I Narratori e i Traghettatori, i due sentieri della Cartomanzia

Mio caro folle vagabondo,

la divinazione attraverso i Tarocchi non è una meta alla quale si giunge necessariamente tramite un unico sentiero: ne esistono almeno due.

Ah, facciamo una dovuta premessa: con il termine “divinazione” attraverso i Tarocchi  io intendo, in questo contesto, l’azione di consultare le carte, includendo sia la pratica della cartomanzia che della tarologia.

Lo so, i tarologi avrebbero da ridire, ma io la vedo così: nel momento in cui si ottiene una informazione in merito a ciò che prima non si conosceva/comprendeva/ricordava (e non accessibile altrimenti), allora tale attività è (per me) una forma di comunicazione con il divino, indistintamente dal fatto che il contenuto della comunicazione si riferisca al futuro, al passato o al presente.

Se ammetto che le carte non escono a caso, ma che ci sia una coscienza che le guida (intelligenza, entità, Sé superiore, inconscio collettivo o qualunque altro nome gli si voglia dare), allora questa è una forma di divinazione, ovvero è un atto ispirato dalla divinità.

Quindi i tarologi mi perdonino, ma userò questo termine anche in riferimento al loro approccio, intendendo con divinazione tutto ciò che concerne il conoscere attraverso le carte.

Conclusa la premessa, torniamo a noi.

Due sentieri, ti dicevo, io li chiamo il Sentiero dei Narratori ed il Sentiero dei Traghettatori.

Il cartomante, imboccando uno dei due sentieri, incontrerà sempre le carte dei Tarocchi, ma con delle differenze sostanziali:

  • nel primo caso, i Tarocchi saranno dei narratori (racconteranno al cartomante una storia). La risposta alla domanda si troverà nelle carte;
  • nel secondo caso, i Tarocchi saranno dei traghettatori (trasporteranno il cartomante in un altro luogo, dal quale egli potrà ricevere la risposta). La risposta non sarà contenuta nelle carte, ma nel luogo in cui le carte avranno traghettato il cartomante.

Complicato? Provo spiegartelo in modo più chiaro.

Il Sentiero dei Narratori

Il Sentiero dei Narratori è, in genere, il sentiero più classico.
È anche il sentiero che io tratto sulla mia pagina, sebbene io li abbia percorsi entrambi.

Imboccare il Sentiero dei Narratori significa considerare una stesa di Tarocchi come a una storia scritta e che noi leggiamo, parola dopo parola.

Il cartomante che interroga le carte è come un divulgatore che apre un libro a una certa pagina: legge, ad alta voce, la storia che vi trova scritta. Come Vittorio Gassman che recita la Divina Commedia, ma non vi aggiunge parole sue.

In questo caso, il tuo ruolo (in qualità di cartomante) è quello di tradurre ciò che i narratori (i Tarocchi) vogliono raccontare.

Questo sentiero richiede di imparare la lingua dei Tarocchi: le loro allegorie, i loro simboli, la loro grammatica.

In pratica il tuo ruolo su questo sentiero è essere un bravo traduttore e oratore.

Come ogni lingua che si rispetti, per essere imparata richiede studio, metodo, pratica, esperienza.

«Andrea, e l’intuito dove lo mettiamo?»

L’intuito permette di cogliere delle sfumature aggiuntive, ma la storia narrata è sempre e comunque frutto delle carte (i narratori), e di una solida struttura narrativa: la storia non è frutto del cartomante, il cartomante la legge soltanto.

Se le carte, in qualita di narratrici, dicono «c’era una volta una casa nel bosco» tu non può tradurle «domani cadrà la pentola dal frigo», per intenderci.

Può sembrare ironico ma, credimi, in questo sentiero è facilissimo sbagliare a tradurre.

L’intuito, in questo sentiero, può suggerirti che “la casa nel bosco” è un posto sicuro oppure pericoloso, o che quella casa nel bosco, nella domanda specifica del consultante, indica una particolare situazione. Ma resta il fatto che non è una pentola che cade dal frigo.

Per evitare di fraintendere i narratori (le carte dei Tarocchi) è fondamentale conoscere in modo approfondito la lingua che parlano e il loro modo di esprimersi.

