
0 — IL MATTO
L'Inizio
Il Matto arriva davanti a una soglia.
Non sa ancora che cosa troverà dall'altra parte e non finge di saperlo.
È questa, forse, la prima cosa che bisogna conoscere di lui: il Matto non possiede il futuro. Possiede la disponibilità a incontrare qualcosa che non può essere conosciuto completamente prima di averlo vissuto.
Per questo è curioso, mobile, aperto. Ma non è irresponsabile.
Prima di compiere il passo distingue con attenzione due territori: ciò che sarebbe già possibile sapere e ciò che, invece, nessuna riflessione potrà rivelare finché l'esperienza non sarà cominciata.
È una distinzione decisiva.
Perché esistono rischi che devono essere valutati prima di partire, informazioni che possono essere cercate, condizioni che possono essere verificate. Il fatto che una parte del cammino sia sconosciuta non rende irrilevante ciò che è già conoscibile.
Ma esiste anche un momento nel quale continuare a chiedere garanzie significa pretendere dall'esperienza una risposta che può dare soltanto dopo essere iniziata.
È lì che il Matto si avvicina alla soglia.
Non dice che il passo sia giusto. Non promette un esito favorevole. Non sostiene che ogni possibilità meriti di essere esplorata.
Domanda qualcosa di molto più sottile:
«Hai già saputo tutto ciò che potevi sapere restando qui?»
È qui che si distingue dal Mago e dal Carro. Il Mago guarda gli strumenti disponibili e verifica che cosa rendano possibile. Il Carro cerca una direzione che le forze presenti possano sostenere. Il Matto viene prima di entrambi: abita quel momento particolare nel quale esiste un primo passo, ma una parte della conoscenza nascerà soltanto compiendolo.
Quando si presenta rovesciato, continua a parlare dell'inizio, ma il rapporto con la soglia si altera. Può esserci esitazione davanti a ciò che non può essere garantito, oppure l'estremo opposto: un impulso che scambia l'assenza di certezza per assenza di rischio. Può disperdersi fra possibilità continuamente nuove o rifiutare l'esperienza perché pretende di conoscerne anticipatamente l'esito.
Ma il Matto rimane sempre davanti allo stesso confine:
ciò che puoi sapere prima di vivere e ciò che potrai conoscere soltanto vivendo.
La sua voce
«Non ti prometterò che questo passo sia quello giusto. Prima guardiamo tutto ciò che puoi sapere senza muoverti. Poi, se resterà qualcosa che nessuno può conoscere da qui, dovrai decidere tu se vale la pena attraversare la soglia. Io posso accompagnarti. Non posso vivere il passo al posto tuo.»