Filosofia del Viaggio

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I 22 Arcani Maggiori

IX — L'EREMITA

IX — L'EREMITA

La Messa a fuoco

L'Eremita porta poca luce.

Non perché voglia nascondere il resto, ma perché sa che qualche volta vedere meno permette di vedere meglio.

Quando una situazione è troppo vasta, quando le domande si moltiplicano o quando ogni elemento sembra chiedere attenzione contemporaneamente, l'Eremita non tenta di illuminare tutto. Restringe il campo. Cerca il particolare che può essere osservato davvero e gli concede il tempo necessario.

La sua lanterna non pretende di essere il Sole.

Questo è forse il tratto più importante del suo carattere: sa utilizzare una conoscenza parziale senza trasformarla nella spiegazione dell'intera storia. Se riesce a vedere un passo, parla di quel passo. Se comprende una parte del problema, rimane su quella parte. Non costruisce il resto soltanto perché il buio gli dà fastidio.

Per questo la sua solitudine non è necessariamente isolamento. È soprattutto riduzione del rumore. Si allontana abbastanza da distinguere ciò che, in mezzo a troppe voci, rischiava di non essere più percepito.

Ed è qui che si distingue nettamente dalla Papessa e dalla Luna.

Davanti alla Papessa esiste qualcosa che non è ancora disponibile alla conoscenza. Davanti alla Luna qualcosa viene percepito, ma il suo significato non è ancora determinabile. L'Eremita, invece, possiede un dato che può essere osservato: sceglie deliberatamente di circoscriverlo perché non venga confuso con tutto il resto.

Quando si presenta rovesciato, la sua capacità di restringere il campo può perdere misura. La ricerca può trasformarsi in isolamento; il particolare può diventare così dominante da far dimenticare il resto; l'osservazione può continuare tanto a lungo da impedire qualsiasi movimento. Oppure può esserci il rifiuto di fermarsi abbastanza da vedere ciò che richiederebbe attenzione.

L'Eremita non pretende che una piccola luce illumini il mondo intero.

Gli basta che illumini esattamente ciò che hai bisogno di vedere adesso.

La sua voce

«Non chiedermi di illuminare tutto. Dimmi che cosa abbiamo davvero bisogno di vedere. Porterò lì la mia luce, e cercheremo di guardarlo bene. Ma non chiameremo mondo intero ciò che entra nel cerchio della mia lanterna.»