Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 5 di 6

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L’amico specialista

«La creatura vivente più debole, col concentrare i suoi sforzi su un singolo oggetto, può riuscire in qualcosa; laddove la più forte, col disperdere i propri su molte cose, può non realizzare nulla.»
Thomas Carlyle

«Un esperto è un uomo che ha fatto tutti gli errori che sia possibile compiere in un campo molto ristretto.»
Niels Bohr

Uno di quelli che pratica una sola arte, una sola attività sportiva o una sola passione, ma che in questa è un assoluto maestro. Ecco, lui è il tuo ultimo amico, lo specialista.

Dopo aver scartato manuali e corsi che non dimostrano una reale efficacia, che contengono contenuti inaccurati dal punto di vista storiografico oppure che nascondono argomentazioni fallaci, cos’altro ti resta da considerare?

La focalizzazione.

Il sentimento olistico dilagante non vede l’ora di farti mescolare tra loro tradizioni esoteriche un po’ a caso, mettere insieme di tutto un po’, farti fare una mescolanza superficiale e incoerente.

«Dai, mescoliamo i Tarocchi al reiki, alla fisica quantistica, all’I-Ching, alle rune, alle costellazioni familiari, alla medicina cinese…»

Ricordati però che i Tarocchi sono i Tarocchi, possiedono già la loro bella solida coerenza interna senza per forza doverla adattare farci entrare dentro tutte le altre filosofie a tutti i costi, se no diventa quella che io chiamo la cucina fusion dell’esoterismo.

Qui non si tratta però di fare un pasto creativo metà sushi e metà penne alla carbonara (che fa già impressione solo a pensarlo), ma di lavorare con allegorie secolari originate da una forma mentis che magari ha ben poco da spartire con alcune altre.

Queste mescolanze sono spesso esigenze di marketing. Cercano di proporre qualcosa di apparentemente innovativo ma fintamente antico per poterlo rendere appetibile sul mercato.

Vuoi una dimostrazione?

Prova a cercare in giro un corso di Tarocchi e leggi i nomi altisonanti che trovi. Riesci a scovarne qualcuno che non contenga un minestrone di parole?

Oramai quasi non si trova più il “corso di lettura dei Tarocchi” o il “corso di cartomanzia”. Si mescolano cose insieme per creare l’effetto novità, a discapito però di uno studio approfondito e coerente.

«Andrea, ma non sarai forse un po’ troppo tradizionalista?»

Può essere, ma la mia religione mi impedisce di consumare cibi quali la pizza con l’ananas, non so la tua. Scherzi a parte, per capire se un modello funziona davvero devi applicarlo nel modo in cui è stato inteso, il più fedelmente possibile alla tradizione dalla quale ha avuto origine, altrimenti non saprai mai cosa è efficace e cosa no. E questo vale per tutto, non solo per i Tarocchi.

Se decidi di dedicarti ad esempio ad una attività sportiva che pretende di unire contemporaneamente la maratona ed il lancio del peso, molto probabilmente otterrai come risultato quello di fare pena in entrambe le discipline. Non perché tu sia atleticamente scarso, sia chiaro, ma perché se per la maratona necessiti di un fisico esile e leggero, per il lancio del peso ti servono invece un sacco di peso e muscoli.
Praticarle insieme non ti renderebbe efficiente in nessuna delle due attività, correresti lento, per pochi chilometri e lanceresti il peso a una distanza ridicola.

Non sempre mescolare significa ampliare o migliorare.

Quasi ogni tradizione ha cercato di sovrapporre le proprie teorie ai significati dei Tarocchi. Così puoi trovare i Tarocchi dei celti, degli etruschi, egiziani, wiccan, con sopra stampate le lettere ebraiche, i segni zodiacali, le rune norrene, le festività pagane, gli indiani e via discorrendo.

«Ma questo che diamine c’entra con i Tarocchi e l’obiettivo che intendi perseguire?», ti domanderebbe l’amico specialista, lui che fa una cosa sola ma fatta come si deve.

Ad esempio, rune, draghi, gnomi, vampiri, Osho, fate e simili stanno ai Tarocchi quanto uno stambecco stia al mare, eppure trovi manuali e mazzi di carte che li mescolano senza un preciso criterio.

«Ma Andrea, i tarocchi zen di Osho sono fantastici e funzionano un botto!»

