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XII — L'APPESO

XII — L'APPESO

La Sospensione

L'Appeso arriva quando continuare a spingere nello stesso modo rischia di non farci vedere più nulla.

Non dice immediatamente di arrendersi.

Fa qualcosa di molto diverso: interrompe il gesto.

Se continui a porre la stessa domanda nello stesso modo, a compiere la stessa azione, a cercare la stessa soluzione e continui a incontrare lo stesso limite, l'Appeso comincia a sospettare che il problema possa non essere l'assenza di una via d'uscita.

Forse è il modo nel quale la stai cercando a non permetterti più di vederla.

Per questo la sua immobilità è ingannevole.

Da fuori sembra che non stia accadendo niente. In realtà l'Appeso sta creando una condizione molto precisa: smettere temporaneamente di agire nel modo abituale abbastanza a lungo da poter osservare la situazione da un punto che quell'azione rendeva invisibile.

È un Personaggio controintuitivo. Mentre quasi tutti chiedono che cosa fare, lui può domandare: che cosa vedresti se, per un momento, smettessi di fare proprio questo?

Ma anche l'Appeso possiede un limite severo.

Scoprire che una modalità d'azione non funziona più non significa scoprire che nessuna azione sia possibile. Non così non significa non si può. E sospendere non significa necessariamente aspettare.

È qui che si distingue dall'Eremita. L'Eremita restringe il campo per osservare meglio qualcosa che può essere messo a fuoco. L'Appeso interviene sul modo di procedere: sospende ciò che stiamo facendo perché proprio quell'azione potrebbe impedirci di vedere altro. E non è la Morte: l'impossibilità di continuare nello stesso modo non dimostra ancora che la forma precedente sia diventata irreversibilmente irrecuperabile.

Quando si presenta rovesciato, la sospensione può perdere la propria funzione. Può diventare immobilità sterile, sacrificio che non produce alcuna nuova comprensione, resistenza ostinata alla necessità di fermarsi oppure, all'opposto, permanenza nello stallo anche quando sarebbe ormai possibile muoversi.

L'Appeso non ama l'immobilità per se stessa.

Si ferma soltanto quando fermarsi permette di vedere qualcosa che continuando a spingere rimarrebbe invisibile.

La sua voce

«Non ti sto dicendo che non puoi andare avanti. Ti sto dicendo che così non stai andando da nessuna parte. Smetti per un momento di spingere nello stesso punto. Potresti accorgerti che il limite appartiene al modo in cui stai procedendo, non all'intera strada.»