Il grave errore di non cogliere le sfumature tra le carte

Mio caro folle vagabondo,
oggi vorrei parlarti di una cosa che farà tutta la differenza del mondo nella tua interpretazione dei Tarocchi.

Ci ho messo anni a capirne l’importanza, ma coglierla mi ha permesso una comprensione delle carte molto più profonda e chirurgica.

Le mie letture sono diventate immensamente più accurate e precise da allora.

Laddove i significati dei Trionfi si sovrapponevano ora invece rivelano dettagli che prima mi era impossibile scorgere, differenze abissali e chiarissime dove invece prima non c’era altro che un vago presentimento.

Sto parlando delle Sfumature.

Spesso attribuiamo alle carte dei Tarocchi delle parole chiave che mandiamo a memoria. Non è raro però che due o più carte abbiano in comune alcune delle loro parole. Questo porta a un errore molto comune, quello di pensare che parole identiche significhino identici significati, senza capire davvero l’angolazione e la sfumatura peculiare di ognuna delle allegorie.

Se impari a trascendere le parole per giungere alla sfera di significati ti si apre un universo, un fulmine a ciel sereno che ti illuminerà sul fatto che le stesse identiche parole possano avere un punto di vista completamente diverso tra di loro.

Ma come amo fare, andiamo per esempi.

Ad esempio, il punto di riferimento

Se io ti chiedessi quale carta dei Tarocchi meglio rappresenta il concetto di «punto di riferimento», quale sarebbe la tua risposta?

Ho fatto la stessa domanda a diversi cartomanti ricevendo risposte totalmente divergenti. Te ne elenco alcune, chissà che una di esse non coincida con la tua risposta che daresti tu.

  • L’Imperatore
  • Il Papa
  • La Papessa
  • La Luna
  • La Stella

Un solo significato, così tante risposte diverse, non trovi?

Tra queste carte c’è anche la tua risposta?

Ma soprattutto, qual è la risposta giusta? Semplicemente tutte quante.

«Andrea, ma come tutte! Allora una vale l’altra in una stesa?»

Assolutamente no, sono diversissime.

«Andrea, mi prendi in giro? Hai appena detto che tutte rappresentano un punto di riferimento, scusa!»

Sì, solo che ognuna di queste carte indica sì un punto di riferimento, ma in un senso profondamente diverso rispetto alle altre. Questione di sfumature, piccole, gigantesche sfumature.

Se tu impari a memoria che una certa carta possa voler dire anche “punto di riferimento”, ma senza sforzarti di capire in quale senso questo venga inteso, farai confusione tra le carte e interpretazioni sballate.

Il concetto di sfumatura

Per spiegarti questo concetto cruciale ti racconto alcuni dettagli delle carte elencate prima e ti racconto come mai esse possano indicare il fatto di essere anche intese come un punto di riferimento.

L’Imperatore

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L’Imperatore, ad esempio, è un punto di riferimento in quanto ruolo di comando. In una classe di alunni l’insegnante è di certo un punto di riferimento in quanto colui che è nel ruolo di comandare, quindi se un alunno dovesse chiedere il permesso per fare o dire qualcosa ecco che l’imperatore rappresenterebbe il punto di riferimento a cui chiedere.

Se tu fondassi una associazione culturale e ne fossi il presidente ed un socio volesse proporre una idea al direttivo tu in quel caso saresti il suo punto di riferimento in quanto ruolo di presidente dell’associazione. Nel caso dell’imperatore, la sfumatura ha a che fare con il ruolo, non con quanto quella persona ti reputi necessariamente di valore come persona né perché voglia averti come punto di riferimento nella sua vita.

Il Papa

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Il Papa è un punto di riferimento in quanto mentore, in quanto il massimo esponente in merito a ciò in cui crediamo e sentiamo. Se in una azienda ad esempio il titolare rappresenta un ruolo, ossia l’imperatore, il papa potrebbe essere invece un collega che nel suo campo è il massimo esperto, lo senti come una figura di riferimento in quanto saggio mentore, mentre magari il titolare potresti non sopportarlo o reputarlo un totale incompetente.