Non ne dubito, e va benissimo usarli, per carità, solo che non sono Tarocchi, sono un’altra cosa. Nessuno dice che il lancio del peso non sia una bella disciplina olimpica, solo non va confuso con la maratona.

Se vuoi imparare una cosa per bene scava il più possibile nelle sue origini e cerca di evitare le contaminazioni.

Resta focalizzato. Specializzati. Tieni sempre d’occhio il tuo bersaglio.

Perfetto, il primo punto del tuo specialistico amico l’hai smarcato, ma ne rimane un secondo.

Oggi è molto diffusa quella che io chiamo la sindrome della corsite. Si inizia a studiare un manuale/corso/metodo/mazzo di tarocchi e poi, senza nemmeno aver messo in pratica un centesimo di quanto appreso, si passa a qualche altro libro/corso/mazzo di carte.

Potrebbe sembrarti una pratica dettata dalla curiosità, ma nella stragrande maggioranza dei casi è un meccanismo generato dalla paura di faticare, di studiare seriamente, di scontrarsi con il mettersi in gioco sul serio.

La costanza è impegnativa. Così, non sentendoti ancora pronto per praticare, speri che il prossimo manuale appena uscito, il nuovo corso appena pubblicizzato non lontano da casa tua o quel mazzo di tarocchi rivoluzionario possano rappresentare per te finalmente la svolta.

Quante cose nella tua vita hai iniziato e non hai mai portato a termine?

«Ehm… Andrea…»

Sì, lo so che succede anche a te e che succede a tutti, a me un sacco di volte di certo. Ma se ogni volta che entri dentro ad una libreria esoterica o bazzichi sui negozi online ti lasci attrarre dalla prossima distrazione, difficilmente diventerai un serio cartomante, un esperto nella tua arte.

«Una cosa sola fatta bene!», ti grida il tuo amico specialista.

Se l’amico pratico ti chiede di capire per quale motivo tu voglia imparare i tarocchi, l’amico specialista ti chiede di avere costanza nel perseguire tale scopo.

Come farai a fare letture solide e coerenti se durante uno stesso consulto ti trovi ad attribuire alla carta del Bagatto il significato dato dalla cabala ermetica, alla Ruota della Fortuna dai la descrizione trovata in un mazzo wiccan e nel arcano del Mondo ci rivedi la Maddalena?

Lo capisci già da te che non sarà più una lettura di tarocchi ma la brutta copia di Arlecchino.

Lo specialista ti consiglia di valutare, tra le tante opzioni, quale manuale/corso/scuola di pensiero adottare verso i tarocchi e poi di concentrare tutte le tue forze, il tuo studio e le tue prove pratiche su quest’unica via, evitando le inutili distrazioni, almeno fino a quando non l’avrai padroneggiata per bene.

Certo, questa strada l’avrai scelta grazie agli altri tre amici e limitando così gli errori, ma una volta presa la tua decisione rimani focalizzato evitando le contaminazioni.

Ascolta l’amico che sa fare solo quello, ma che in quello è un maestro indiscusso.

Altrimenti ti troverai come quei due cartomanti che si scannavano su quale metodo fosse migliore senza però averlo mai praticato davvero.

Ogni cosa può certamente arricchire la tua mente e il tuo spirito creando nuovi punti di collegamento e nuove connessioni, ma ricordati una cosa: fare tutto equivale a fare in modo mediocre, i migliori in qualunque disciplina (che si chiama disciplina appunto, non pigrizia) sono quelli che si sono concentrati su una cosa sola fino alla perfezione.

«Questo è coerente con la tua arte o ti distrae solo dal tuo obiettivo?», ti sussurra l’amico specialista.

Nella maggior parte dei casi ti troverai a riporre libri e mazzi di tarocchi nuovamente sullo scaffale. Soldi e tempo risparmiati, garantito.

Bene, e anche l’ultimo dei quattro amici lo hai incontrato. Ma come dialogare con questo allegro gruppetto per scegliere un mazzo di tarocchi? E in che modo quel giorno, in quella libreria con la mia amica, avvenne la nostra invisibile chiacchierata?

Non ti resta che scoprirlo nel prossimi capitoli.

I consigli dell’amico specialista in breve

  • Scarta i testi che mescolano troppe discipline insieme o che combinano cose non c’entrano nulla con i tarocchi;
  • Dopo aver scelto un approccio, persevera con dedizione senza farti continuamente distrarre.

 

Continua Tarocchi: scegliere cosa studiare senza buttare tempo e denaro – Parte 6 di 6

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