Mi dispiace, il sentiero si separa

Ciao, mio folle vagabondo,

mi dispiace ma ho deciso di chiudere il progetto “Il Viaggio del Matto”.
Se mi segui da un po’ probabilmente sarai dispiaciuto o ti chiederai quantomeno quali siano le ragioni di questa strana – ma non improvvisa – decisione.

Il mio ultimo articolo risale al duemilaventuno e il penultimo al duemilaventi per cui la mia assenza su queste pagine non è una novità, ma forse è stata vista come una lunga pausa in attesa di un ritorno. Forse anche io pensavo che lo fosse, ma è giunto il momento di tagliare questo ramo.

Magari ti sei sentito tradito dal mio improvviso silenzio durato anni, soprattutto dopo tanta presenza, impegno, costanza, altruismo, ironia e cura. Eppure ne avevo bisogno.

Quali sono state le ragioni? Penso tu abbia il diritto a una spiegazione.

La pandemia globale mi ha portato a riflettere molto, non solo sulle questioni medico-sanitarie ma soprattutto sulle dinamiche sociali.

Il mondo si è lettalmente spaccato in due: da un lato persone che hanno iniziato a credere a ogni sorta di complotto alimentato da bufale, menzogne e inesattezze scientifiche o storiche, dall’altro persone con metodo critico basato su fonti, dati scientifici, fiducia totale negli esperti, ma spesso non distanti da una fede cieca.

Tra queste due fazioni è nata una guerra, il classico Noi versus Loro. Ho potuto assistere a questa dinamica anche attraverso interazioni tra le persone che seguono il mio blog o la mia pagina.

Se hai letto i miei articoli in merito alla storia dei tarocchi sai quanto le fonti siano importanti per me.

Da un lato, vedere il mondo in balìa di una totale assenza di capacità di documentarsi su dati e su fonti attendibili mi ha destabilizzato. Dall’altro lato ho immaginato la fazione Fede nella Scienza contestarmi: «Andrea, insegni cartomanzia! Non ha alcuna base scientifica, ma da che pulpito parli di documentarsi con metodo critico?»

Touché.

Nel frattempo il bisogno di certezze, la paura dilagante e i disagi sociali e psicologici del mondo (o almeno per quel che ho visto nel nostro paese) sono man mano aumentati.

È proprio nei momenti di maggiore paura ed incertezza che emerge perentorio un irrazionale bisogno di credere in qualunque qualcosa: la richiesta spasmodica di consulti, la ricomparsa di truffatori del settore, di pubblicità di cartomanzia online o telefonica di bassa lega sono spuntati come funghi.

In quel momento ho scelto, per mia etica personale, di togliermi da un ingranaggio a mio avviso malsano. Di non alimentare il mondo esoterico e cartomantico dove tanta gente si stava fiondando a occhi chiusi, chi per cercare speranza e sicurezza, chi per fare la guerra al metodo critico.

In che modo avrei potuto dormire sereno alimentando questo delirio collettivo? Anche se con buone intenzioni, avrei alimentato una o l’altra fazione, in una guerra che non sentivo mia.

Ho sentito, dopo tanti anni, i Tarocchi non risuonarmi più: come una relazione durata anni con una persona dove ci si è dati tutto ciò che ci si poteva dare, ma che non aggiunge più. Ho scelto di lasciarli andare.

Non è stata una scelta facile, i sensi di colpa e i dilemmi morali sono stati all’ordine del giorno per molto tempo. Ma, come mi ha detto una persona saggia, «anche il Papa ogni tanto si interroga sull’esistenza di Dio.»

Sento che i Tarocchi non sono (in questa fase del mio cammino) la mia strada. In che modo potrei insegnare qualcosa che non sento più risuonare?

Lo sai, sono sempre stato schietto e sincero, e anche questa lettera vuole esserlo: perseguire questo progetto non mi fa sentire in pace con me stesso.

Ti ho accompagnato lungo il sentiero fino a quando ho potuto e creduto. E ci ho creduto, credimi. Ma è giunto il momento di separarci.

Che il bivio è arrivato, e le strade divergono.

Appena scadrà il dominio internet, non lo rinnoverò. Prossimamente chiuderò il blog, la pagina facebook e l’account instagram.

No, non è un gesto facile te lo assicuro, proprio come non lo è interrompere una lunga relazione d’Amore (e credimi li ho amati tanto i Tarocchi, mi hanno cambiato la vita in molti modi), ma sento di dover seguire il mio Cuore.

Ti auguro buon viaggio, mio folle vagabondo, ovunque esso ti porti.
È stato un onore camminare insieme a te.


Un abbraccio caldo e pieno (più lungo del solito e con gli occhi lucidi, questa volta),

Andrea

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