Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 4 di 6

Leggi prima → Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 3 di 6

L’amico investigatore

«Il discorso falso trae le mosse da una falsa premessa.»
Aristotele

«Sono proprio le soluzioni più semplici quelle che in genere vengono trascurate.»
Arthur Conan Doyle

Hai presente quei film polizieschi dove, durante un interrogatorio, il sospetto racconta il suo alibi assolutamente perfetto ma poi il detective, sotto la doccia, ha una geniale intuizione, unisce tutti i puntini della storia e lo smaschera?

Ecco, il tuo nuovo amico è una specie di Sherlock Holmes.

«Cosa non quadra di questo autore/libro/corso?», si domanda fumando la sua pipa. Però, siccome ti vede un gran bel punto interrogativo sulla faccia, per fartelo capire meglio ti spiega cosa sono le fallacie.

«Le fallacie sono errori nascosti nel ragionamento che comportano la violazione delle regole di un confronto argomentativo corretto.»
Wikipedia

«Andrea, che cosa significa? Puoi essere più chiaro?»

Eccoti un esempio delle tante possibili fallacie, in questo caso si tratta di un tipo di argomentazione fallace nota come “tu quoque“:

  1. il medico dice che fumare fa male;
  2. il medico fuma;
  3. tutto quello che dice il medico non è attendibile.

Come puoi intuire, credere che fumare non faccia male soltanto perché il medico fuma è una deduzione errata. Anche credere che tutti i consigli del medico siano errati solo perché lui non ne segue uno è un errore madornale.

«Andrea, ma cosa c’entra questo coi Tarocchi?»

Vedi, alcuni manuali e corsi ti proporranno delle tesi apparentemente plausibili ma che non reggerebbero mai un confronto argomentativo corretto. Questi personaggi cercano di rendere verosimili le loro storie condendole con delle fallacie di ragionamento o screditando le versioni altrui.

«Andrea, mi fai un esempio?»

Mi è capitato di leggere nella parte introduttiva di un recente testo sui Tarocchi un’argomentazione strutturata più o meno così:

  1. Gli altri si basano su ipotesi, non su di un approccio serio;
  2. Gli altri in passato si sono sbagliati e lo hanno ammesso;
  3. Non puoi dunque credere agli altri, puoi credere invece alla mia di tesi che è la sola corretta e seria.

«Scusami, caro sospettato, vorrei farti notare che fumare fa male anche se il medico fuma. Allo stesso modo, non c’è alcuna relazione logica tra i presunti errori altrui e la validità della tua tesi. La tua tesi sarà valida solo quando la dimostrerai. Potrebbe essere sbagliata anche la tua, in fondo», gli contesterebbe il tuo amico investigatore.

E infatti qui, come si suol dire, casca l’asino. Sarebbe come uno ti dicesse:

«Metti che un giorno trovino un uovo di dinosauro contenente un feto umano. Gli storici e gli scienziati dovrebbero riscrivere la storia dell’umanità! E siccome in passato gli storici e gli scienziati si sono già sbagliati non possiamo certo credere a loro. La mia tesi è che l’uomo discenda dai dinosauri, fidati!»

Fa ridere, lo so, ma ti assicuro che se questi grossolani errori della logica vengono mescolati a presunte prove storiche, immagini di documenti ed uno stile narrativo accattivante e vago, possono risultare plausibili. Lo dimostra il successo che ottengono questo tipo di manuali sensazionalistici o i libri alla Dan Brown (ah, tanto per precisarlo, la persona accanto al Cristo nel Cenacolo di Leonardo Da Vinci non è una donna – nota dell’amico storico).

Un altro degli stratagemmi utilizzati per fingere attendibilità è quello di usare espressioni altisonanti ma vaghissime come “le più recenti teorie”, “alcuni studi hanno dimostrato che”, “noi abbiamo scoperto che”, “la tradizione vuole che”,  “se partiamo dall’assunto che”, eccetera, eccetera.

«Scusami, ma le più recenti teorie di chi? Recenti quanto? Alcuni studi, quali? Hanno dimostrato in che modo? Voi chi? E lo avete scoperto con quale sistema? La tradizione quale? In base a cosa dovremmo partire da tale assunto?», interroga il tuo amico investigatore.

Se in qualche manuale leggi la ormai abusatissima formula “tutti gli altri prima di me si sono sbagliati, la vera verissima verità che soltanto io ho scoperto invece è…”, sappi che si tratta di una formula in voga dal Settecento in avanti e che viene riproposta spesso e si è già vista in tutte le salse.

«Questa tesi regge ad un confronto argomentativo corretto, mio caro Watson?», ti chiederebbe il tuo fidato amico.

Solitamente le fallacie vengono usate nella premessa di una tesi, partendo così da un assunto errato ma plausibile e costruendoci sopra. In questo modo tutto il resto dell’argomentazione sembrerà corretto e ineccepibile. In realtà non lo è affatto se si va a controllare il punto di partenza.

Se vuoi approfondire il tema delle fallacie, un testo preziosissimo è:

  • Organon – Aristotele, curato da Giorgio Colli

Credimi, di manuali di cartomanzia o tarologia contenenti buchi logici grossi come case ce ne sono a badilate, nonostante la sfilza di cinque stelline nelle recensioni o di corsi costosissimi. Attenzione quindi alle cose troppo sensazionalistiche o troppo “tirate”, spesso se ne inventano una in più del diavolo.

«Sì, Andrea, ma non posso mica studiarmi tutta la logica aristotelica per poter evitare qualche manuale fuffa, dai!»

A parte che studiare certe cose nella vita non fa mai male, ad ogni modo l’importante è che ti ponga domande. Più un manuale insiste per convincerti di una teoria, più domande dovresti porti.

Solitamente ti basta leggere l’introduzione che trovi in un libro per farti già una idea su dove l’autore voglia andare a parare. Soprattutto se poi cerca di venderti un mazzo specifico che viene dichiarato come l’unico e inimitabile.

Spesso per introdurre fallacie si usano distorsioni storiche, per cui l’amico storico è un ottimo alleato dell’amico investigatore. Qual è l’apporto che offre l’investigatore?

Beh, ad esempio in alcuni noti testi viene usata la generica e amata frase “la leggenda vuole che” oppure “i tarocchi sarebbero quindi nati…” per spostare la nascita dei Tarocchi in tempi e luoghi non documentati da nessuna fonte.

«Ma Andrea, lo storico lo capisce subito, l’investigatore a che mi serve?»

L’investigatore ti permette di indagare se si tratti soltanto di un mero errore fatto per ignoranza dell’autore o se in realtà sia una alterazione consapevole, fatta per costruire tutta una storia a partire da questo assunto errato.

Se un manuale costruisce una tesi su di un errore storico introdotto volutamente è a mio avviso molto grave, si chiama inganno.

Ottimo, siamo giunti a buon punto, ma non abbiamo ancora finito.

Cosa fai se trovi testi che reputi validi sia dal punto di vista pratico che storico e che non mostrano nemmeno particolari fallacie?

Per tuo sommo gaudio hai ancora un prode amico a disposizione. Lui di queste situazioni è uno specialista.

I consigli dell’amico investigatore in breve

  • Studia le argomentazioni fallaci in modo da riconoscere chi vuole intorarti quando lo incontri;
  • Scarta chi cerca di convincerti di una idea sfruttando gli errori della logica.

 

Continua Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 5 di 6

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