Questo approccio, sebbene ti possa sembrare impegnativo, ti permette di fare letture maggiormente oggettive poiché la componente in cui ci puoi metterci del tuo (edulcorando la narrazione) è ben controllata da una solida grammatica.

Il Sentiero dei Traghettatori

Il Sentiero dei Traghettatori, all’opposto del Sentiero dei Narratori, non considera le carte dei Tarocchi come frasi che raccontano la risposta (una narrazione), ma considera le carte come un ponte per attraversare un fiume.

Immagina il buon Caronte che traghetta le anime dei morti.

Questo traghettatore (il Tarocco) permette di passare dalla sponda di uno stato di coscienza alla sponda di un altro.

In pratica, i Tarocchi diventano uno strumento per ‘viaggiare’.

Una volta che i traghettatori (le carte dei Tarocchi) avranno trasportato il cartomante dall’altro lato del fiume, il cartomante si troverà in un luogo in cui sarà in grado di ricevere (canalizzare) le risposte.

Questo sentiero usa i Tarocchi come uno strumento per elicitare la mente, permettendole di navigare in altri stati di coscienza.

Al pari di alcuni sciamani che fanno uso di piante psicotrope per compiere i loro viaggi, allo stesso modo alcuni cartomanti utilizzano i simboli dei Tarocchi come sostanze eccitanti.

In questo sentiero non sono le carte a contenere la risposta: le carte si limitano ad accompagnare il cartomante (traghettandolo) oltre il fiume.

Sull’altra sponda, il cartomante si troverà in un luogo dove potrà ricevedere le informazioni.

In questo sentiero, il significato letterale di ogni carta non è ciò che conta maggiormente. La funzione dei Tarocchi non sarà quella di parlare, ma di trasportare.

Questo sentiero, seppur più intrigante, fluido e misterioso, porta con sé ostacoli e pericoli da non sottovalutare. Uno su tutti quello di rendere labile il confine tra ciò che è frutto della canalizzazione e ciò che è semplicemente frutto della propria fantasia (ombre, illusioni, proiezioni).

È un sentiero (a mia opinione, si intende) che è saggio percorrere soltanto a valle di un solido percorso personale.

Se il cartomante non è ben consapevole delle proprie proiezioni rischia di auto-ingannarsi, rispondendo al consulto con narrazioni del tutto personali.

Questo discorso vale anche per il Sentiero dei Narratori, sia ben chiaro: un cartomante deve sempre compiere un solido percorso personale prima di mettersi al servizio degli altri.

Però, dalla sua, il Sentiero dei Narratori ha il vantaggio di appoggiarsi ad una grammatica dentro alla quale muoversi, limitando la possibilità di prendere la tangente sconfinando in narrazioni del tutto arbitrarie e soggettive.

Questi confini, nel Sentiero dei Traghettatori, sono invece del tutto sfumati e scivolosi.

Sul sentiero dei Sentieri

Quale sentiero è il migliore? Nessuno ed entrambi: sono semplicemente due approcci del diversi.

Puoi usare i Tarocchi attribuendo loro la funzione di narratori, così come puoi utilizzarli in qualità di traghettatori.
Puoi anche decidere di sperimentare entrambi i sentieri.

La cosa fondamentale è che tu sappia sempre in quale sentiero ti trovi.

Un’altra cosa importante da sapere, mio caro vagabondo, è che questi due sentieri, molto spesso, richiedono mazzi di Tarocchi differenti.
Un mazzo con allegorie chiare e fedeli alle origini (e quindi ottime narratrici) potrebbe non necessariamente essere adatto per far viaggiare la tua mente e traghettarla altrove.
Allo stesso modo, un mazzo favolosamente evocativo potrebbe essere pessimo in termini di traducibilità narrativa.

Io, in questo luogo, tratto principalmente il Sentiero del Narratori (sebbene in alcuni periodi o situazioni io utilizzi anche l’altro sentiero).

Ovviamente, scegli il sentiero che più ti risuona.
L’importante non è il sentiero, ma dove ti porta.

Un abbraccio caldo e pieno,
Andrea

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Grazie di Cuore.

Leggi anche: i Tarocchi sono soltanto uno strumento all’interno di un labirinto

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