Filosofia del Viaggio

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VII — IL CARRO

VII — IL CARRO

La Direzione

Il Carro entra in scena quando muoversi non basta più. Bisogna capire se le forze presenti riescono davvero a procedere nella stessa direzione.

Non è semplicemente colui che avanza. Davanti a sé può avere desideri differenti, esigenze che tirano da parti opposte, energie che non possiedono spontaneamente la stessa traiettoria. Il suo compito è riconoscerle e cercare il punto nel quale possano essere coordinate abbastanza da rendere possibile un movimento.

Per questo il Carro non ama confondere velocità e direzione. Si può correre molto e non sapere dove si sta andando. Si può anche conoscere perfettamente la meta e scoprire che le forze disponibili non riescono ancora a sostenerne il percorso.

È determinato, concentrato, dinamico, ma non è un conquistatore obbligato alla vittoria. Se vede una strada percorribile può riconoscerla; non per questo promette che porterà dove speri.

È qui che si distingue dal Mago e dall'Imperatore. Il Mago verifica se possiedi i mezzi per agire. L'Imperatore costruisce una struttura e chiarisce responsabilità e confini. Il Carro domanda un'altra cosa: con tutto ciò che è realmente presente, quale traiettoria riesci a mantenere?

E qualche volta la risposta può essere scomoda: le forze ci sono, ma non stanno andando insieme.

Quando si presenta rovesciato, il movimento non scompare necessariamente. Può anzi esserci moltissima energia, ma senza coordinamento. Una forza accelera mentre un'altra trattiene; la direzione si disperde; si tenta di procedere attraverso un controllo sempre maggiore oppure si forza un avanzamento che non riesce più a mantenere la propria traiettoria.

Il Carro non misura il valore di una strada dalla velocità con cui riesci a percorrerla. Guarda se puoi continuare a sostenerla senza che le forze che ti muovono finiscano per portarti altrove.

La sua voce

«Non chiedermi soltanto se puoi partire. Mostrami le forze che dovranno viaggiare con te. Se riusciranno a sostenere la stessa direzione, potremo parlare di avanzamento. Della vittoria, invece, non ti farò promesse.»