Il libretto incluso nei Tarocchi è ottimo, se ti balla una sedia

Caro mio folle vagabondo,
eh sì, io la penso proprio così, che il librettino incluso nei mazzi di Tarocchi serva solo se la tua sedia ha una gamba gigia e ti serva quindi uno spessore da piazzarci sotto per renderla più stabilmente confortevole.

No, non ho qualche sentimento particolare di risentimento verso i contenuti dei libretti, è solo che ritengo didatticamente impossibile apprendere i significati delle carte attraverso questa modalità.

«Andrea, mi spieghi come mai? Io non lo trovo tanto tremendo.»

Uhm, e tu riesci a ricordarti tutti i significati e a collegarli fluidamente tra di loro durante un consulto?

«Ehm, veramente…»

Ecco, è questo il punto. Ma non è certo colpa tua, è proprio che studiando in questo modo non è possibile imparare a farlo.

«E perchè?»

Ora te lo spiego.

Parole, parole, parole

Così cantava Mina in una famosa canzone. Se prendi un libretto allegato a qualche mazzo di Tarocchi e vai al significato di uno degli arcani vedrai spiattellata banalmente una sequenza di parole chiave da mandare a memoria, tipo…

«17. LA STELLA – Perdita, furto, privazione, abbandono; speranza e prospettive lusinghiere. Capovolta: arroganza, alterigia, impotenza.»

Ora, a parte che su queste parole associate all’arcano XVII ci sarebbe anche da disquisire, il punto è un altro.

Il punto qui è che il solo modo di impararle sarebbe di mandarle a memoria tutte quante. Una decina di parole per carta. Se tu volessi fermarti ai soli arcani maggiori dovresti memorizzare più di duecento parole, ricordandoti anche quali valgono al dritto e quali invece al rovescio. In pratica io ti troverei tra due secoli ancora lì seduto con il libretto in mano a dire parole in stile rosario.

«Andrea, che immagine molto poco attraente…»

Ma vero? E pensa che bello, quando finalmente le avrai memorizzate tutte scoprirai che non saprai interpretarle lo stesso, per il semplice fatto che non avrai idea di come debbano essere contestualizzate.

Memorizzare parole senza contesto non ha alcun valore, sarebbe come memorizzare la parola “casa” senza sapere se si intenda un edificio o la sensazione di appartenenza del sentirsi a casa, come qualcosa di familiare.

«Cavoli, è vero!»

Oh, aspetta che non è mica finita qui, ora arriva il bello. Le parole chiave vengono dedotte dalla sfera di significati di una allegoria, dai simboli, dagli archetipi, dalle metafore che ne scaturiscono. Si passa dal significato alle parole chiave, ma è il significato che devi imparare e ricordare. Le parole chiave, se hai compreso il senso, ti arriveranno di volta in volta senza doverle ricordare. Ma in un libretto cosa trovi?

«9. L’EREMITA – Prudenza, discernimento; anche tradimento, eccetera, eccetera…»

Tradimento, uhm. Come mai l’eremita può voler dire tradimento secondo questo libretto? Non puoi saperlo, non c’è scritto.

E prudenza? Idem con patate, puoi solo prendere queste parole per buone, senza comprenderle. Senza sapere perché.

E queste parole da quale tradizione o corrente di pensiero derivano? Non lo puoi sapere, non c’è scritto neppure questo.

Come potresti mai riuscire a interpretare una sequenza di carte senza capirne il senso profondo e senza avere la minima idea del perchè siano associate a certe parole, senza sapere come diamine quelle parole debbano essere calate in un contesto?

Sarebbe come imparare a parlare una lingua straniera semplicemente ripetendo le parole così come le hai sentite pronunciare, ma senza avere la minima idea di quale sia il soggetto e quale il verbo o cosa cavolo quelle parole vogliano dire nella tua lingua.

«Andrea, io in realtà mi sentivo stupido perché non riuscivo a ricordarmi le parole e a capire come andassero interpretate…»

No, non è colpa tua. Semplicemente con questo sistema non è possibile farci un bel tubo. Ah, no, aspetta, che mi balla una sedia. Perfetto, ora sì che sta bella ferma.

Se vuoi sul serio metterti a leggere i Tarocchi, che sia per te stesso o per gli altri, allora devi renderti conto che “comprendere” le carte è un punto cruciale.
Anzi, comprendere è il punto chiave di tutto.

Comprendere come i Tarocchi funzionino, come le carte collaborino, come i significati si mescolino e si espandano all’infinito. Non troverai mai la lista di parole perfetta per il semplice fatto che questa lista non esiste.

Hanno scritto infinite poesie sull’amore senza mai scriverci dentro la parola “amore”. E infinite altre ne scriveranno. Il sentire ha universi di parole e di significati.

Se invece di comprendere e di sperimentare l’amore tu l’unica cosa che ti limiti a fare è quella di cercare di scoprire che amore si scriva “amore” allora non ci sarà poesia che saprai mai leggere o scrivere per davvero.

Ecco, prendi il libretto dei Tarocchi. Piazzalo sotto la gamba sbilenca della sedia.
E ora vai a fare l’amore con le carte.

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

 

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Grazie di Cuore.

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