5 errori da evitare quando mi chiedi di interpretare la tua stesa di Tarocchi

Ciao mio caro folle vagabondo.

«Ho fatto una stesa, mi sono uscite queste carte, tu come le interpreti?»

Non è raro che io riceva richieste del genere.
Solitamente la mia risposta, sufficientemente articolata, spiega i motivi del perché semplicemente io non possa fare un consulto in questo modo e ci tengo a spiegartene i motivi. Non si tratta di indisponibilità, è proprio che non funziona così.

Punto primo, la domanda

Innanzi tutto, come posso interpretare delle carte e calarle in un contesto se non ho la benché minima idea di che cosa hai chiesto?

Qual è la domanda, precisa e dettagliata, che hai fatto alle carte?

Se non sai come formulare bene la tua domanda, ti consiglio di leggere l’articolo Smettila di fare domande poco smart!

Punto secondo, la stesa

La maggior parte delle volte che mi viene poi detta la domanda posta scopro che:

  1. La domanda non è ben formulata.
  2. La stesa utilizzata non è adatta a quella domanda (se fai una stesa di consiglio non puoi ottenere una previsione e viceversa).

Se domando alla persona che mi ha chiesto l’interpretazione «come mai hai scelto una stesa passato / presente / futuro per una domanda che vuole ottenere un consiglio?» solitamente mi viene risposto:

«Perché conosco solo questa.»

Caro mio, non è una motivazione valida. Sarebbe come dire che per andare dalla Liguria alla Sardegna tu prendi la bicicletta perché non sai prendere la nave. Ti risulta una saggia decisione?

In questo caso, o cambi la domanda oppure olio di gomito e impari una nuova stesa, altrimenti non c’è interpretazione sensata che tu possa fare.

Ammettiamo ora che tu abbia fatto tutto per bene, domanda chiara e stesa adatta. Hai optato, che ne so, per una stesa a sette carte disposte a forma di ippopotamo, molto bene. Mi mandi la foto. Benissimo. Ma io non conosco tutte le stese di questo mondo.

Se non mi dici cosa rappresenta ognuna delle carte della stesa, come posso interpretarle?

Se mandi una stesa a qualcun altro ricordati di spiegargliela.

Punto terzo, qual è la tua interpretazione?

Hai una domanda ben formulata e hai scelto una stesa coerente con la domanda, ma nell’interpretare hai incontrato delle difficoltà. Nulla di male, capita a tutti, anche io ancora oggi a volte faccio difficoltà con alcune interpretazioni.
Se proprio non riesci a venirne a capo, anche leggendo i miei articoli, tanto da scrivermi per avere una mano, quello che io posso fare è aiutarti correggere il tiro.

Magari posso darti uno spunto su una carta che non ti è chiara, ma tu che interpretazione hai dato alla tua stesa?

Se non mi dici qual è la cosa che ti mette in difficoltà, e soprattuto come tu stia ragionando sulla stesa, che consigli posso darti per aprirti nuove prospettive o per aiutarti a correggere il tiro?

Punto quarto, io non ero lì

Il risultato finale di una stesa è una sequenza di carte.

«Andrea, è uscito questo!», solitamente con fotografia della stesa annessa o elenco delle carte estratte. Uhm.

A questo punto, forse, posso darti qualche consiglio didattico, ma l’interpretazione non sarebbe comunque da considerare veritiera. Io non ho la minima idea se il tuo stato mentale durante la generazione della stessa fosse corretto, non so come hai mescolato le carte, come le hai tagliate, in che ordine le hai estratte ed una infinità di altri dettagli importanti.

Non posso dare un responso attendibile su una stesa generata da qualcun altro, soprattutto se non ho la minima idea di come questo processo di creazione sia stato svolto. O mi descrivi tutto il processo in ogni dettaglio oppure ti posso solo dare qualche spunto ma nessun responso attendibile.

Punto quinto, un consiglio è una cosa, un consulto gratuito un’altra

Vedi anche il dizionario alla voce «guarda che non sono scemo».

Casualmente, ma proprio casualmente, la maggior parte delle richieste che non rispettano nessuno dei punti sopra esposti mi giunge da persone che non hanno mai messo un like, un commento o fatto una qualsivoglia interazione con me prima d’ora. Per un motivo molto semplice, per carità, banale se vuoi: sono arrivati sul mio blog da cinque minuti netti.

Mi bastano un paio di domande per scoprire che:

  1. Non hanno la minima idea di chi io sia.
  2. Non hanno la minima idea di quale sia il mio approccio verso i Tarocchi.
  3. Non hanno letto un solo mio articolo o tentato in qualsivoglia modo di farcela da soli prima di cercare di rubare il tempo di qualcun altro.

Parliamoci chiaro, non vuoi un consiglio, vuoi un consulto gratuito. Sei appena capitato sulla pagina dell’ennesimo cartomante che hai trovato online e al quale vuoi chiedere una interpretazione sperando magari che ti dia una risposta diversa da quella che ti ha dato il cartomante precedente.

Se pensi che io non ci sia arrivato sappi che insulti la mia intelligenza, tanto per cominciare. Prima di te lo hanno già fatto in molti.

In secondo luogo, Il Viaggio del Matto vuole essere un aiuto lungo il cammino, un cartello di indicazioni.
Non camminerò al posto tuo, il cammino è tuo e tuo soltanto.

In conclusione

Caro mio folle vagabondo, sei su un sentiero. Non cercare scorciatorie, ti perdi la meraviglia del viaggio.

Cerca, studia, indaga, mettiti alla prova, sperimenta da solo prima di cercare una soluzione facile.

Se poi proprio non ne vieni a capo e non sai come proseguire per attraversare il bosco, credimi, sono qui, pronto a suggerirti una strada nascosta tra le fronde.

Ma ricordati, questo sentiero è impervio, richiede fiato e gambe buone. E queste qualità non posso dartele io, devi arrivarci preparato.

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: i Tarocchi come si leggono?

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