C’è una differenza enorme tra essere un riferimento di ruolo ed essere invece un riferimento in quanto guida. Il papa è colui che divulga ed esprime al massimo grado ciò in cui crede.

La Papessa

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La Papessa rappresenta la fede, ciò in cui credi. Essa è dunque sì un punto di riferimento, ma è un riferimento interiore, un punto saldo delle tue convinzioni e delle tue credenze, è il tuo faro quando intorno tutto il resto si fa confuso.

Se Il papa è colui che rappresenta il mentore esprimendo e divulgando la sua fede, la papessa è la fede stessa, non risiede in ruoli o rappresentanti. La fede è qualcosa di interiore e silenzioso.

La Luna

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La Luna è un punto di riferimento lungo il proprio cammino, in quanto essa era considerata il faro dei naviganti. Non ha a che fare tanto con ruoli, credenze o insegnamenti, ma piuttosto con l’essere il faro che indica la rotta verso casa.

La luna può rappresentare un punto di riferimento in merito ad un proprio obiettivo per esempio, qualcosa che ci indica, in qualche modo, la direzione da intraprendere per giungere alla destinazione che vogliamo.

Se la papessa è ciò in cui crediamo, la luna ci indica la via per camminare sulla strada della nostra fede. Nuovamente sfumature, ma sfumature giganti.

La Stella

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La Stella simboleggia, tra le altre cose, l’anima che discende sulla terra, il motivo stesso per cui l’anima si è incarnata. Può rappresentare un punto di riferimento in quanto è un volgersi al cielo per trovare la propria vocazione o missione.

Sebbene possa sembrare simile alla luna, c’è ampia differenza tra il punto al quale noi desideriamo arrivare ed invece il nostro vero sogno dell’anima. La luna ci indica la strada, ma non necessariamente la meta che vogliamo è anche il cammino che siamo tenuti a compiere.

La stella rappresenta qualcosa di più grande, ciò che è davvero importante. È in questo che essa ci fa da punto di riferimento. Non a caso quando gli uomini si sentono persi alzano gli occhi verso il cielo in cerca di risposte.

In conclusione

Hai dunque visto come il concetto di punto di riferimento possa rappresentare cose totalmente diverse, nonostante siano racchiudibili con le stesse parole. Queste sottili sfumature fanno però tutta la differenza del mondo.

Ovviamente le carte di cui ho parlato racchiudono centinaia di altri significati, così come immensi sono i contenuti simbolici di tutti gli altri Trionfi.

L’interpretazione delle carte è frutto di una comprensione profonda della prospettiva che ogni carta assume all’interno di uno specifico constesto.

Le stesse parole in contesti diversi e in diverse allegorie assumono a loro volta diversi significati.

Di una carta non devi imparare soltanto parole a memoria, ma devi respirarne la sua profonda sfera di significati allegorici e archetipici. Se ti fermi alla superficie, alle parole, attribuirai concetti sbagliati alle tue interpretazioni soltanto per il fatto che alcune carte ricordano parole simili o identiche.

La Ruota della Fortuna può voler dire cambiamento, ma è un cambiamento totalmente lontano da quello della Morte, così come la saggezza dell’Eremita è molto diversa da quella del Papa. Sia la Temperanza che la Stella possono parlarti di armonia, ma sono lo stesso tipo di armonia? Certamente no.

Ogni carta è unica, così come ogni sua parola che la descrive. Seppur identica a quella di altre carte, ogni parola ha la sua unicità nella sfumatura con la quale essa è intesa dalle allegorie.

Se impari ad osservare da vicino, scoprirai che ciò che prima appariva quasi sovrapposto si rivelerà in realtà ad un universo di distanza.

Chissà se in questo articolo io sia stato per te un punto di riferimento, e chissà quale dei Trionfi saprebbe meglio raccontarcelo.

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

 

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: i Tarocchi tra Ragione e Sentimento

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