origine leggendaria o mitica, questo non è affatto un problema e non rende un testo di scarso valore, anzi. È però differente quando si cerca di convincere il lettore che quella proposta sia storia comprovata quando invece non lo è.

Ad esempio non esiste alcuna fonte in grado di dimostrare la presunta relazione tra l’origine dei trionfi e l’antico Egitto. Questa è una leggenda nata nel Settecento, proposta dell’esoterista Antoine Court de Gébelin.

Se vuoi farti una idea dell’assenza di plausibilità storica di questa e di altre tesi, ti consiglio di leggere il capitolo “L’occultismo del tarocco” presente nel volume Il mondo e l’angelo: i tarocchi e la loro storia di Michael Dummett.

Un altro modo nel quale si va a giustificare una origine dei Tarocchi antichissima o leggendaria è quello di affermare che non si sappia esattamente quando siano stati creati né tantomeno quale sia la vera origine della parola Tarocco.

Per la verità non è esattamente così. Ad esempio lo storico Andrea Vitali ha scritto diversi saggi in merito all’origine dei Tarocchi, al plausibile inventore dei trionfi e alla parola Tarocco e la relativa etimologia. Si tratta di saggi storici scritti da uno studioso che oggi è considerato dalla comunità scientifica internazionale fra le massime autorità per quanto attiene l’iconografia dei tarocchi storici.

In definitiva, credere è bene ma documentarsi è meglio.

«In ‘sto testo la storia e l’iconografia dei tarocchi sono serie?», chiederebbe il tuo amico sapiente mentre ti stai già fiondando alla cassa con il libro in mano e gli occhi che sberluccicano. Ti assicuro che questo ti permetterà di scartare una gran bella fetta di libri, corsi e docenti piuttosto impreparati. Insomma, rimandati a settembre.

Che sia chiaro, anche se alcune scuole esoteriche associano l’origine dei Tarocchi a miti e tesi non dimostrabili, non significa che tali testi contengano necessariamente insegnamenti privi di valore, intendiamoci.

Cc’è però una gran bella differenza tra studiare i testi di pilastri dell’esoterismo rispetto al farsi infinocchiare dall’ultimo manualetto esoterico pubblicato dal guru di turno. Quindi anche studiare la storia dell’esoterismo è prezioso per evitare cose trite e ritrite e rivendute a peso d’oro.

Perché, te lo garantisco, alcune dichiarazioni paiono uscire dalla bocca di personaggi degni del romanzo “Il pendolo di Foucault” di Umberto Eco (romanzo che il tuo amico sapiente ti consiglia vivamente di leggere, tra l’altro).

Se vuoi approfondire questo punto, eccoti alcuni testi dove potrai trovare la storia dei Tarocchi e della cartomanzia:

  • Il castello dei tarocchi – curato da Andrea Vitali
  • I Tarocchi. Storia, iconografia, esoterismo – Gerard Van Rijnberk
  • Il mondo e l’angelo: i tarocchi e la loro storia – Michael Dummett
  • Storia dei tarocchi: verità e leggende sulle carte più misteriose del mondo – Giordano Berti
  • I tarocchi – Cecilia Gatto Trocchi

«Andrea, ma senza leggermi sti tomi costosi e complessi, non puoi farmi un breve sunto?»

Caro il mio pigro, sappi che tutti i testi sopraelencati (frutto di indagini serie da parte di seri storici) concordano nel collocare la comparsa dei Tarocchi nell’Italia del XV secolo, non altrove e non prima. La diffusione della cartomanzia per come la intendiamo oggi invece è quasi esclusivamente a opera del XVIII secolo.

Nessuno di questi testi associa l’origine dei tarocchi agli antichi egizi, agli zingari, a vangeli misteriosi, alla città di Marsiglia, agli Illuminati e via discorrendo. Queste associazioni sono state fatte tutte successivamente e in assenza di fonti.

Ciò che non è Storia è leggenda, e questo amico ti ricorda di valutarne la differenza.

Ripeto, non necessariamente le leggende o i miti sono cose da escludere, ci mancherebbe. La differenza è solo nel saperle discernere.

Bene, grazie ai primi due amici hai già fatto una bella cernita tra diversi corsi e manuali, ma alcuni docenti ed autori, con stratagemmi ben più subdoli, cercano di aggirare questi due amici.

Per fortuna il prossimo amico è pronto ad aiutarti a smascherarli in men che non si dica, tra poco andiamo a conoscerlo.

I consigli dell’amico storico in breve

  • Studia la storia e l’iconografia dei tarocchi e la storia dell’esoterismo da storici seri;
  • Scarta chi cerca di offrirti per vera una storia priva di fonti o del tutto inattendibile, a meno che non sia esplicitamente dichiarato il fatto che si tratti di una visione personale.

 

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