
XVII — LA STELLA
L'Orientamento
La Stella appare quando, in uno spazio diventato abbastanza aperto, esiste ancora qualcosa verso cui poter guardare.
Non promette che quella direzione porterà alla meta.
Offre un riferimento.
Può essere un elemento affidabile della situazione, qualcosa che ha dimostrato sufficiente consistenza, un criterio che permette di orientarsi quando non conosciamo ancora il risultato.
La Stella non elimina l'incertezza. Ci insegna che non conoscere la destinazione non significa necessariamente essere privi di orientamento.
È questa la sua particolare forma di speranza.
Non l'ottimismo che assicura che tutto andrà bene. Non una previsione favorevole travestita da fiducia. E neppure la convinzione che desiderare intensamente una meta renda più probabile raggiungerla.
La Stella cerca qualcosa di più concreto: un punto che possa essere utilizzato per non procedere completamente alla cieca.
Per questo può essere quieta senza essere consolatoria.
Se trova un riferimento, lo mostra. Se non esiste nella scena, non inventa una stella soltanto perché sarebbe rassicurante averne una.
Ed è qui che si distingue magnificamente dalla Luna e dal Sole.
La Luna incontra un segnale il cui significato rimane ambiguo. La Stella trova qualcosa di sufficientemente affidabile da poter orientare. Il Sole, invece, illumina ciò che è ormai abbastanza manifesto da non richiedere più supposizioni.
Sono tre modi completamente diversi di stare davanti alla luce.
Quando si presenta rovesciata, il riferimento può essere ignorato, perduto o idealizzato. Oppure possiamo cercarlo disperatamente proprio dove la realtà non ce ne offre uno abbastanza affidabile.
Ma la Stella non pretende mai di conoscere l'arrivo.
Le basta poter dire:
da qui puoi orientarti.
La sua voce
«Non posso prometterti dove arriverai. Posso però mostrarti qualcosa che, qui e adesso, è abbastanza reale da aiutarti a scegliere una direzione. Non è una destinazione. È un punto con cui non perdere l'orientamento.»